Pensioni anticipate in calo in Italia, pesa il taglio di "Opzione Donna". I dati

Economia
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Introduzione

Dal mondo del lavoro si esce sempre più tardi e, quando si va in pensione, l’assegno è spesso più leggero. È quanto ha evidenziato il Rendiconto sociale 2025 dell’Inps. Inoltre il ritiro anticipato cala a causa delle restrizioni introdotte dal governo che hanno svuotato Opzione Donna, ridotto le Quote a misura residuale e aumentato l’età media di uscita. Nel 2025 le pensioni previdenziali liquidate in Italia sono state 834.658. Erano 861.949 nel 2024 e 878.369 nel 2022. Il calo, in tre anni, è di 43.711 trattamenti, circa il 5%. La vera riduzione ha però riguardato le pensioni anticipate passate da 270.798 nel 2022 a 192.157 nel 2025, quasi 79 mila in meno con un crollo del 29%. 

Quello che devi sapere

Quando si va in pensione di vecchiaia

Il governo ha aumentato l’età per accedere alla pensione di vecchiaia: dal prossimo gennaio si potrà salutare il mondo del lavoro a 67 anni e un mese e dal 2028 a 67 anni e tre mesi. Nonostante si sia allungata l’età per la pensione di vecchiaia, un’analisi della Cgil, che prende i dati dall’osservatorio Inps, mostra come le pensioni anticipate siano diminuite di circa 8.000 unità, mentre quelle di vecchiaia siano salite di quasi il 41%, quindi 38.000 in più. A soffrire maggiormente del calo delle pensioni anticipate sono le donne (66%), con il restringimento dei requisiti pensati in precedenza proprio per le pensioni anticipate femminili.

 

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La contrazione delle pensioni anticipate

L’analisi dell’Osservatorio previdenza Cgil, curata da Ezio Cigna, sui flussi Inps dei primi semestri dal 2023 al 2026 mostra come nel 2023 le pensioni anticipate erano ancora circa 108mila contro 94mila pensioni di vecchiaia. Nel 2024 sono passate a 103mila di vecchiaia contro poco meno di 100mila anticipate. Nel 2025 il distacco si è ampliato, con quasi 118mila contro 98mila. E nel primo semestre di quest’anno la forbice si è allargata ancora di più con 132mila contro 100mila. Le pensioni di vecchiaia sono cresciute, senza interruzioni, di quasi il 10% nel 2024, del 15% l’anno scorso e del 12% quest’anno. 

 

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Quota 103 sconveniente

A pesare sull’aumento delle uscite per vecchiaia piuttosto che anticipatamente e il progressivo restringimento delle vie d’uscita prima dell’età ordinaria. La Cgil segnala, per esempio, come Quota 103 sia stata resa meno conveniente rispetto ai requisiti originari di 62 anni di età e 41 di contributi. Nel corso degli anni si è passati al calcolo interamente contributivo, al tetto all’assegno, a finestre più lunghe e all’incentivo a restare al lavoro. 

 

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Opzione Donna quasi eliminata

Le limitazioni introdotte per poter usufruire di Opzione donna hanno reso questa opportunità possibile solo per una strettissima cerchia di persone dopo l’aumento dell’età e il restringimento della platea solo a caregiver, invalide, licenziate o dipendenti di aziende in crisi. Inoltre nel 2026 queste misure non sono state prorogate, possono utilizzarle solo coloro che avevano già maturato i requisiti.

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Meno donne chiedono la pensione anticipata

Secondo l’analisi, sono proprio le pensioni anticipate femminili a scendere da circa 36.500 nel 2023 a poco più di 31mila quest’anno: -14,5%, contro appena il -4% degli uomini. Due terzi delle oltre 8mila uscite anticipate perse nel quadriennio sono femminili. A pesare sarebbero le carriere più discontinue, i part-time e i periodi di cura, che rendono più difficile raggiungere i 41 anni e 10 mesi richiesti dall’anticipata ordinaria, a cui si aggiunge la stretta su Opzione donna. Per la Cgil è la prova che “l’erosione della flessibilità” non è neutrale tra uomini e donne.

Pensioni di vecchiaia in aumento nel pubblico impiego

L’aumento maggiore delle pensioni di anzianità è nel pubblico impiego. Le uscite dal mondo del lavoro per vecchiaia passano da circa 7.500 a quasi 14mila nei quattro anni: +84%. Le anticipate crollano invece da oltre 20mila a 14mila: -31%. Nel 2023 si contavano 271 pensioni anticipate ogni cento pensioni di vecchiaia. Oggi appena 101. Da quasi tre a una.

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Le condizioni per la pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria, attualmente, si può richiedere con 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, possono richiedere la Pensione anticipata contributiva al compimento dei 64 anni, a condizione che l’importo della pensione maturata sia pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale. Chi non raggiunge questa soglia non può accedere a questa finestra d’uscita. Per le lavoratrici madri la soglia dell’assegno scende a 2,8 volte il sussidio statale in presenza di un figlio e a 2,6 volte con due o più figli.

 

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