Pensione minima 2026: requisiti, importi e come richiederla

Economia
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Introduzione

Per chi quest'anno percepisce assegni pensionistici minimi è in atto un doppio aumento, frutto della rivalutazione basata sull'inflazione e di una misura apposita prevista in Legge di bilancio. Ecco di quanto sono saliti e a chi spettano.

Quello che devi sapere

Cosa sono le pensioni minime

Previste sin da una legge del 1952, le pensioni minime garantiscono un sostegno mensile ai percettori che non raggiungono una determinata soglia tramite l'assegno di vecchiaia. L'integrazione, erogata dall'Istituto Nazionale di previdenza sociale (Inps) si estende inoltre ai titolari di pensione di reversibilità con redditi inferiori al minimo stabilito per legge. A prescindere dalla tipologia di assegno, rimane per tutti i beneficiari l'obbligo di risiedere in Italia e di soddisfare requisiti soggettivi e contributivi.

 

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Requisiti personali

Come previsto dalla normativa vigente, la possibilità di ricevere da parte dell'Inps l'assegno minimo nelle tredici mensilità previste è riconosciuta ad ex lavoratori con almeno 67 anni d'età e 20 di contributi. Al compimento dei 71 anni, invece, la quota contributiva scende a 5 anni, a patto di rimanere sotto la soglia minima di reddito. 

 

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La rivalutazione

Per l'anno in corso, la pensione minima si attesta sui 619,80 euro per tredici mensilità, circa otto euro in più rispetto al 2025. Il ritocco verso l'alto dell'assegno è dovuto in primo luogo alla rivalutazione, meccanismo che adegua gli importi in base al dato sull'inflazione dell'anno precedente calcolato dall'Istat. L'Istituto nazionale di statistica stima ogni anno l'aumento dei prezzi dei beni al consumo, dato che a fine anno viene reso ufficiale e che fa da "bussola" per le pensioni.

 

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Di quanto aumentano le pensioni

Stando al dato sull'inflazione 2025, dal 1° gennaio di quest'anno le pensioni minime hanno registrato un incremento dell'1,4%. Oltre agli assegni più bassi, a beneficiare del ricalcolo sono tutti i trattamenti ma in modo decrescente. Maggiore è l'importo percepito minore sarà l'effetto della rivalutazione. Obiettivo del meccanismo è infatti quello di tutelare il potere d'acquisto, a partire di coloro che dispongono di meno risorse per fronteggiare l'aumento del costo della vita.

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Meccanismo automatico

Secondo le regole attuali, i trattamenti pensionistici fino a quattro volte il minimo sono destinatari di un incremento pieno, quindi pari a +1,4% sull'anno precedente. Per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo la rivalutazione smorza i suoi effetti con un ricalcolo al 90%. Per quanto riguarda le pensioni con importi oltre cinque volte il minimo, la rivalutazione cala ulteriormente al 75% con conseguenti importi più blandi.

L'aumento in Legge di bilancio

Per i circa 2,2 milioni di italiani che percepiscono pensioni minime, il governo ha stanziato risorse aggiuntive nell'ultima Manovra. La misura mira anche in questo caso a irrobustire gli assegni mensili a protezione delle categorie più esposte agli effetti del carovita. L'aumento "extra" del +1,3%, pari a 20 euro al mese, si somma alla rivalutazione classica ma in questo caso si limita agli assegni più bassi.

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Come richiederla

Nella maggior parte dei casi, l'Istituto applica l'integrazione in automatico quando liquida la pensione.  Se i dati reddituali cambiano o non sono aggiornati, è possibile presentare una richiesta tramite i servizi telematici sul sito Inps o rivolgersi a un patronato.

Verso nuovi aumenti nel 2027

Con la ripresa dell'inflazione, dal prossimo anno le pensioni potrebbero contemplare importi ancora più alti. Come indicato a giugno nel Documento programmatico di bilancio, il governo stima per il 2026 un'inflazione del +2,8% a cui seguirebbe un adeguamento di pari valore. Se venisse confermata, nel 2027 la perequazione doppierebbe il dato di quest'anno.

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L'impatto sulle minime

Come mostra una simulazione condotta dal sito Qui Finanza, ipotizzando una rivalutazione al 2,8% gli assegni salirebbero fino a 628,98 euro, un incremento pari a circa 11 euro in più al mese rispetto al dato attuale.

Incognita maggiorazioni

Resta da capire se il prossimo anno verrà riconfermata la maggiorazione straordinaria. Per l'eventuale proroga della misura, in scadenza al 31 dicembre 2026, servirà una norma ad hoc da inserire al più tardi nella prossima Legge di bilancio.

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Revoca quattordicesima pensioni

A partire dal mese di agosto, invece, una parte dei pensionati riceverà un assegno di importo inferiore. Come chiarito nel messaggio numero n.2514 del 29 luglio, l'Inps ha fatto sapere di aver concluso le verifiche relative a due benefici collegati ai redditi del 2021: la quattordicesima e l'importo aggiuntivo di 154,94 euro. Il provvedimento interessa i titolari di pensione della Gestione privata che non hanno trasmesso entro il 19 settembre 2025 la dichiarazione reddituale richiesta per confermare il possesso dei requisiti economici. In assenza di tale adempimento, l'Inps ha disposto l'annullamento definitivo dei benefici e l'avvio della restituzione delle somme.

 

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