Bonus caldaia 2026, incentivi e regole: tutte le novità in vigore da oggi

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Con l’entrata in vigore della Direttiva RED III (D.Lgs. 5/2026), il bonus caldaia 2026 cambia a seguito del recepimento delle più stringenti linee guida europee. L’obiettivo primario del legislatore comunitario è accelerare la decarbonizzazione dei sistemi di climatizzazione degli edifici residenziali, imponendo requisiti di efficienza e sostenibilità ambientale molto più severi rispetto al passato. Da oggi, 3 agosto, parte quindi lo stop agli incentivi per stufe e biomasse, mentre sono confermate le agevolazioni per pompe di calore e sistemi ibridi factory made.

Quello che devi sapere

Stop al bonus per stufe e biomasse

A partire da oggi le stufe a pellet, le stufe a legna, i termocamini e i caminetti perdono totalmente l’accesso a qualsiasi forma di agevolazione. Nello specifico, per queste soluzioni non sarà più possibile richiedere né la detrazione fiscale IRPEF al 50% (tramite Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) né eventuali voucher o agevolazioni stanziati da bandi regionali, provinciali o comunali.

 

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Perché lo stop al bonus

Lo stop al bonus per stufe e caminetti ha una motivazione scientifica e ambientale, legata alla tutela della qualità dell’aria. Il passaggio tecnologico dal gas combustibile alla biomassa vergine genera, nelle fasi di combustione, un quantitativo significativo di particolato atmosferico fine e ultrafine (PM10 e PM2.5). Poiché ampie porzioni del territorio italiano (in primis il bacino Padano) si trovano storicamente in regime di infrazione per il superamento continuativo dei limiti UE sul particolato, i fondi pubblici non possono più sostenere vettori energetici che incrementino localmente le emissioni nocive.

 

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L’eccezione per la biomassa di ultima generazione

Un'eccezione, riguardo al bonus caldaie 2026, è legato alla sostituzione di un vecchio impianto a biomassa preesistente con un modello a biomassa di ultimissima generazione, caratterizzato da livelli di efficienza e abbattimento dei fumi estremamente stringenti. Per mantenere l’accesso alle agevolazioni, l’installazione deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • Certificazione a 5 Stelle: il nuovo generatore (stufa o caldaia) deve possedere la massima certificazione ambientale prevista dal DM 186/2017;
  • Rendimento termico elevato: i nuovi modelli devono garantire un rendimento non inferiore all’87%;
  • Emissioni minime: nei casi di deroga legati al superamento del gas, la produzione di particolato primario deve rimanere inferiore a 1 mg/Nm³.

 

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Attenzione al pellet certificato

L’incentivo è concesso, anche se la stufa è a 5 stelle, solo se il pellet bruciato è certificato in classe di qualità ENplus A1 (la massima sul mercato), e il proprietario è obbligato a conservare le fatture d’acquisto dei sacchetti per i controlli fiscali e di manutenzione. In caso di controlli, oltre alla perdita dell’incentivo, possono scattare le multe previste dai regolamenti regionali sull’aria, proprio perché l’obiettivo della stretta è quello di favorire il passaggio dal gas all’elettrico e assicurare una migliore qualità dell’aria.

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Quali agevolazioni restano

Il bonus caldaie 2026 resta pienamente attivo per chi vuole installare pompe di calore elettriche, sistemi ibridi certificati “Factory Made” o sistemi solari termici. La pompa di calore beneficia dell’Ecobonus al 50% per gli immobili principali (che scende al 36% per le seconde case), del Bonus Casa per le ristrutturazioni, e dell’accesso preferenziale al Conto Termico 3.0 con rimborsi diretti che possono coprire fino al 65% delle spese totali ammissibili. Per accedere alle stesse agevolazioni delle pompe di valore, invece, il sistema ibrido che combina una caldaia a condensazione a gas ad alta efficienza e una pompa di calore elettrica all’interno di un’unica unità integrata deve essere certificato “factory made” dal produttore d’origine. I pannelli solari termici dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e all’integrazione del riscaldamento mantengono inalterato il proprio quadro incentivante.

Cos’è e come funziona il conto termico 3.0

Il Conto Termico 3.0, o nuovo Conto Termico, incentiva interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili.A differenza dell’ecobonus o del bonus casa, il rimborso è diretto sul conto corrente bancario entro pochi mesi dall’approvazione della pratica. 

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Come non perdere il bonus caldaia

Bisogna ricordare che dal 3 agosto qualsiasi intervento edilizio che coinvolga il rifacimento o la modifica sostanziale dell’impianto termico dovrà prevedere obbligatoriamente l’integrazione di fonti rinnovabili per la copertura dei fabbisogni termici ed elettrici dell’immobile. Non sarà più consentito presentare progetti che prevedano l’installazione di una semplice caldaia a condensazione stand-alone a gas, a meno che non venga documentata una comprovata e oggettiva impossibilità tecnica o economica all’interno della relazione tecnica di progetto redatta dal termotecnico abilitato, in piena conformità con i regolamenti sui bonus per l’efficienza energetica consultabili sul portale ufficiale dell’ENEA. 

 

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