Casalinghe e casalinghi, da agevolazioni a corsi: bonus e sostegni che si possono chiedere
EconomiaIntroduzione
Nel 2026 sono disponibili diversi strumenti di sostegno per chi svolge attività domestiche. Tra questi figurano i corsi di formazione finanziati dallo Stato, il Fondo previdenziale dell'INPS alimentato con contributi volontari, l'assicurazione contro gli infortuni domestici dell'INAIL e, per chi possiede i requisiti previsti dalla legge, l'assegno sociale. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Cosa si intende per bonus casalinghe
L'espressione "bonus casalinghe" continua a essere molto diffusa ma non identifica una misura economica riconosciuta dallo Stato. Nel 2026 non è previsto alcun contributo mensile destinato in modo specifico a chi svolge gratuitamente le attività domestiche e di cura della famiglia. Con questa denominazione si fa generalmente riferimento al Fondo per la formazione personale delle casalinghe e dei casalinghi, un'iniziativa pubblica che finanzia percorsi di aggiornamento professionale e di acquisizione di competenze, senza prevedere l'erogazione diretta di somme ai beneficiari.
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Il Fondo per la formazione
L'intervento principale destinato alle persone che si dedicano alla cura della casa consiste nei programmi di formazione finanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Le risorse, previste dall'articolo 22 del decreto-legge n. 104 del 2020, convertito nella legge n. 126 del 2020, ammontano a 3 milioni di euro ogni anno e vengono assegnate a enti pubblici e soggetti privati selezionati attraverso specifici bandi. Gli organismi finanziati organizzano corsi gratuiti che possono durare fino a dodici mesi e hanno l'obiettivo di rafforzare soprattutto le competenze digitali, informatiche e professionali, favorendo il reinserimento nel mercato del lavoro. Il sostegno economico è destinato agli enti che realizzano i progetti e non viene corrisposto direttamente ai partecipanti.
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Chi può partecipare
L'accesso ai percorsi formativi è riservato alle persone che svolgono abitualmente e senza compenso le attività di cura della famiglia e dell'abitazione. Tra i requisiti normalmente richiesti dai progetti finanziati figurano un'età compresa tra i 18 e i 67 anni e l'iscrizione all'assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici, che deve risultare attiva durante lo svolgimento del corso. Poiché ogni iniziativa è disciplinata dal relativo bando, è sempre opportuno verificare le condizioni richieste dall'ente organizzatore prima di presentare la domanda.
Come aderire ai corsi
Per iscriversi ai percorsi di formazione non esiste una piattaforma unica nazionale. Una volta verificata la propria posizione assicurativa presso l'INAIL, è necessario consultare l'elenco degli enti ammessi ai finanziamenti pubblicato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e contattare direttamente quello che organizza il corso di interesse. Ogni soggetto gestisce infatti in autonomia le modalità di iscrizione, le scadenze e la raccolta delle candidature.
L'assicurazione INAIL
Chi svolge attività domestiche in maniera abituale, esclusiva e gratuita deve essere iscritto all'assicurazione contro gli infortuni domestici prevista dalla legge n. 493 del 1999. L'adesione può essere effettuata online dal portale INAIL utilizzando SPID, Carta d'identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Per il 2026 il premio assicurativo rimane pari a 24 euro all'anno. Il pagamento non è dovuto dalle persone che rientrano nelle soglie reddituali fissate dalla normativa: reddito personale lordo non superiore a 4.648,11 euro oppure reddito familiare complessivo lordo entro 9.296,22 euro. Attraverso l'area riservata del sito dell'INAIL è possibile iscriversi o cancellarsi dall'assicurazione, ottenere l'avviso di pagamento, comunicare l'eventuale diritto all'esonero e verificare la propria posizione assicurativa.
Dove presentare la domanda
La richiesta di partecipazione ai corsi deve essere inoltrata direttamente all'ente che organizza il progetto finanziato. Sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità è disponibile la graduatoria degli organismi ammessi ai finanziamenti e, una volta individuato quello di interesse, occorre seguire le istruzioni pubblicate sul relativo portale. Nella maggior parte dei casi è sufficiente compilare il modulo di contatto o la domanda predisposta dall'ente, che successivamente fornirà tutte le informazioni sulle modalità di ammissione e sul calendario delle attività.
Serve l'ISEE?
Per accedere ai corsi di formazione non è previsto alcun requisito ISEE, salvo eventuali disposizioni specifiche contenute nei singoli bandi. Diversa è invece la disciplina delle prestazioni assistenziali. L'assegno sociale viene infatti riconosciuto esclusivamente alle persone che soddisfano i requisiti anagrafici, di residenza e di reddito stabiliti ogni anno dalla legge.
Il Fondo previdenziale INPS
Chi svolge attività di cura della famiglia senza percepire un compenso può aderire volontariamente al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari. L'iscrizione è consentita alle persone di età compresa tra 16 e 65 anni che non siano già titolari di una pensione diretta e che non risultino iscritte obbligatoriamente ad altre gestioni previdenziali per effetto di un'attività lavorativa. Rimane possibile l'adesione anche in alcune situazioni di lavoro part-time, quando la contribuzione obbligatoria non copre integralmente l'anno assicurativo. La domanda può essere trasmessa online dal portale dell'INPS oppure attraverso patronati, intermediari abilitati o Contact Center.
Come funziona la pensione
L'importo dei contributi è liberamente determinato dall'iscritto, purché venga rispettata la soglia minima prevista dalla normativa. Nel 2026 sono necessari almeno 25,82 euro per ottenere l'accredito di un mese di contribuzione e 309,84 euro per maturare dodici mesi pieni. Per ottenere la pensione sono richiesti almeno cinque anni di versamenti. Il trattamento può essere liquidato a partire dai 57 anni se l'importo maturato raggiunge almeno 1,2 volte l'assegno sociale, mentre in alternativa è possibile accedere alla pensione dai 65 anni senza il requisito dell'importo minimo.
L'assegno sociale
Per chi si trova in condizioni economiche disagiate rimane disponibile l'assegno sociale erogato dall'INPS. La prestazione è riconosciuta esclusivamente su domanda e richiede il possesso dei requisiti di età, residenza e reddito previsti dalla normativa. Nel 2026 il limite reddituale è fissato a 7.101,12 euro annui per le persone non coniugate e a 14.202,24 euro per i coniugati. L'importo massimo corrisponde a 546,24 euro mensili per tredici mensilità e spetta integralmente soltanto in assenza di altri redditi. Qualora il richiedente disponga di entrate inferiori alle soglie previste, l'assegno viene ridotto in misura proporzionale. Anche la domanda per l'assegno sociale può essere inoltrata direttamente sul sito dell'INPS oppure tramite patronati, CAF e Contact Center.
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