Prezzo del caffè sempre più alto, ecco le città in cui costa di più. CLASSIFICA

Economia
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Introduzione

Il prezzo del caffè è in aumento negli ultimi anni a causa di diversi fattori che fanno salire i costi di produzione. Per esempio, a incidere sono l’aumento delle bollette di luce e gas, le tasse da pagare e anche il meteo. I fenomeni climatici estremi hanno dato un duro colpo ai Paesi principali produttori, come Brasile e Vietnam.  Giuseppe Lavazza, presidente dell'omonima azienda italiana produttrice di caffè, ha spiegato al Financial Times che serviranno almeno due buoni raccolti per ricostituire le scorte, e che il mercato rimane troppo instabile per pensare a una riduzione dei prezzi al dettaglio. Intanto, il Centro di formazione e ricerca sui consumi ha individuato le città italiane dove una tazzina di caffè viene venduta al prezzo più alto. 

Quello che devi sapere

Lo studio sui prezzi del caffè nel 2026

Un espresso al bar costa oggi in Italia quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa. È quanto ha evidenziato il Centro di formazione e ricerca sui consumi che, in collaborazione con Assoutenti, ha realizzato uno studio sui prezzi della classica tazzina analizzando i nuovi rincari che hanno interessato il caffè nel corso del 2026. L’analisi segnala poi che i rischi aumentano: le esportazioni di caffè colombiano stanno subendo una grave interruzione logistica a causa del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese.

 

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Dove il caffè costa di più

Sulla base dei dati ufficiali del Mimit raccolti nelle varie province italiane, emerge che l'espresso costa in media nel nostro Paese 1,29 euro, ben 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un incremento medio del +24,2% ma con un andamento molto diversificato a seconda delle zone d’Italia. Il Crc riporta che Bolzano si conferma la città con il prezzo più alto, pari a 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara con 1,49 euro, ma in totale ben 11 province hanno raggiunto o superato la soglia psicologica di 1,4 euro a caffè (Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine). 

 

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Le città più economiche per bere caffè

Sul versante opposto della classifica, Messina risulta oggi la città più economica, con un prezzo medio di 1,06 euro a tazzina, tallonata da Catanzaro (1,08 euro): assieme ad Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia sono le uniche province con un prezzo inferiore a 1,20 euro.

 

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Gli aumenti più alti nell'arco di cinque anni

Se però si analizza l'andamento dei listini del caffè al bar negli ultimi 5 anni, si scopre che l'incremento più pesante si è avuto a Pescara, dove il prezzo della tazzina è salito del +49% rispetto al 2021, seguita da Parma (+41%), Bari (+39,5%, e dalla patria del caffè, ossia Napoli (+37,8%). Le province con gli aumenti più contenuti sono Aosta, che segna appena un +6,7% in cinque anni, Cagliari, Biella e Reggio Emilia, con rincari attorno al +15% - aggiunge il Centro di formazione e ricerca sui consumi.

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Perché sale il prezzo del caffè

Il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi, ha osservato che "i rincari non sembrano alimentati dalle quotazioni alle stelle della materia prima". "Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l'Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno", ha evidenziato, aggiungendo che "alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore".

Cambiano le abitudini dei consumatori

"Le analisi di settore ci dicono che in fatto di caffè le abitudini degli italiani stanno cambiando - ha avvisato il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso - Si registra infatti un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del +33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule. Una tendenza che, unitamente ai continui rincari della tazzina, potrebbe presto portare a minare il primato dell'espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini". 

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L’andamento dei mercati globali di caffè

Poche settimane un rapporto Fao ha evidenziato come i mercati globali di caffè, cacao e tè siano in forte turbolenza, penalizzati da una fragilità strutturale: oltre il 90% delle fluttuazioni dei prezzi è causato da squilibri improvvisi tra domanda e offerta, spesso amplificati da speculazioni finanziarie. La produzione è concentrata nelle mani di piccoli agricoltori in pochi Paesi in via di sviluppo, mentre la trasformazione e il consumo avvengono nelle nazioni più ricche. Questo profondo divario geografico allunga le filiere, aumentando l'esposizione ai costi di trasporto e ai blocchi logistici, con il risultato di amplificare gli shock globali sui mercati locali e minacciare i redditi dei coltivatori. 

Gli eventi climatici

Brasile e Vietnam controllano da soli quasi la metà della produzione mondiale di caffè - spiega la Fao -, la Costa d'Avorio e il Ghana oltre due terzi del cacao e la Cina più della metà del tè, una concentrazione che rende i mercati ipersensibili a eventi climatici locali. Piogge, gelo, El Niño e altri eventi meteorologici continuano infatti a rappresentare un rischio per l’offerta. 

 

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