Dichiarazione redditi, quali abbonamenti per il trasporto pubblico si possono detrarre?
EconomiaIntroduzione
Tra le spese che si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi ci sono anche quelle sostenute per l’acquisto degli abbonamenti di trasporto pubblico: per il 2026 è stata confermata l’agevolazione, in vigore ormai dal 2018, per chi utilizza mezzi pubblici, come autobus, metropolitane, tram e treni regionali, per gli spostamenti quotidiani. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Dichiarazione dei redditi, la detrazione per il trasporto pubblico
In linea generale, tutti i contribuenti possono beneficiare della detrazione fiscale del 19% per le spese sostenute per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, non solo per quelli acquistati a nome proprio, ma anche per quelli dei familiari fiscalmente a carico.
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Il limite massimo di spesa
C’è però un limite massimo di spesa su cui poter calcolare la detrazione: 250 euro in totale, anche se si fa riferimento a più abbonamenti (come ad esempio il proprio e quello di un familiare a carico). Lo stesso limite vale anche per il singolo abbonato, se sono più persone a sostenere il costo dell’abbonamento. Nel caso in cui i genitori abbiano acquistato un abbonamento di 400 euro, potranno ripartirsi tra loro un ammontare massimo di spesa di 250 euro speso per il figlio a carico.
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Quali abbonamenti per il trasporto rientrano nella detrazione?
Come ricorda FiscoOggi, la testata online ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, non tutti i titoli di viaggio danno diritto al beneficio fiscale. Per capire quali vi rientrano bisogna far riferimento al concetto di “abbonamento”, che sarebbe solamente il titolo che consenta di effettuare un numero illimitato di viaggi per più giorni lungo una determinata tratta o sull'intera rete di trasporto. Quello che viene premiato, in sintesi, è l’uso continuativo e non episodico del servizio pubblico.
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Il concetto di “servizio di trasporto pubblico”
È fondamentale anche circoscrivere il concetto di servizio di trasporto pubblico, che sia locale, regionale o interregionale. Ai fini fiscali, vi rientrano tutti quelli che hanno come oggetto il trasporto di persone, che siano ad accesso generalizzato e resi da enti pubblici o da soggetti privati affidatari del servizio pubblico sulla base di specifiche concessioni o autorizzazioni da parte di soggetti pubblici. La definizione copre ogni servizio di trasporto pubblico, a prescindere dal mezzo di trasporto utilizzato, che però deve operare in modo continuativo o periodico, tanto all’interno di una regione, quanto fra più regioni diversi, ma comunque con itinerari, orari, frequenze e tariffe prestabilite.
Gli abbonamenti tra l’Italia e l’estero
Nel caso di abbonamenti unici che coprono una tratta nazionale e una estera, la detrazione spetta solamente sulla parte di spesa sostenuta per l’abbonamento riferibile alla tratta interna ai confini italiani. Con una precisazione: nel caso in cui non sia possibile distinguere la quota di costo riferito al trasporto della sola tratta nazionale, la detrazione spetta sull’intera spesa sostenuta.
Cosa è escluso
Restano esclusi dall’agevolazione tutti i biglietti a tempo, anche quando la loro validità è superiore alla singola giornata, come i ticket da 48 o 72 ore. Non sono detraibili nemmeno le cosiddette carte integrate a finalità turistica che, oltre all'utilizzo dei mezzi pubblici, comprendono servizi aggiuntivi come ingressi a musei, mostre o spettacoli. E non è detraibile neanche il costo dell’abbonamento rimborsato dal datore di lavoro e indicato nella Certificazione Unica 2026 (con il codice 40 nei punti da 701 a 706). In quest’ultimo caso, la detrazione resta però ammessa per la quota rimasta effettivamente a carico del contribuente a condizione che rientri nel limite complessivo di 250 euro.
Dove inserire le spese per il trasporto pubblico in dichiarazione
L’agevolazione in questione nel modello 730 si trova nei righi che vanno da E8 a E10 (“Altre spese”). Nel modello Redditi Persone fisiche l’agevolazione è invece nei righi da RP8 a RP13. Il codice da indicare in entrambi i modelli è 40. Chi sceglie la precompilata, a meno che non abbia comunicato un’apposita opposizione, dovrebbe invece già ritrovare la spesa sostenuta nel proprio modello precompilato.
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