Regolamento UE sulle confezioni monouso: cosa cambia da oggi per gli imballaggi alimentari

Economia
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Introduzione

Da oggi, 12 agosto, entra in piena applicazione il Regolamento comunitario 2025/40 noto come PPWR ("Packaging and Packaging Waste Regulation") che introduce obblighi per Stati e aziende in materia di imballaggi. Il nuovo quadro regolatorio mira soprattutto a ridurre i rifiuti e favorire la riciclabilità dei prodotti. Ecco cosa sapere. 

Quello che devi sapere

Verso l'obiettivo del 2030

Il Regolamento, approvato a fine 2024 da Parlamento Ue e Consiglio dell'Unione Europea, traccia un percorso di eliminazione progressiva dei prodotti monouso in plastica in vista del 1° gennaio 2030 quando scatterà il divieto per la produzione e la commercializzazione di alcuni imballaggi singoli, dai flaconi di shampoo alle confezioni da sei bottiglie d'acqua fino a quelle per frutta e verdura non trasformata sotto 1,5 kg. 

 

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I settori coinvolti

Come ricorda il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica (Corepla), la stretta riguarda in primo luogo i settori della grande distribuzione organizzata, dell'hotellerie e della ristorazione che dovranno fare a meno delle confezioni monouso su una batteria di prodotti. Nei prossimi quattro anni sono destinati a uscire dal mercato gli imballaggi di detergenti, cosmetici, salse e condimenti.

 

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I settori esentati

Dalla nuova normativa Ue sono esclusi tutti gli imballaggi impiegati per ragioni igienico-sanitarie oppure legate a sicurezza e logistica. Ciò significa che strutture sanitarie, assistenziali (Rsa) o prive di accesso all'acqua potabile potranno continuare ad impiegare confezioni monouso senza il rischio di sanzioni.

 

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Cosa cambia nei pubblici esercizi

Più nel dettaglio, il Regolamento PPWR mira a eliminare la circolazione in bar, ristoranti e hotel delle bustine in plastica. Come evidenzia la Confartigianato le imprese operanti nell'Unione non potranno mettere al servizio dei clienti le confezioni monodose di ketchup, maionese, olio, aceto, sale, zucchero, panna e altri condimenti. In sostituzione, i locali dovranno dotarsi di soluzioni più sostenibili come oliere e saliere riutilizzabili, dispenser o altri piccoli contenitori lavabili.

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Addio a vassoi e vaschette in plastica

Dalle mense alle tavole calde fino agli autogrill e ai servizi di catering: nei locali di ristorazione i titolari non potranno più mettere a disposizione dei clienti vaschette, vassoi o scatoline in plastica utilizzabili una sola volta. 

Igiene personale

Per quanto concerne il settore alberghiero, le strutture avranno quattro anni di tempo per far sparire del tutto i mini-flaconi monouso "di cortesia" dedicati alla cura della persona come creme, cotton fioc e cuffie per il bagno. Addio anche a docciaschiuma e shampoo in formato singolo in favore, per esempio, dei dispenser ricaricabili installati direttamente dentro il box.

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Allegato V

L'allegato V del Regolamento elenca tutti i formati vietati a partire dal 1° gennaio 2030. Fino a quella data gli Stati membri potranno mantenere le restrizioni applicate a livello nazionale. Per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli freschi, per esempio, sono destinati a uscire, come detto, gli imballaggi in plastica con un peso inferiore a 1,5 chilogrammi. Insalate in busta, vaschette di frutta lavata e tagliata ma anche agrumi venduti tramite retini o cestini: il peso complessivo determinerà la presenza o meno di questi formati sugli scaffali dei supermarket.

Le regole sull'imbottigliamento

Per quanto riguarda le bevande, alcoliche e analcoliche, il testo definitivo di Bruxelles prevede, a partire dal 2030, l'obbligo per i distributori finali di assicurare una quota minima di riutilizzo pari al 10%. Anche in questo caso sono previste esenzioni, a partire dai prodotti altamente deperibili come latte, lattiero-caseari o vegetali sostitutivi del latte. Entro febbraio 2027 è attesa invece la pubblicazione da parte della Commissione Europea di un quadro normativo unico valido per il comparto vitivinicolo.

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Sanzioni in vigore dal 2027

Come previsto dall'articolo 68 del Regolamento PPWR, sempre da febbraio 2027 entreranno in vigore le sanzioni per le imprese del settore che non rispetteranno il principio di riciclabilità sugli imballaggi. Spetterà ai singoli Stati membri definire nel dettaglio l'entità delle ammende secondo un principio "effettivo, proporzionato e dissuasivo".

Divieto di Pfas e sostanze pericolose

Nell'immediato, da oggi scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) oltre i limiti di concentrazione previsti dall'articolo 5 del Regolamento (singolo pari o superiori a 25 parti per miliardo). Vengono inoltre previste soglie più severe per l'utilizzo di metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio.

 

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