Bonus centri estivi 2026, rimborso spese a famiglie: a chi spetta e i Comuni beneficiari

Economia
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Introduzione

Sono operative le indicazioni che disciplinano l'utilizzo del Fondo destinato alle attività socioeducative per i minori, che dà vita al bonus centri estivi 2026 nei Comuni che hanno accesso alle risorse. Lo stanziamento, pari a quasi 70 milioni di euro, è finalizzato a rafforzare i servizi educativi e ricreativi sul territorio e può essere utilizzato anche per rimborsare le spese sostenute dalle famiglie per la frequenza di centri estivi e servizi socioeducativi, sia pubblici sia privati, svolti tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

I dettagli

Ci sono alcuni dettagli da conoscere, in particolare:

  • il Fondo nasce con l'articolo 1, comma 222, della Legge n. 199/2025 ed è stato reso operativo dal decreto interministeriale dell'8 maggio 2026, firmato dai Ministeri competenti per Famiglia ed Economia;
  • per il 2026 le risorse disponibili passano dai 60 milioni inizialmente previsti a 69.773.561,64 euro grazie al decreto dipartimentale del 17 giugno 2026, che ha incorporato anche le somme residue riferite al 2021;
  • i finanziamenti vengono distribuiti ai Comuni in base al numero di residenti di età compresa tra 0 e 17 anni rilevati al 1° gennaio 2025;
  • ogni amministrazione comunale decide autonomamente se destinare parte delle risorse ai rimborsi, definendo con una delibera requisiti, importi e modalità di richiesta;
  • l'erogazione delle somme dovrà concludersi entro il 31 luglio 2027.

 

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Un sostegno deciso dai Comuni

Il contributo per i centri estivi non rappresenta una misura automatica valida sull'intero territorio nazionale. Possono infatti beneficiarne esclusivamente le famiglie residenti nei Comuni destinatari del Fondo che abbiano scelto di utilizzare parte delle risorse per rimborsare le spese sostenute. Ogni Giunta comunale stabilisce in piena autonomia le condizioni di accesso, l'entità del contributo e la documentazione necessaria. Il rimborso riguarda i costi sostenuti per la partecipazione dei figli minorenni a servizi socioeducativi territoriali, organizzati da soggetti pubblici o privati nel periodo previsto dalla normativa.

 

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Quali spese possono essere finanziate

Il Fondo destinato ai Comuni lascia piena discrezionalità agli enti locali sulla scelta di concedere o meno il rimborso alle famiglie. Le somme assegnate possono essere impiegate per differenti tipologie di intervento, tutte riferite alle attività svolte dal 1° giugno al 31 dicembre 2026. Tra le spese ammissibili rientrano l'acquisto di beni e servizi indispensabili per il funzionamento delle iniziative, la stipula di convenzioni o accordi con enti pubblici e privati per l'organizzazione delle attività, gli interventi di manutenzione ordinaria, adeguamento e messa in sicurezza degli spazi utilizzati dai minori e, infine, i rimborsi destinati alle famiglie per le quote di iscrizione ai servizi socioeducativi e ai centri estivi, secondo quanto previsto dalla delibera comunale.

Come verificare il diritto al rimborso

Per sapere se è possibile ottenere il contributo è necessario verificare innanzitutto che il proprio Comune sia inserito tra quelli destinatari del Fondo. Successivamente occorre consultare la delibera della Giunta comunale e l'eventuale avviso pubblico, nei quali sono indicati i requisiti richiesti, le modalità di presentazione della domanda e gli importi riconosciuti. È inoltre fondamentale conservare tutta la documentazione di spesa tracciabile richiesta dall'amministrazione, poiché costituisce il presupposto indispensabile per ottenere il rimborso.

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I principali Comuni interessati

Tra gli enti locali che ricevono le risorse figurano le principali città italiane. Oltre a Roma, Milano e Napoli, rientrano tra i beneficiari anche Genova, Bologna, Catania, Firenze, Bari, Brescia, Cagliari, Ancona, Catanzaro, Caserta, Chieti e Aosta, con assegnazioni determinate in funzione della popolazione residente di età compresa tra 0 e 17 anni.

Aiuti delle Regioni

Accanto ai fondi statali, diverse Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Toscana e Veneto, finanziano ulteriori contributi attraverso programmi collegati al Fondo Sociale Europeo. Queste iniziative dedicate alla conciliazione tra lavoro e vita familiare prevedono requisiti specifici: in genere entrambi i genitori devono lavorare oppure uno dei due deve trovarsi in cassa integrazione o in mobilità. Inoltre, i bandi regionali si rivolgono soprattutto alle famiglie con Isee compreso indicativamente tra 30mila e 35mila euro. Una parte consistente delle risorse viene inoltre destinata all’assistenza dei minori con disabilità, coprendo i costi degli educatori di sostegno previsti dalla Legge 104 senza ulteriori spese per i genitori.

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Detrazione nel 730

Chi non riesce ad accedere ai bonus può comunque recuperare una parte delle spese attraverso la dichiarazione dei redditi, anche se in misura limitata. Le rette dei centri estivi, infatti, non rientrano automaticamente tra le spese scolastiche detraibili. L’agevolazione del 19% è riconosciuta soltanto se il centro viene gestito da una Associazione Sportiva Dilettantistica oppure da una società sportiva iscritta al Registro Nazionale delle Attività Sportive. La detrazione si applica su una spesa massima di 210 euro per ciascun figlio tra i 5 e i 18 anni, consentendo di recuperare circa 40 euro nella dichiarazione presentata l’anno successivo.

Welfare aziendale

Per molti lavoratori dipendenti del settore privato, il sostegno più vantaggioso può arrivare dal welfare aziendale. Nel 2026, grazie all’innalzamento delle soglie dei fringe benefit fino a 2mila euro per chi ha figli fiscalmente a carico, numerose imprese consentono il rimborso totale delle rette dei centri estivi. Si tratta di uno strumento particolarmente conveniente perché le somme erogate non sono soggette né a Irpef né a contributi. Il rimborso può arrivare direttamente in busta paga oppure tramite piattaforme dedicate e voucher messi a disposizione dall’azienda.

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Il bando Inps

Diversamente dal nuovo Fondo destinato ai Comuni, il bando Inps Centri Estivi Diurni 2026 prevedeva una procedura nazionale riservata ai figli e agli orfani dei dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il concorso mette a disposizione 3.000 contributi per coprire, totalmente o in parte, il costo dei centri estivi frequentati tra giugno e il 5 settembre 2026, con importi calcolati in base all'ISEE. Tuttavia, i termini per partecipare sono ormai scaduti: le domande potevano essere presentate esclusivamente online dalle ore 12 del 4 giugno alle ore 12 del 25 giugno 2026.

 

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