Viaggi in auto, stangata sui carburanti: oltre 450 euro di benzina da Torino a Palermo
EconomiaIntroduzione
A causa dell’instabilità geopolitica e della situazione conflittuale in Medio Oriente, nell’estate 2026 sono tantissime le persone che hanno scelto di restare in Europa durante le vacanze estive e di spostarsi in auto. Il problema però è che l’impennata dei prezzi del carburante sta facendo diventare particolarmente esoso spostarsi con la propria macchina, soprattutto se si possiede una vettura a gasolio. Andare da Torino a Palermo può arrivare a costare poco meno di 500 euro
Quello che devi sapere
La stangata per gli automobilisti
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), in vista delle partenze degli italiani, ha messo a confronto i listini di benzina e gasolio con quelli in vigore nello stesso periodo del 2025, per capire quanto costeranno gli spostamenti in auto. I dati rivelano che una vera e propria stangata si abbatterà sugli automobilisti che, in questo esodo estivo, si metteranno in viaggio in macchina per raggiungere le località di villeggiatura.
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Quanto si spende per un viaggio Torino-Palermo
“La spesa più elevata - ha rilevato il C.r.c. - è quella relativa alla tratta Torino-Palermo, circa 1.588 km totali, dove tra andata e ritorno, considerati i prezzi medi dei carburanti alla data del 31 luglio, il costo dei rifornimenti è di 453 euro per la benzina, 389 euro per il gasolio. Una differenza motivata dal fatto che con un litro di diesel si percorrono mediamente più km rispetto alla verde”, ha specificato il centro studi.
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Quanto si spende per viaggi in auto in Italia
Sempre lo studio ha stimato che da Torino a Reggio Calabria (1.362 km) la spesa media è di 333 euro per il gasolio e 388 euro per la benzina; da Milano a Catania (1.342 km) si spendono, ai listini dell’1 agosto, 328 euro in caso di auto diesel, 382 euro se la vettura è a benzina. "Tra andata e ritorno servono oltre 300 euro di verde se si viaggia da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce o da Bologna a Reggio Calabria”, secondo il Centro di formazione e ricerca sui consumi.
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Più penalizzati chi ha motori a gasolio
Tuttavia se si confrontano i listini attuali con quelli in vigore nello stesso periodo del 2025, emerge che "i più penalizzati sono i proprietari di auto a gasolio. Nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, infatti, un litro di diesel costa oggi in media il 26% in più rispetto a fine luglio dello scorso anno, pari ad una maggiore spesa da oltre 43 centesimi al litro, mentre la benzina è rincarata del 16,5%”. Rispetto all'estate del 2025, la spesa per i rifornimenti di gasolio risulta più elevata di 81 euro sulla tratta Torino-Palermo, quasi +70 euro da Milano a Catania e da Torino a Reggio Calabria, e costa oltre 50 euro in più andare in auto da Milano a Lecce, da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce o da Bologna a Reggio Calabria.
La spesa per i rifornimenti
Il Codacons ha segnalato che “nonostante lo sconto sulle accise, misura che a luglio ha avuto validità per un totale di 7 giorni su 31, la spesa per i rifornimenti di carburanti su strade e autostrade italiane è salita nell'ultimo mese di +782 milioni di euro rispetto a quanto speso a luglio 2025”. Considerata la media ponderata mensile di benzina e gasolio sulla base dei prezzi giornalieri resi noti dal Mimit, e i consumi di carburante sulla rete ordinaria che nel mese di luglio registrano i valori più alti dell'anno (con un totale di circa 2,85 miliardi di litri venduti), su strade e autostrade sono stati spesi a luglio 5,6 miliardi di euro solo per i rifornimenti di diesel e verde: circa 3,4 miliardi di euro per il gasolio e 2,2 miliardi di euro per la benzina.
Aggravi su famiglie e piccoli autotrasportatori
Dopo il taglio di 17 centesimi sul diesel deciso dal Consiglio dei Ministri, la Cgia segnala che i rincari dei prezzi alla pompa non si stanno abbattendo solo su famiglie e pendolari, ma anche sui piccoli autotrasportatori. Va ricordato che il credito d'imposta da oltre 320 milioni di euro introdotto dall'Esecutivo per alleggerire la componente fiscale del diesel interessa solo il 22% circa dei mezzi pesanti. Secondo la Cgia, dall'inizio del conflitto nel Golfo Persico il prezzo del diesel è salito del 20,9%, ovvero 36 centesimi in più al litro.
Quanto costa fare il pieno
Oggi fare il pieno a un autocarro sotto le 7,5 tonnellate costa 1.040 euro, +180 euro del 27 febbraio scorso: una vera e propria stangata. La benzina, invece, è salita del +19,6% vale a dire 33 centesimi in più dall'inizio delle ostilità tra USA e Iran. Tra gli artigiani il conto salato del caro-carburante, purtroppo, non lo stanno pagando solo i padroncini, ma anche i taxisti e gli Ncc, tutte figure che rientrano nella categoria dei "professionisti della strada". Sono una platea enorme di persone che percorre centinaia di migliaia di chilometri l'anno. A questo elenco, la Cgia ha aggiunto anche gli agenti di commercio, un'altra categoria di partite Iva che passa gran parte della giornata lavorativa in auto. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente, sono proprio questi lavoratori autonomi a risentire più di altri del rincaro dei prezzi alla pompa.
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