Recensioni online false, dalle linee guida dell'Antitrust arrivano QR code e IA

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

L’Antitrust tenta di arginare la pratica delle false recensioni sui siti online: a tal fine arrivano Qr Code e codici OTP, ma gli operatori potranno anche ricorrere all'intelligenza artificiale per verificare anomalie e cancellare messaggi sospetti. È quanto prevede il testo dello "Schema di Linee Guida volte a orientare le imprese nell'adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online", su cui l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato una consultazione pubblica che si concluderà il prossimo 15 luglio. Ecco cosa prevede il documento. 

Quello che devi sapere

Lo schema di linee guida dell’Antitrust

Lo schema di linee guida, diffuso lo scorso 30 giugno, da un lato dà seguito alla recente legge n. 34/2026 con riferimento al settore ricettivo e turistico, dall'altro punta a fornire alla generalità delle imprese indicazioni in ordine all'interpretazione delle disposizioni del Codice del consumo che disciplinano proprio le recensioni. Il documento si rivolge atutti i professionisti – ovunque stabiliti – che indirizzano la propria attività economica verso il territorio italiano, allorché mettono a disposizione funzionalità o servizi dedicati alla pubblicazione di recensioni online”. Rientrano in tale ambito sia i professionisti che offrono i beni e servizi oggetto di recensione, sia quelli che forniscono servizi di pubblicazione o gestione di recensioni relative a beni o servizi offerti da terzi.

 

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“Informazioni chiare e facilmente accessibili”

L’Autorità scrive innanzitutto, come principio generale, che i professionisti “dovrebbero fornire ai consumatori informazioni chiare e facilmente accessibili in merito alle modalità con cui vengono pubblicate, gestite, classificate e moderate le recensioni presenti sui loro canali”.

 

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Dove (e come) dovrebbero essere pubblicate le recensioni

Come fare? L’Antitrust suggerisce che le recensioni vengano pubblicate “nella medesima interfaccia in cui l'utente ha la possibilità di leggere le recensioni, anche tramite un link chiaramente identificato".

Dal QR Code ai codici OTP

Il documento elenca poi tutta una serie di strumenti con cui verificare se il consumatore abbia effettivamente utilizzato o acquistato il prodotto o servizio recensito. Tra questi, a titolo di esempio, si menzionano:

  • la documentazione di natura fiscale o contabile autentica attestante l'acquisto o l'utilizzo del prodotto o servizio, oppure di un numero d'ordine/prenotazione;
  • l'invio all'email utilizzata per l'acquisto di un link per recensire, solo dopo che l'ordine risulta completato, consegnato o fruito;
  • l'acquisizione della recensione tramite canali dedicati, la cui autenticità è garantita dal professionista tramite QR Code, sistemi di validazione tramite OTP;
  • sistemi di registrazione sul proprio canale degli autori delle recensioni;
  • controllo dell'indirizzo IP

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Il supporto dell’intelligenza artificiale

Ai professionisti che, pur non offrendo direttamente i beni e servizi oggetto di recensione, ospitano o rendono disponibili recensioni pubblicate dai consumatori, l'Autorità suggerisce inoltre di "contrastare il fenomeno delle recensioni non autentiche anche ricorrendo a sistemi di intelligenza artificiale e successivamente attraverso un'attività di revisione umana dei contenuti". 

Le recensioni “incentivate”

"Particolare cautela” – scrive l’Autorità – dovrebbe essere adottata in particolar modo “con riguardo alle recensioni incentivate dai professionisti che offrono i beni e servizi recensiti”. In questi casi i professionisti “dovrebbero evitare che il contenuto delle recensioni sia il frutto dell'incentivo fornito dal professionista e garantire che i consumatori siano chiaramente informati del fatto che le recensioni sono state incentivate, indipendentemente dal mezzo utilizzato e dal beneficio ottenuto". 

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I rilievi di Assoutenti

Assoutenti esprime soddisfazione per i passi avanti fatti di recente contro le false recensioni, ma spinge a fare di più. “Nonostante i miglioramenti, come la previsione del QR Code per verificare l'autenticità della recensione, riteniamo ci siano ancora troppe ombre sul tema: la legge 34/2026 (Ddl Pmi) concede solo 30 giorni di tempo all'utente per recensire un bene o un servizio, e non è previsto alcun coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella lotta alle recensioni false", evidenzia il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso. 

 

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