Roma presenta il suo primo Piano Caldo, dagli alberi alla depavimentazione: come funziona

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

La Capitale ha studiato una strategia per ridurre l'impatto delle ondate di calore sulla salute dei cittadini e per garantire la vivibilità degli spazi della città. Presentato in Campidoglio il 2 luglio, il piano propone di investire 50 milioni di euro in cinque anni per rafforzare gli interventi su verde, depavimentazione, acqua, ombreggiamento e rifugi climatici. Nello specifico sono 10 le linee di azione, accompagnate da 30 misure. 

Quello che devi sapere

Il caldo a Roma

Prima di tutto va sottolineato che a Roma, come in molte altre città europee, l’aumento delle temperature nelle strade e nelle case è già un dato di fatto. Lo confermano i monitoraggi degli ultimi anni. Nello specifico, se si guarda all’anno scorso, a Roma ci sono state oltre 40 giornate con temperature superiori ai 35 gradi. E in città, il 2025, è stato anche il terzo anno più caldo, a partire dal 1991, per temperatura media annua, come attestato dal secondo report di monitoraggio climatico di Roma Capitale, risultato della collaborazione tecnico-scientifica tra Roma Capitale e la Fondazione Cmcc (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici).

 

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Gualtieri: "Dobbiamo prepararci per tempo"

La Capitale, come detto, ha quindi avviato un percorso per adattare i suoi spazi urbani alle ondate di calore. E lo ha fatto, prima di tutto, con la Strategia di Adattamento Climatico di Roma Capitale, approvata il 14 gennaio 2025. "Partendo dall’analisi dell’aumento delle temperature nelle diverse zone della città, abbiamo individuato le azioni prioritarie per fare fronte a situazioni che incidono sulla salute delle persone e riducono la vivibilità dei quartieri, nella consapevolezza di doverci preparare per tempo a impatti che potrebbero intensificarsi in una prospettiva di ulteriore aumento della concentrazione di gas climalteranti nell’atmosfera”, ha spiegato a questo proposito il sindaco Roberto Gualtieri. E adesso, "con il Piano Caldo, presentiamo la visione del cambiamento necessario per affrontare queste sfide e definiamo le misure che occorre intraprendere per adattare gli spazi della città alla nuova realtà climatica e garantire che essi siano sicuri per tutti, resilienti, vivibili", ha aggiunto.

 

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I valori del Piano Caldo

Il Piano Caldo si fonda su quattro valori: 

  • cura delle persone, 
  • equità sociale e territoriale, 
  • approccio scientifico e misurabile, 
  • resilienza della comunità cittadina

 

Questa scelta è stata fatta partendo dalla consapevolezza che gli impatti del caldo non colpiscono in modo uniforme: cambiano a seconda dell’età, della salute, della condizione abitativa, del quartiere in cui si vive, della possibilità o meno di accedere a spazi verdi, acqua, ombra e luoghi raffrescati.

L'aiuto ai più fragili: centri diurni, pasti a domicilio e piscine

Il Piano interviene su diversi settori e diverse fasce di popolazione, prima di tutto sui più fragili (anziani, senza fissa dimora ecc.) che possono comunque già contare su un incremento dei posti disponibili nei centri servizi diurni, e sulle stazioni di posta, cioè centri di accoglienza multifunzionali, situati in immobili comunali e gestiti da enti del Terzo Settore. Ci sono poi le quattro tensostrutture - lasciate in eredità dal Giubileo - a cui fare riferimento. E ancora: ci sono i servizi di consegna pasti a domicilio o i pranzi di Ferragosto, gli screening gratuiti nel circuito Farmacap, i 5mila ingressi gratuiti in 18 piscine comunali, i soggiorni gratuiti in spiaggia, i centri estivi per minori e il ruolo sempre più centrale della Protezione civile comunale in termini di prevenzione e di assistenza.

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Più alberi

Ma sono previsti anche interventi su piazze, spazi pubblici e infrastrutture. Dal 2022 il bilancio arboreo di Roma è già aumentato di 38mila alberi e sono in corso - o previste - centinaia di migliaia di piantumazioni grazie agli interventi realizzati dal dipartimento Ambiente, dai Municipi e con i fondi del Pnrr. Inoltre, dal 2021 sono aumentate di 187 ettari (+4,56%) le aree verdi, attraverso la creazione di nuovi parchi, l’apertura di nuove aree verdi attrezzate nei quartieri e la realizzazione di cinque nuovi parchi d’affaccio lungo il Tevere.

E più depavimentazione

Il lavoro del Comune però si concentra anche sulla depavimentazione di alcune aree, per ridurre l’effetto “isola di calore urbana” prodotta soprattutto dall'asfalto. Sono 44.501 i metri quadri di terreni già depavimentati e riqualificati, con 40 interventi realizzati dal 2024 a oggi su strade, piazze e marciapiedi. Non solo. L’Ufficio Clima di Roma Capitale, con il supporto scientifico della Sapienza, Università di Roma, ha realizzato anche un Atlante delle pavimentazioni che riducono il surriscaldamento estivo nelle aree urbane. L’obiettivo è far conoscere esperienze innovative, applicate anche a Roma.

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Più sistemi di raffrescamento, anche nelle scuole

Ma Roma investe anche nel raffrescamento, e lo fa a partire dalla rete di “nasoni” e fontanelle (3.294) e dalle 59 “case dell’acqua” (con tanto di app dedicata: ACQUEA), per garantire punti di acqua fresca in tutta la città.

 

Inoltre, stanno venendo rafforzati i sistemi di raffrescamento nelle strutture scolastiche dell’infanzia e negli asili nido, che rimangono aperte anche tutto giugno e luglio. Sono già stati installati sistemi per raffrescare 150 edifici ed è stato annunciato un nuovo investimento per altri 6 milioni di euro. E gli interventi di questo tipo riguarderanno anche i centri anziani.

Più ombra

È poi in corso di realizzazione un programma di installazione di 475 moderne pensiline alle fermate degli autobus, per garantire più ombra. Proprio l'ombra, del resto, ha un ruolo importante nel piano, perché si punta a realizzare una mappatura delle aree non ombreggiate a maggior rischio per le persone, tra fermate dei mezzi, giochi per bambini, piazze e parchi, in modo da migliorare la situazione.

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La rete dei rifugi climatici

Ma tra le novità di Roma c'è anche la creazione di una mappa accessibile online per indivuduare i rifugi climatici, cioè tutti i luoghi pubblici e gratuiti - al chiuso e all’aperto - dove le persone possono trovare riparo durante le giornate più calde.

 

Oggi la rete conta 178 rifugi al chiuso e 482 rifugi all’aperto. L’obiettivo è però quello di allargare la rete, a partire dai quartieri più vulnerabili, coinvolgendo anche strutture del terzo settore.

 

 

Per approfondire:

Rifugi climatici, cosa sono e come funzionano

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