Introduzione
In alcune città italiane il prossimo 30 giugno scade una delle rate della TARI, il tributo comunale destinato a coprire i costi del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Le date per il versamento non sono però uguali in tutta Italia e, soprattutto in caso di pagamenti rateali, sono previste scadenze anche nella seconda parte dell’anno.
Quello che devi sapere
Cos’è la TARI
La TARI è il tributo comunale destinato a coprire i costi del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani. È dovuta da chi utilizza o detiene locali e aree potenzialmente idonei a produrre rifiuti, indipendentemente dalla quantità effettivamente generata: ciò che conta è la possibilità di produrli occupando l’immobile. In linea generale paga l’utilizzatore dell’immobile, ad esempio l’inquilino, e non necessariamente il proprietario. L’importo viene determinato sulla base di due componenti: una quota fissa, legata alle caratteristiche dell’immobile (come superficie e destinazione d’uso), e una quota variabile, collegata al numero dei componenti del nucleo familiare. Sono esclusi dal pagamento alcuni spazi che non producono rifiuti in modo autonomo, come parti comuni condominiali non utilizzate in via esclusiva, cantine, balconi, terrazze o locali oggettivamente inutilizzabili e non suscettibili di generare rifiuti.
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Quando si paga
Le date per il versamento della Tari non sono identiche in tutta Italia, poiché ogni Comune mantiene autonomia nella definizione del calendario dei pagamenti. L’unico vincolo imposto dalla normativa nazionale è che il tributo venga comunque saldato integralmente entro la fine dell’anno di riferimento. Generalmente il pagamento viene suddiviso in almeno due rate, ma molti enti locali scelgono di prevederne tre o quattro per distribuire meglio l’importo durante l’anno. Rimane inoltre la facoltà per il contribuente di versare l’intera somma in un’unica soluzione entro la prima scadenza utile. Nella maggior parte dei territori il primo appuntamento con il pagamento cade tra primavera ed estate, mentre il saldo viene normalmente richiesto negli ultimi mesi dell’anno.
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Rate minime previste
Pur lasciando libertà organizzativa ai Comuni, la legge stabilisce alcune regole base da rispettare. In particolare:
- Deve essere sempre consentito il pagamento rateizzato;
- Devono essere previste almeno due scadenze annuali;
- L’ultima rata deve cadere dopo il 30 novembre oppure successivamente alla pubblicazione delle nuove tariffe.
Le tempistiche
Le amministrazioni locali, da quest’anno, avranno tempo fino al 31 luglio per approvare regolamenti e tariffe relative alla Tari. Il termine precedente era fissato al 30 aprile, ma la modifica non rappresenta un semplice rinvio occasionale: si tratta di una nuova scadenza stabile destinata ad applicarsi anche negli anni successivi. Questo slittamento potrebbe comportare l’invio più tardivo degli avvisi di pagamento e, in diversi casi, l’emissione di acconti iniziali basati ancora sulle aliquote dell’anno precedente, con eventuali conguagli più elevati da corrispondere nella parte finale dell’anno.
I casi di Roma e Milano
A Roma, nel 2026 la Tari è suddivisa in quattro rate di acconto calcolate sulle tariffe dell’anno precedente. Per il solo 2026 la prima rata, oppure il pagamento in un’unica soluzione dell’acconto, era fissata al 31 marzo, mentre la seconda scadenza è caduta il 31 maggio. I prossimi appuntamenti con il pagamento sono quindi il 31 agosto e il 30 novembre 2026. Il saldo finale sarà invece determinato sulla base delle tariffe approvate per il 2026 e richiesto successivamente, con l’eventuale conguaglio rispetto a quanto già versato.
A Milano il versamento della Tari è articolato in due fasi: acconto e saldo. L’avviso di acconto viene recapitato tra la fine di maggio e la fine di giugno 2026 e deve essere pagato entro il 10 luglio 2026. L’importo richiesto è calcolato applicando il 60% delle tariffe in vigore nel 2025. Il saldo sarà invece emesso tra la fine di ottobre e novembre 2026 e dovrà essere versato entro dicembre 2026 sulla base delle tariffe approvate per l’anno in corso. Chi versa l’acconto pagherà successivamente soltanto la quota residua, mentre chi non lo fa corrisponderà l’intero importo dovuto con il saldo.
Quando si paga a Torino e Napoli
A Torino la Tari prevede una fase di acconto e una di saldo. Per le utenze domestiche sono già scadute le rate del 30 maggio e resta imminente quella del 30 giugno 2026; seguiranno poi le scadenze del 30 luglio e del 30 settembre. In alternativa, l’intero acconto può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2026. Per le utenze non domestiche risultano invece già trascorse le rate del 30 marzo, 30 aprile e 30 maggio, mentre restano da versare quelle del 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre 2026. Il saldo è fissato per entrambe le categorie al 16 dicembre 2026.
A Napoli le scadenze devono ancora arrivare. L’acconto, pari al 75% dell’importo calcolato sulle tariffe del 2025, è suddiviso in tre rate con scadenza il 30 settembre, 30 ottobre e 30 novembre 2026. In alternativa è possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione entro il 15 ottobre 2026. Il saldo, determinato sulla base delle tariffe approvate per il 2026, sarà richiesto con un successivo avviso e dovrà essere versato entro il 16 febbraio 2027.
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