Prestiti, cosa cambia con la riforma del Fondo antiusura del Mef

Economia
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Introduzione

La riforma del Fondo Mef per la prevenzione del fenomeno dell'usura è operativa dal 15 giugno e prevede più credito a famiglie e pmi e regole semplificate. Dalla sua istituzione il Fondo, ricorda una nota del Mef, ha consentito l'accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà, contribuendo a prevenire il ricorso a circuiti illegali.

 

Fra le novità c'è un monitoraggio più puntuale dell'utilizzo delle risorse. Viene inoltre valorizzata l'attività di Confidi, Fondazioni e Associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e Pmi. La nuova disciplina, coordinata con il Fondo di garanzia per le Pmi, semplifica e rende più chiare le regole operative, ora raccolte in apposite disposizioni operative.

Quello che devi sapere

Le novità del Fondo antiusura

Il Fondo introduce nuove operazioni, come il microcredito, aprendo a nuovi soggetti finanziatori (intermediari finanziari e operatori di microcredito) oltre alle banche, estendendo tipologie e durata dei finanziamenti, aumentando la possibilità di finanziamenti diretti (fino a 40.000 euro) da parte dei Confidi e introducendo costi calmierati (0,50% dell'importo) per l'accesso delle PMI alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi. Sul sito del dipartimento del Tesoro, che gestisce il Fondo, è pubblicato l'elenco - suddiviso per regione - di Confidi, Fondazioni e Associazioni a cui famiglie e Pmi a rischio usura possono rivolgersi per l'attivazione delle garanzie sui finanziamenti o per accedere a piccoli prestiti. 

 

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Le nuove garanzie

I Confidi già abilitati secondo il precedente sistema potranno continuare a rilasciare garanzie con le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026. Entro tale data dovranno accreditarsi secondo le nuove regole per avviare ulteriori operazioni. Le Fondazioni e le Associazioni avranno tempo fino al 26 febbraio 2027 per adeguarsi. Nel frattempo potranno continuare a operare secondo la normativa precedente.

 

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A chi è diretto il nuovo Protocollo

Il Protocollo, precisa una nota de Mef, promuove l'adozione di offerte promozionali per gli esercenti con fatturato fino a 400.000 euro al fine di ridurre l'impatto dei costi delle transazioni con carta fino a 30 euro e l'adozione di specifiche offerte commerciali dedicate agli esercenti con fatturato superiore a 400.000 e almeno fino a 750.000 euro. 

 

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Semplificazione e maggiore trasparenza

Per rendere più chiari e comparabili i costi applicati agli esercenti per l'accettazione dei micro-pagamenti con carta, in base al nuovo Protocollo gli operatori dovranno mostrare i costi delle loro offerte in un formato uguale per tutti, chiaro e confrontabile. Per farlo, useranno modelli standard che saranno pubblicati online sul sito del Cnel. L'accordo, che rappresenta la prosecuzione dell'impegno avviato nel luglio 2023 dal governo, è stato firmato tra le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei prestatori di servizi di pagamento e dei gestori di schemi di pagamento, e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative degli esercenti, ed è aperto all'adesione di ulteriori associazioni di categoria, nonché di singoli operatori non aderenti ad associazioni di categoria.

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Cosa cambia per chi chiede un prestito

In pratica, il Fondo introduce per le piccole imprese e gli artigiani la possibilità di richiedere finanziamenti fino a 40.000 euro che il confidi può erogare direttamente senza passare dalla banca. In questo modo la procedura è resa più rapida, soprattutto per chi ha ricevuto un no dagli sportelli tradizionali. Inoltre viene introdotto un costo calmierato dello 0,50% dell’importo, fissato per le Pmi che accedono alle garanzie e ai prestiti diretti dei Confidi. È una commissione molto bassa, pensata per non gravare su soggetti che già fanno fatica a stare in piedi.

Il microcredito

Il Fondo copre anche il microcredito ovvero i prestiti, di norma sotto i 75.000 euro per le imprese e i 25.000 euro per i privati, e cambiano in meglio durate e tipologie dei finanziamenti garantiti.

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A chi rivolgersi per chiedere un prestito

Sul sito del dipartimento del Tesoro è pubblicato l’elenco completo, suddiviso per regione, dei confidi, delle fondazioni e delle associazioni accreditati. Una famiglia o una piccola impresa a rischio usura può rivolgersi a uno di questi soggetti per esporre la propria situazione. Il caso viene valutato e viene attivata la garanzia. Inoltre viene creato un ponte con la banca o con l’intermediario.

 

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