Bonus ISCRO 2026, domande aperte. Come inviare richiesta all'Inps e quali sono i requisiti

Economia
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Introduzione

Sono ufficialmente aperte le domande per chiedere il bonus ISCRO (l’Indennità di continuità reddituale e operativa) per i lavoratori professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Ad annunciarlo è lo stesso Istituto, che si occupa dell’erogazione dell’aiuto economico, spiegando che la finestra temporale per inviare la richiesta quest'anno va fatta entro il prossimo 31 ottobre. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quello che devi sapere

Che cos’è l’ISCRO

L’ISCRO è un sussidio economico pensato per i professionisti che hanno subito un forte calo di entrate. Il contributo viene erogato per un massimo di sei mesi (senza accredito di contribuzione figurativa) ed è incompatibile con il percepimento di pensioni, NASpI, DIS-COLL, ALAS, indennità discontinuità lavoratori spettacolo e assegno di inclusione. Esclusi sono anche i cittadini che ricoprono cariche elettive che prevedono compensi diversi dal solo gettone di presenza. È stato introdotto per la prima volta in via sperimentale per il triennio 2021-2023, dalla Legge di bilancio 2021, per poi essere riconosciuta a regime, a partire dal 1° gennaio 2024.

 

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L’importo dell’ISCRO: minimi e massimi

Per quanto riguarda l’importo, l’ISCRO è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal soggetto nei due anni precedenti all'anno precedente alla presentazione della domanda. Ci sono però dei limiti massimi e minimi: per il 2026 l’ammontare del sussidio va da 255,53 euro a 817,69 euro. In generale, gli importi vengono calcolati annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente. Da sottolineare che la prestazione concorre alla formazione del reddito.

 

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Come fare domanda online

Le domande per il 2026 hanno aperto ieri, lunedì 15 giugno. Per inviare la richiesta è necessario accedere alla sezione "Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche", dal sito istituzionale www.inps.it. È raggiungibile digitando il titolo della sezione nel motore di ricerca oppure seguendo il seguente percorso:

  • “Sostegni, Sussidi e Indennità”;
  • “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità”;
  •  “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti”;
  •  “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”;
  • Dopo l’autenticazione è necessario selezionare la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”.

La domanda si può quindi innanzitutto presentare online, utilizzando una delle seguenti identità digitali:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica di livello 3 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS);
  • eIDAS.

La domanda tramite telefono

Esistono però anche altri metodi alternativi. L’ISCRO può essere richiesta anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) o al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

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I limiti

L’ISCRO non può essere richiesta nel biennio successivo all'anno di inizio di fruizione della stessa. Non possono quindi accedere all’indennità per il 2026 i professionisti che la hanno già ricevuta nel 2024 e nel 2025. L’Inps precisa però che può richiedere il sussidio chi aveva presentato domanda nei due anni passati ma non ha avuto accesso alla prestazione perché la domanda è stata respinta e/o la prestazione revocata dall’origine. 

I requisiti per chiedere l’ISCRO

La legge fissa tutta una serie di requisiti per poter chiedere l’aiuto. Tra questi, nel dettaglio:

  • Non bisogna essere titolari di trattamento pensionistico diretto;
  • Non bisogna essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data di presentazione della domanda;
  • Non bisogna essere beneficiari dell’assegno di inclusione per l’intero periodo di fruizione della indennità ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
  • Bisogna aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativo ai due anni precedenti all'anno di riferimento;
  • Bisogna aver dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro, calcolato ogni anno sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente;
  • Bisogna essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • Bisogna essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso;
  • Bisogna presentare un’autocertificazione, in fase di presentazione della domanda, dei redditi prodotti per ogni anno di interesse, a meno che non sia già a disposizione dell’Inps.

 

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