Animali domestici, mercato da 5,3 miliardi. Cresce spesa degli italiani per cani e gatti
EconomiaIntroduzione
Nel 2025 in Italia il giro d’affari legato alla cura e al cibo per gli animali domestici è arrivato a 5,3 miliardi di euro, in aumento del 2,5% sul 2024. Sono i dati che emergono dalla 19esima edizione del rapporto Assalco-Zoomark, secondo cui la quota di famiglie che vivono con almeno un animale in casa è ormai più del 54% del totale (con picchi di oltre il 66% in quelle con bambini piccoli).
Quello che devi sapere
I pesci sono gli animali domestici più diffusi
Per quanto riguarda la tipologia di animali da compagnia, si stima che in Italia ce ne siano al momento 53,6 milioni. I più numerosi sono i pesci, in tutto 25,3 milioni (sparsi tra 1,7 milioni di acquari). Poi ci sono 11 milioni di gatti e 9,1 milioni di cani. Seguono 4,1 milioni di uccelli, mentre gli anfibi e i rettili sono 2,7 milioni e i piccoli mammiferi sono 1,4 milioni.
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La “pet-economy” trainata dalle spese alimentari per cani e gatti
La fetta principale dei 5,3 miliardi di euro spesi per gli animali viene però dagli alimenti per cani e gatti, che lo scorso anno ha fatturato 4,2 miliardi (il 79%). Il “pet care”, cioè l’insieme di spese per igiene, salute, lettiere e alimenti per animali più piccoli, copre i restanti 1,1 miliardi (21% del totale).
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Il trend di mercato
Il trend di medio periodo continua quindi a essere in positivo: tra il 2022 e il 2025 il mercato ha registrato un tasso medio di crescita a valore del 6,9%, due punti in più rispetto al Largo Consumo Confezionato (+4,9%), passando da 3,4 a 4,2 miliardi di euro.
I prodotti per gatti
Guardando al valore delle componenti di spesa, i prodotti per l’alimentazione di cani e gatti sono cresciuti del 2,7%, toccando le 811mila tonnellate (+1,3%). Nello specifico, sono quelli per i gatti a rappresentare il principale segmento del mercato, con il 56% del valore totale e con un fatturato di 2 miliardi e 353 milioni di euro, a +4,3% sullo scorso anno, forte di un aumento dell’umido (+4,7%) e degli snack (+7,2%).
I prodotti per cani
I prodotti per cani sono invece arrivati a 1 miliardo e 848 milioni di euro, cioè al 44% del mercato, anche questi in crescita, anche se più lievemente (+0,7%). È sempre l’umido a totalizzare gli aumenti più significativi (+2%), ma va detto che il secco – pur rimanendo stabile – si conferma ancora una volta il segmento più rilevante per il cane.
Gli alimenti per gli altri animali
Va invece in negativo il saldo per gli alimenti destinati agli altri animali, che si attestano a 63 milioni di euro (-1,8%).
Crescono negozi specializzati ed e-commerce
Assume un’importanza sempre più centrale il canale distributivo composto dal canale specializzato (petshop indipendenti, catene e petshop GDO) e dalle piattaforme di e-commerce. Le vendite online rappresentano ormai l’11,5% del mercato a valore, con un fatturato di 483 milioni di euro (+0,5%), mentre il canale specializzato è arrivato al 40,9%, per 1,7 miliardi di euro (+3,6%). Leggermente in calo è invece la rilevanza di supermercati e ipermercati (-1%).
Il “pet-care”
Come detto, il “pet-care” vale 1,1 miliardi di euro. Per questo segmento di mercato la fetta principale è composta da accessori e prodotti per l’igiene di cani e gatti, che nel 2025 ha fatturato 655 milioni di euro (+1,9%). Grande crescita per quello che riguarda in particolare la salute dei gatti (+18%). Il rapporto segnala come prosegua il trend positivo per le lettiere, che raggiungono i 328,2 milioni di euro (+2%), mentre gli accessori per altri animali da compagnia conquistano un +1,1% e toccano i 41,7 milioni di euro.
Il “pet-tourism”
La forte presenza di animali domestici sembra aprire a prospettive economiche positive anche per quanto riguarda il turismo. Considerando che a livello europeo si contano 89,6 milioni di cani e 108,3 milioni di gatti da compagnia, spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca Dalla carrozzina al guinzaglio. L’evoluzione sociale e l’incidenza sul turismo dei pets, il valore stimato del “pet-tourism” in vista dell’estate è di 9 miliardi e 560 milioni di euro. Tuttavia, il mercato potenziale è più elevato: potrebbe raggiungere quota 15 miliardi e 802 milioni di euro, secondo lo studio di Jfc.
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