Riaprono i parchi acquatici, l'associazione: "Ridurre Iva per incentivare occupazione"

Economia

I parchi acquatici italiani riaprono i battenti in vista del ponte del 2 giugno. L'obiettivo è investire ancora in qualità, sicurezza e accoglienza, ma il comparto ha bisogno di un intervento governativo che allievi gli sforzi delle imprese 

ascolta articolo

In occasione del ponte del 2 giugno, i grandi parchi acquatici riaprono i battenti con l’obiettivo di continuare a investire su qualità dell’esperienza, sicurezza, accoglienza e accessibilità. Nonostante l’aumento dei costi dell’energia e la crescita dell’inflazione abbiano reso ancora più complicato mantenere un posizionamento competitivo che, allo stesso tempo, rimanga allineato con le attese del pubblico.

I parchi lavorano per offrire un'esperienza sempre più immersiva

Negli ultimi anni i parchi acquatici italiani si sono trasformati in vere e proprie oasi immersive tematizzate, sul modello dei water theme park internazionali. Gli oltre 100 parchi sul territorio nazionale, di cui 60 rappresentati da Assoparchi, si stanno infatti sviluppando per offrire un’esperienza che vada oltre i singoli scivoli e piscine. Lo stesso vale per i parchi a tema, che stanno ampliando le proprie aree fino a diventare, in alcuni casi, dei “parchi nei parchi”. Cambiamenti che vanno incontro al favore del pubblico che, stando a un’analisi condotta da GRS per l’Osservatorio AssoParchi, sceglie il parco da visitare proprio in base alla disponibilità di aree relax e benessere. Nella gerarchia delle motivazioni, seguono poi le ambientazioni immersive e gli spazi attrezzati per i bambini. Mentre le attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.

Vedi anche

A Disneyland Paris ha aperto World of Frozen, ecco com’è fatto. FOTO

Assoparchi chiede al Governo di associarsi agli sforzi delle imprese

Il settore propone quindi “un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei”. Lo afferma Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi, sottolineando che “le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita". “Siamo in una fase – spiega Pareschi - in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale”. Proprio sul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede un intervento del Governo che vada incontro agli sforzi delle imprese, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’Iva sui biglietti. Magari prendendo a esempio il modello della Gran Bretagna, che ha deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi, portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni. Sulla scelta britannica si è espresso Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi, secondo il quale “ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.

Leggi anche

Leolandia, il parco festeggia 55 anni con la nuova attrazione Reversum

Il comparto genera un indotto pari a 8 miliardi di euro

Il settore comprende oltre 400 strutture italiane, con più di 350 milioni di fatturato solo dalla vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25mila posti di lavoro diretti. Dunque, i parchi divertimento si collocano a pieno titolo tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia. Luoghi in grado di attivare e sviluppare economie locali, alimentare flussi di visitatori, sostenere ospitalità, ristorazione, servizi, trasporti e l’intera filiera del tempo libero. L’impatto si traduce poi in un indotto del valore di 8 miliardi di euro a fronte di circa 60mila posti di lavoro, a conferma del ruolo centrale dei parchi divertimento come presidi di sviluppo, occupazione e attrattività per i territori in cui operano.

Potrebbe interessarti

Acquaworld si rilancia, per il parco acquatico ecco nuovi investimenti

Economia: I più letti