Sicilia, aumentano i biglietti dei traghetti. I sindaci insorgono, rincari congelati

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I rincari dei carburanti dovuti alla guerra in Medio Oriente hanno costretto la Caronte & Tourist ad annunciare i rialzi. Immediata la reazione dei sindaci delle isole coinvolte che temono conseguenze per il turismo. In settimana un incontro tra la Regione e il Ministero dei Trasporti

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Per via del rincaro dei carburanti dovuto alla guerra in Medio Oriente, la compagnia di navigazione che si occupa dei collegamenti dalla Sicilia alle isole minori, la Caronte & Tourist, ha annunciato un aumento dei prezzi dei traghetti fino al 50 per cento in più del normale. Una decisione immediatamente contestata dai sindaci delle isole, preoccupati per il turismo e le tasche dei residenti. La situazione ha richiesto l'intervento del presidente della Regione, Renato Schifani, che ha fatto sospendere gli aumenti, assicurando un accordo con il ministro Matteo Salvini. Intanto, questa settimana è previsto un incontro tra la Regione Siciliana e il ministero per parlare della questione.

L'aumento dei prezzi

Nel 2016 è stata stipulata una convenzione per cui lo Stato sovvenziona la maggior parte dei costi operativi della compagnia di navigazione che collega la Sicilia alle isole più piccole. L’obiettivo dell’accordo è garantire continuità territoriale, adempiendo al principio sancito per legge che prevede collegamenti adeguati tra il continente e le isole. Il problema della convenzione, tuttavia, è il cambio di scenario, perchè nel 2016 i costi erano molto più bassi. Oggi, dopo una pandemia, due crisi energetiche e nuove regole europee che hanno rincarato i costi, la Caronte & Tourist lamenta difficoltà di sussistenza. Per questo, la compagnia ha annunciato un aumento delle tariffe tra il 30 e il 50 per cento a seconda della tratta. 

Il fonte della frana di Niscemi, 16 febbraio 2026 ANSA / Orietta Scardino
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The source of the Niscemi landslide, February 16, 2026 ANSA / Orietta Scardino

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Le reazioni

Una decisione che ha agitato i sindaci delle isole (Egadi, Eolie, Pelagie, Pantelleria, Ustica), che temono una diminuzione del turismo e costi troppo alti per i residenti che hanno bisogno di spostarsi. Intervistato dal giornale La Sicilia, il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, ha definito la situazione già “fuori controllo” di per sé, con “collegamenti insufficienti, corse cancellate, comunità isolate e totale assenza di controlli da parte della Regione Siciliana”. E ora, sostiene Pagoto, a un servizio poco efficace si aggiunge un’altra “stangata”. Il presidente della Regione, Renato Schifani, è intervenuto sul tema annunciando un incontro in settimana con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oltre alla sospensione degli aumenti, che dovevano iniziare il 15 maggio, Schifani promette di aver “individuato insieme” al ministro Salvini una “soluzione”, ma ancora non se ne conoscono i dettagli.

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