Alluminio, FACE: "Sovraccarico da 1,8 miliardi. L'industria Ue penalizzata dal dazio"

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Per Mario Conserva, Segretario Generale della Federation of Aluminium Consumers in Europe, l’esistenza di una tariffa all’import sull’alluminio grezzo genera di per sé uno svantaggio competitivo rilevante. La Commissione Europea deve “difendere la manifattura europea” 

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La Federazione dei Consumatori di Allumio in Europa (FACE)  ha lanciato l'allarme: il sovraccarico di costi per l’industria europea rischia di sfiorare 1,8 miliardi di euro l’anno. Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, contesta il dazio all’import sull’alluminio grezzo in quanto “elemento distorsivo” che penalizza il sistema. Per questo – sostiene il numero uno della Federazione -, “è necessario un immediato cambio di rotta”, a partire dall’eliminazione della tariffa.

Il costo extra sull'industria ha subito un peggioramento drastico

Il comparto manifatturiero globale dell’alluminio sta subendo forti tensioni a causa della pressione finanziaria. Lo ha messo in luce Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, affermando che “con le quotazioni dell'alluminio al London Metal Exchange (LME) che hanno raggiunto i 3.600 euro e vedono avvicinarsi quota 4.000, il sovraccarico di costi per l'industria europea rischia di esplodere fino a 1,8 miliardi di euro l'anno". Si tratta di un peggioramento drastico rispetto a quanto aveva rilevato uno studio precedente condotto da FACE con l’università LUISS. La ricerca aveva, infatti, evidenziato un costo extra per l’industria europea che ammontava a circa 1 miliardo di euro all’anno a causa del dazio sull’import di metallo grezzo, con prezzi LME compresi tra i 2.300 e i 2.500 euro per tonnellata. 

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La tariffa sulla materia prima penalizza il sistema

Secondo Conserva, l’esistenza da decenni di un dazio all’import su una materia prima come l’alluminio grezzo che l’Ue non produce più è già di per sé un pesante svantaggio competitivo per il sistema industriale a valle del metallo leggero. E la sua persistenza – sostiene il segretario di FACE – è tanto più incomprensibile e contraria al mercato oggi nell’attuale situazione di possibile deficit strutturale per gli approvvigionamenti di metallo primario. “Ricordiamo che questa tariffa è ormai un’impropria tassazione sulle materie prime, è un sussidio nascosto per alcuni privilegiati componenti della filiera, ma un sovrapprezzo per il mercato a valle di trasformazioni, lavorazioni ed impieghi, per un valore medio tra gli 80 e i 100 euro per tonnellata, un fardello che negli ultimi vent’anni ha reso l’industria europea strutturalmente più vulnerabile”, afferma Conserva. Aggiungendo che: “Questa ormai ultra zavorra economica per tutto il downstream europeo dell’allumino, che vale l’85 per cento del fatturato totale della filiera alluminio in Ue,  e che resiste e persiste da decenni alle richieste di cancellazione, rischia sicuramente di amplificare l'impatto degli shock globali, dalla crisi Covid alla guerra in Ucraina, fino alle più recenti tensioni geopolitiche”.

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Il sistema produttivo europeo, per FACE, si trova quindi in una situazione paradossale: “con una dipendenza dalle importazioni di metallo primario che supera l'85 per cento e un flusso crescente di rottami che lascia l'Europa, il mantenimento delle tariffe doganali sulla materia prima che non abbiamo finisce per indebolire l'intera filiera a valle, proprio mentre la competizione globale si fa più aggressiva e i costi operativi aumentano”. "La responsabilità della Commissione UE, dei governi degli Stati membri e delle lobby pro-dazi ai costi dell’import della materia prima è chiara - conclude Conserva - per anni hanno sostenuto e difeso quello che nei fatti è un sussidio occulto attraverso il dazio all’import di alluminio grezzo, indebolendo così l'intero sistema dell'industria europeo a valle del metallo leggero che oggi, con quel sovraccarico che sfiora gli 1,8 miliardi di euro, rischia conseguenze ancora più gravi per la tenuta produttiva. È necessario un immediato cambio di rotta: eliminare il dazio all’import della materia prima è una primaria via da percorrere per difendere la manifattura europea dell’alluminio ".

 

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