La denuncia di Mario Conserva, Segretario Generale della FACE (Federazione Europea dei Consumatori di Alluminio): "Siamo di fronte a una tempesta perfetta che sta portando l'alluminio a un rincaro del 45% in soli sei mesi, una cifra insostenibile che si sta già trasformando in una tassa occulta sulla salute e sulla quotidianità dei cittadini"
"Siamo di fronte a una tempesta perfetta che sta portando l'alluminio a un rincaro del 45% in soli sei mesi, una cifra insostenibile che si sta già trasformando in una tassa occulta sulla salute e sulla quotidianità dei cittadini". Inizia con questa denuncia di Mario Conserva, Segretario Generale della FACE (Federazione Europea dei Consumatori di Alluminio), l'allarme lanciato oggi dall'organizzazione a difesa della filiera industriale e dei consumatori.
"L'alluminio è la 'barriera invisibile' che protegge ciò che mangiamo e i farmaci con cui ci curiamo", prosegue Conserva. "Quando il costo del metallo primario vola sopra i 3.500 dollari per tonnellata a causa dei conflitti, l’impatto è immediato: prevediamo rincari produttivi del 25% nel packaging alimentare e del 18% nel settore farmaceutico. È fondamentale che si giunga a un’immediata cessazione delle ostilità in Medio Oriente: la pace non è solo un imperativo umanitario, ma l’unica condizione possibile per ripristinare la sicurezza delle rotte commerciali e fermare la speculazione energetica che oggi sta soffocando l’Europa".
L'analisi di FACE evidenzia come l'inasprimento delle tensioni geopolitiche stia colpendo duramente i beni di prima necessità e i settori tecnologici. Un esempio critico è rappresentato dal settore sanitario: quasi il 90% dei farmaci in compresse è confezionato in blister di alluminio, materiale insostituibile per la protezione da luce e umidità. L'aumento della materia prima rischia di far lievitare i prezzi dei farmaci da banco già entro l'estate.
Pesanti ripercussioni si registrano anche nel settore automotive, dove l'alluminio è fondamentale per la leggerezza e l'efficienza dei veicoli. L'impennata dei costi della lega leggera ha portato a un aumento dei costi di produzione dei componenti del 20%, traducendosi in un aggravio medio sul prezzo finale dei veicoli stimato tra gli 800 e i 1.200 euro. Tale dinamica rischia di paralizzare il mercato delle auto elettriche, che utilizzano volumi di alluminio maggiori per compensare il peso delle batterie, frenando di fatto la transizione ecologica.
Oltre ai medicinali e ai trasporti, secondo Face l'effetto domino investirà il carrello della spesa e la vita domestica. Dalla caffettiera moka alle lattine per bevande, la Federazione stima che i rincari al dettaglio per le famiglie italiane potrebbero toccare il 15%. Anche l'edilizia subisce il colpo, con un +30% sui costi di infissi e isolanti che mette a rischio i progetti di ristrutturazione.
"Non possiamo permettere che la crisi bellica si trasformi in una paralisi industriale", conclude Conserva. "Chiediamo a Bruxelles una revisione urgente delle politiche doganali e un supporto energetico per le imprese trasformatrici. Ogni centesimo di aumento su un blister di medicinali, su una lattina o sul prezzo di un'autovettura è il segno di una filiera che non riesce più a sostenere il peso dell'instabilità globale. Se la diplomazia non prevarrà sui conflitti in Medio Oriente, il rincaro della materia diventerà inevitabilmente un rincaro del diritto alla cura e alla mobilità".