Bonus ristrutturazioni 2026, le detrazioni nel 730 per la sicurezza di casa: cosa sapere

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Sono diversi gli interventi agevolabili che mirano a potenziare la sicurezza della propria abitazione. Come chiarisce all'Adnkronos Alessandra Caparello di Immobiliare.it, pur non esistendo un "bonus sicurezza" autonomo, ci sono diverse misure che rientrano nel perimetro delle detrazioni fiscali sugli immobili. Ecco quali.

Quello che devi sapere

Bonus ristrutturazioni 2026 al 50%

Per l'anno in corso lo Stato riconosce ancora una detrazione al 50% delle spese sostenute per interventi edilizi sull'abitazione principale entro un limite di spesa di 96mila euro. L'aliquota scende invece al 36% se le opere vengono effettuate su seconde case o altre tipologie di immobili. Dal 1° gennaio del prossimo anno, salvo interventi, scatterà una stretta: l'agevolazione sull'abitazione principale scenderà dal 50 al 36% mentre per le seconde case calerà dal 36 al 30%.

 

Per approfondire: Dichiarazione redditi 2026, ora disponibili i 730 precompilati. Le indicazioni del Fisco

Chi ne ha diritto

A poter usufruire dell'agevolazione fiscale sono i soggetti che sostengono le spese e possiedono un titolo sull'immobile ristrutturato. Nell'elenco rientrano i proprietari, i titolari di diritti reali così come gli inquilini in affitto e i comodatari.

 

Per approfondireSuperbonus, una casa su 2 non in regola con il Catasto: 45mila lettere da Agenzia Entrate

pubblicità

Interventi su porte e finestre

Sul fronte della sicurezza, sono detraibili tutte le opere eseguite nell'immobile che mirano a rendere più difficili gli accessi non autorizzati. L'elenco è vario e comprende l'installazione o la sostituzione di porte blindate, serrature, catenacci, lucchetti e spioncini. Per quanto riguarda le finestre, l'agevolazione copre l'introduzione di tapparelle metalliche con sistemi di blocco e vetri antisfondamento.

 

Per approfondire: 730 e dichiarazione dei redditi, cosa tenere a mente su bonus e detrazioni per la casa

Barriere esterne e sistemi elettronici

A poter essere detratte sono poi le barriere fisiche esterne come cancellate, recinzioni murarie, grate e saracinesche di protezione. Il bonus "abbraccia" inoltre l'installazione di sistemi elettronici di sicurezza nell'abitazione oggetto di ristrutturazione. Rientrano in questo elenco i rilevatori anti-effrazione, gli apparecchi antifurto con centraline collegate e le cassaforti a muro installate stabilmente.

pubblicità

Come ottenere la detrazione

Va ricordato che la detrazione riguarda unicamente le spese sostenute sui lavori di ristrutturazione in casa. Sono esclusi i servizi esterni e continuativi come, per esempio, i contratti con istituti di vigilanza privata.

La detrazione nel modello 730

Per ottenere gli sconti fiscali su interventi relativi alla sicurezza di casa non è necessario inoltrare alcuna domanda. La detrazione dispiega i suoi effetti sui lavori già effettuati e riportati sul modello 730 (in alternativa il modello Redditi PF) della Dichiarazione dei redditi 2026, disponibile da ieri 30 aprile. Dopo aver dichiarato il totale delle spese sostenute, il bonus viene poi recuperato in 10 quote annuali di pari importo.

pubblicità

Modalità di pagamento

Il riconoscimento dell'agevolazione è subordinato a pagamenti tracciabili sintetizzati nel bonifico parlante. Tale modalità garantisce la possibilità di riportare la causale (con riferimento normativo all’art. 16-bis del DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori, il numero e la data della fattura.

L'obbligo di ritenuta

Sul bonifico parlante viene applicata una ritenuta d'acconto pari all’11%. Nel documento di pagamento vanno riportati tutti i dati essenziali in assenza dei quali la banca o l'ufficio postale non possono applicare la ritenuta. Di conseguenza, la detrazione fiscale può essere negata per il mancato pagamento corretto. In questi casi, la detrazione può comunque essere riconosciuta a patto che il contribuente disponga di una dichiarazione sostitutiva dell’impresa che attesti la corretta contabilizzazione delle somme ricevute.

pubblicità

Cosa fare in caso di errore

Nel caso in cui non sia possibile ripetere il bonifico la documentazione sostitutiva deve essere presentata al Caf o al professionista abilitato in sede di dichiarazione dei redditi. In caso di controllo può essere inviata agli uffici fiscali. Se invece l’errore riguarda solo l’indicazione dei riferimenti normativi sul bonifico come, per esempio, quelli relativi alla riqualificazione energetica, la detrazione resta valida senza ulteriori adempimenti.

Dichiarazione redditi 2026

Da ieri, 30 aprile, è partita ufficialmente la stagione delle dichiarazioni dei redditi 2026: sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono state rese disponibili, al momento soltanto per la consultazione, le dichiarazioni 730 precompilate, cioè quelle già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. Per le eventuali modifiche e per l’invio del 730 la prima data utile sarà invece quella del prossimo 14 maggio, con scadenza finale fissata per il 30 settembre.

 

Per approfondire: Ristrutturare casa, tra comfort ed efficienza energetica: gli interventi più richiesti

pubblicità