Auto, dubbi su clausola per riparazioni solo in carrozzerie convenzionate: cosa sappiamo

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Diversi contratti assicurativi prevedono una clausola che obbliga gli automobilisti a riparare i danni delle proprie vetture solo in carrozzerie convenzionate. Di recente la Cassazione ha messo in dubbio la validità di tale clausola. “Una decisione importantissima”, ha commentato Federcarrozzieri. Ecco cosa sta succedendo

Quello che devi sapere

La clausola

In diversi contratti delle polizze assicurative è presente una clausola che impone agli automobilisti di riparare i danni alle proprie vetture solo nelle carrozzerie convenzionate con le compagnie di assicurazioni, pena l'applicazione di franchigie e penali. Di recente la Cassazione ha messo in dubbio la validità di questa clausola.

 

Per approfondireDrive Club, tutte le puntate della rubrica su auto, motori e mobilità di Sky TG24

La libertà degli automobilisti

A portare l’attenzione sulla decisione della Corte di Cassazione e sul suo contenuto è stata Federcarrozzieri. L’associazione delle autocarrozzerie italiane ha anche sottolineato come, da anni, abbia avviato una battaglia legale contro la prassi delle imprese assicuratrici di limitare la libertà degli assicurati, imponendo di eseguire le riparazioni presso le officine convenzionate.

 

Per approfondireConstatazione amichevole digitale per incidenti stradali: cosa cambia per assicurazioni

pubblicità

La vicenda

Ma perché sulla questione si è espressa la Cassazione? La vicenda trae origine dal ricorso presentato contro la società Mma Iard Assurance. Questa società, in particolare, imponeva ai propri clienti una clausola contrattuale con una franchigia del 20% qualora l'assicurato avesse riparato i danni alla propria autovettura presso una carrozzeria non convenzionata con la stessa società.

 

Per approfondireAssicurazione, prezzi Rc auto in Italia in aumento: cresce divario tra Nord e Sud

Le sentenze di primo e secondo grado

Il Tribunale di Milano, in prima istanza, ha ritenuto questa clausola nulla, in quanto abusiva. In un secondo momento la Corte di Appello di Milano ha ribaltato la decisione di primo grado, ritenendo non illegittima la clausola in questione.

pubblicità

La Cassazione

Si è arrivati, quindi, in Cassazione: per la Corte Suprema la decisione della Corte di Appello risulta errata. La Cassazione ha così deciso di rimettere tutto in discussione e ha ordinato alla Corte di Appello di pronunciarsi di nuovo sulla vicenda.

L’ordinanza

Nell'ordinanza a firma del presidente Luigi Alessandro Scarano, pubblicata in data 23 aprile 2026, si legge: “Le censure attengono sostanzialmente alla questione se la clausola con cui viene determinato un valore dello scoperto sul costo della riparazione effettuata da carrozzeria non convenzionata con la compagnia assicuratrice maggiore di quello previsto per l'ipotesi che la riparazione venga effettuata da carrozzeria con la medesima convenzionata sia vessatoria o abusiva in quanto limitativa della libertà contrattuale del contraente più debole nei rapporti con i terzi, limitando la facoltà di libera scelta sul mercato".

pubblicità

La decisione della Cassazione

La clausola, si legge ancora, "va considerata non già isolatamente ma in relazione anche alle altre clausole di cui si compendia il contenuto del contratto e al tenore complessivo del testo contrattuale, al fine di verificare se nello specifico caso concreto essa determini un 'significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto'. Va allora accertato se la clausola venga a configurarsi nella specie come abusiva in quanto volta a limitare la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato". Per questi motivi, quindi, la Cassazione ha accolto il ricorso: ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Milano e ordinato un nuovo esame della vicenda davanti alla stessa Corte, in nuova composizione.

Federcarrozzieri: “Decisione importantissima”

"Si tratta di una decisione importantissima che potrebbe portare alla nullità di quelle clausole, inserite nei contratti assicurativi, che impongono costi illegittimi agli automobilisti che riparano la propria vettura presso un carrozziere di fiducia”, ha spiegato il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli. Secondo Galli, queste clausole rappresentano “un paradosso assurdo che porta le imprese assicuratrici a pagare in maniera differente il medesimo danno a seconda di chi quel danno ripara”. Inoltre, il presidente di Federcarrozzieri ha aggiunto: “La richiesta di franchigie per chi non si affida alle autocarrozziere imposte dalle compagnie di assicurazioni è una pesante limitazione della libertà degli utenti che non solo danneggia gli automobilisti, ma non garantisce nemmeno la qualità delle riparazioni, considerato che i prezzi degli interventi sono stabiliti al ribasso dalle imprese assicuratrici".

 

Per approfondireMilano Design Week 2026, i modelli auto e i prototipi in anteprima

pubblicità