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Assicurazione, prezzi Rc auto in Italia in aumento: cresce divario tra Nord e Sud

Auto

Le tariffe Rc auto tornano a salire dopo una fase di relativa stabilità. Il premio medio supera i 550 euro ma la distribuzione territoriale resta disomogenea. Nel Mezzogiorno il costo della sola responsabilità civile assorbe gran parte del budget, riducendo la protezione reale. La differenza con il Nord si consolida e riflette variabili strutturali come rischio assicurativo, frequenza sinistri e capacità di spesa.

Prezzi Rc auto in crescita

Il mercato assicurativo auto riapre una fase di rialzo. I dati più recenti indicano un premio medio che si attesta intorno a 558 euro, con la componente obbligatoria pari a circa 470 euro e una quota residuale destinata alle garanzie aggiuntive. Tra il 2022 e il 2025 i premi hanno registrato incrementi superiori al 17 per cento, mentre negli ultimi mesi del 2025 si osserva una nuova inversione di tendenza con rincari progressivi. Il dato più rilevante resta la frattura geografica. Le differenze tra Nord e Sud non solo persistono ma si ampliano nella qualità della copertura assicurativa. Nelle aree meridionali il costo della Rc pura è strutturalmente più elevato e assorbe quasi integralmente il premio complessivo. In alcune città si sfiorano valori prossimi agli 800 euro per la sola responsabilità civile, mentre nei grandi centri del Nord i livelli si mantengono sensibilmente più contenuti. Questa differenza si traduce in una minore incidenza delle garanzie accessorie. In media la spesa per coperture aggiuntive rappresenta il 15,9 per cento del totale, ma nelle aree più costose scende sotto il 10 per cento.

Garanzie accessorie in contrazione

L’aumento dei premi obbligatori produce un effetto diretto sulla composizione della polizza. Quando la componente Rc cresce, si riduce lo spazio per coperture come furto, eventi naturali o tutela legale. Nel 2025 la spesa media per queste garanzie si ferma sotto i 90 euro annui. Il livello di protezione effettiva del veicolo e del conducente si abbassa, con un’esposizione maggiore a danni non coperti. Le coperture a maggiore utilità percepita come l’assistenza stradale restano diffuse, mentre quelle legate a rischi complessi o eventi climatici registrano una penetrazione marginale.

Le cause strutturali delle differenze

Le differenze geografiche non sono un’anomalia temporanea ma riflettono variabili consolidate. Frequenza dei sinistri, costo medio dei risarcimenti, tasso di frodi e densità urbana incidono sulla formazione del premio. Le statistiche Ivass evidenziano differenze marcate tra province, con scarti superiori ai 250 euro tra le aree più care e quelle più economiche. A queste si aggiungono fattori economici. Nel Sud la minore capacità di spesa amplifica l’effetto dei rincari e limita la possibilità di personalizzare la copertura.

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