Bce, accordo sugli standard tecnici per l'euro digitale: cosa sapere

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Fissati gli standard tecnici per i pagamenti digitali in un accordo firmato con Cpace, Nexo e Berlin Group. Sarà possibile usare su scala paneuropea gli attuali protocolli di pagamento nazionali. Un passaggio che avverrà in maniera gratuita e senza passare dalle tecnologie proprietarie degli attori oggi dominanti, ossia le carte di credito Usa o i wallet digitali globali come PayPal o Alipay.

Quello che devi sapere

Obiettivi e tempistiche

L'accordo servirà per i pagamenti in euro digitale nel 2029, ma già prima, dopo la legislazione Ue, consentirà ai fornitori di servizi di pagamento nazionali di allargarsi su scala europea senza neanche richiedere un aggiornamento dei Pos.

 

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Le motivazioni della Bce

Le ragioni della scelta sono spiegate dalla stessa Bce: "Libertà di accesso, minimizzazione dei costi e coordinamenti sono particolarmente importanti perché l'Europa, oggi, non ha uno standard aperto accettato universalmente sui terminali di pagamento e dipende fortemente dagli standard proprietari delle card internazionali e dei wallet digitali globali", ha spiegato l’istituto di Francoforte. Usare standard europei "semplificherà l'accettazione dell'euro digitale e creerà una user experience uniforme in tutta l'area euro, consentendo agli schemi di pagamento europei di espandersi geograficamente e diversificare i casi d'uso".

 

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Espansione dei sistemi di pagamento nazionali

Uno schema di pagamento nazionale potrà dunque automaticamente allargare la sua attività ai Pos fuori dal suo mercato domestico. Questo già prima del lancio dell'euro digitale: sarà sufficiente l'adozione del regolamento europeo attesa per quest'estate.

Cipollone (BCE): “Forte impegno per compatibilità euro digitale"

"Questa partnership dimostra il nostro forte impegno nel garantire che l'euro digitale sia compatibile con gli standard europei esistenti, accessibili anche al settore privato", spiega Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce e presidente del Gruppo di lavoro di alto livello sull'euro digitale. "Gli standard aperti dell'euro digitale offriranno un'alternativa europea libera agli attuali standard proprietari, faciliteranno l'ingresso nel mercato di nuovi operatori europei e daranno a fornitori di servizi di pagamento e commercianti europei la certezza necessaria per investire, innovare e competere in tutta l'area dell'euro", ha poi dichiarato.

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Selezione e sviluppo degli standard

Gli standard sono stati selezionati insieme agli operatori rappresentati nel Gruppo di Sviluppo del Regolamento e rispondono agli obiettivi della strategia di pagamento dell'Eurosistema. Ulteriori standard potrebbero essere adottati in futuro, previa approvazione da parte del Consiglio direttivo della Bce.

Come funzionano

Gli standard Cpace, sviluppati dall'Ecpc, supportano i pagamenti contactless tap-to-pay tramite comunicazione di prossimità (near-field communication) tra un dispositivo di pagamento e un terminale; gli standard Nexo collegano i sistemi dei commercianti con i sistemi back-end dei fornitori di servizi di pagamento e degli acquirer. Sono utilizzate, ad esempio, per supportare l'accettazione dei pagamenti e le transazioni agli sportelli bancomat; gli standard del Berlin Group consentono di effettuare pagamenti utilizzando un alias (come un numero di telefono) e supportano la verifica del saldo e la riconciliazione tra dispositivi mobili, nonché l'accettazione dei pagamenti in ambiti come le transazioni in euro digitale avviate tramite app dei commercianti su smartphone.

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Presidente Bundesbank: “Euro digitale dà controllo monetario a Ue"

"L'euro digitale non riguarda soltanto il rinnovamento del ruolo della moneta della banca centrale e il rafforzamento del mercato europeo dei pagamenti. Riguarda anche garantire che l'Europa abbia un maggiore controllo sul proprio destino monetario e finanziario, in un contesto di crescente frammentazione geopolitica". Lo afferma il presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, Joachim Nagel, intervenendo a un evento a Bruxelles. "I recenti sviluppi geopolitici hanno reso una cosa assolutamente chiara: non è saggio esternalizzare la nostra sovranità. Pertanto, a mio avviso, uno degli argomenti chiave per l'introduzione dell'euro digitale è il rafforzamento dell'autonomia strategica dell'Europa".

I confronti sulla detenzione dell’euro digitale

Qualche giorno fa, nel negoziato sul regolamento dell’euro digitale all’interno della Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, è stato affrontato per la prima volta il tema dei limiti di detenzione della nuova moneta. L’incontro tra relatore e relatori ombra è stato interlocutorio, ma ha aperto un confronto politico su uno dei punti più delicati del dossier. Secondo fonti parlamentari, il relatore Fernando Navarrete Rojas (Ppe) avrebbe proposto limiti di possesso molto contenuti, pensati per evitare rischi di instabilità finanziaria. In particolare, anche in uno scenario estremo di trasferimenti massicci di depositi bancari verso l’euro digitale, nessuna banca dovrebbe scendere sotto le soglie minime di liquidità. Un approccio di questo tipo, basato sull’istituto più fragile, porterebbe a tetti più bassi rispetto a una valutazione complessiva del sistema bancario. Tra le opzioni emerse figura anche un possibile “limite di detenzione pari a zero” nella fase iniziale: i cittadini potrebbero usare l’euro digitale per pagare, ma non conservarlo, con conversione automatica in depositi bancari. Tuttavia, questa ipotesi non avrebbe raccolto consenso maggioritario. Resta infine aperto il nodo su chi debba fissare i limiti, tra Commissione europea (tramite atto delegato) e Bce, con posizioni ancora in evoluzione.

 

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