Euro digitale, come funziona il wallet unico per i pagamenti approvato dall’Eurocamera

Economia
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Introduzione

Nella plenaria del 10 febbraio il Parlamento europeo ha votato, a larga maggioranza, due emendamenti a sostegno del progetto di euro digitale proposto dalla Banca Centrale Europea. I testi, a prima firma dell’eurodeputato italiano Pasquale Tridico (M5S), definiscono lo strumento “essenziale” per la “sovranità europea” nei pagamenti in un contesto di crescente incertezza geopolitica e affermano la necessità di garantire parità di accesso a tutti i cittadini. Stando al piano Bce, il prossimo anno si punta a far partire la fase "pilota" di sperimentazione con l’obiettivo di arrivare al lancio entro il 2029. Ecco tutte le caratteristiche.

Quello che devi sapere

Il progetto della Bce per la sovranità monetaria

I due emendamenti, che hanno incassato rispettivamente 438 e 420 sì – contrari Roberto Vannacci e, sul primo testo, la Lega - offrono un “ombrello” politico al progetto lanciato dall’istituto monetario di Francoforte che punta a creare un mercato continentale sui pagamenti digitali slegato da soggetti terzi. La moneta pubblica si traduce in un attivo che i cittadini avranno nei confronti della Bce e che potranno utilizzare per le transazioni senza passare dalle banche.

 

Per approfondire: Euro digitale, via libera dell’Eurocamera: “Essenziale per la sovranità Ue”

Wallet digitale

Il nuovo strumento non andrà a sostituire le banconote e gli altri metodi di pagamento attualmente esistenti ma consentirà a tutti i cittadini dell’Unione di avere un wallet di denaro digitale, tramite card o applicazione installata sugli smartphone.

 

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Come funziona

Una volta caricato l’importo sarà possibile procedere ai pagamenti avvicinando lo smartphone – come accade oggi per strumenti digitali quali Apple Pay o Satispay - oppure la carta, come una carta di credito o bancomat oggi gestita da operatori extraeuropei, da Visa a Mastercard, Amex e PayPal.

 

Per approfondire: Euro digitale: cos'è, a cosa serve, come funziona

Ipotesi soglia 3mila euro

Il nuovo strumento crea dunque un "ponte" creditizio diretto tra cittadini e la Bce senza intermediazioni bancarie. Per ammortizzare il rischio di riduzione dei depositi, l’istituto guidato da Christine Lagarde ha proposto di fissare a 3mila euro il limite massimo di giacenza sul wallet. In caso di pagamenti con importi superiori, la differenza verrebbe attinta in automatico sul conto corrente. 

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Verso una riduzione dei costi

Ai cittadini, la Bce promette una riduzione dei costi rispetto alle carte di credito. In secondo luogo, riflessi positivi verrebbero garantiti anche ai commercianti con meno commissioni legate alll’utilizzo del Pos. Secondo una stima effettuata dall’ex dirigente di Bankitalia, Piero Cipollone, oggi a capo del dossier per la Bce, i negozi potrebbero beneficiare di un dimezzamento dei costi grazie a un sistema unico di pagamenti digitali di beni e servizi valido in tutta Europa. 

Transazioni online e offline

Sul fronte della privacy, il credito in giacenza sul wallet potrà essere trasferito tramite transazioni sia online sia offline. Nel primo caso, l’operazione sarà visibile alle banche mentre la Bce non vedrà i dati sui pagamenti. Nel secondo caso, i soldi passeranno da un telefonino all’altro in forma anonima senza alcuna forma di tracciabilità tutelando la riservatezza come avviene per il contante.

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Strumento gratuito

Per garantire la diffusione più capillare possibile, la Bce assicura che l’euro digitale sarà accessibile a tutti, senza costi di installazione o di mantenimento. La sfida principale sarà piuttosto quella di rivolgersi a soggetti che si prevede non abbiano familiarità con il nuovo strumento, dagli anziani ai cittadini privi di un conto bancario fino a chi vive in zone remote con scarsa rete internet. 

La sfida al monopolio Usa

Dal punto di vista geopolitico, l’euro digitale promette un tentativo di risposta al monopolio americano sulle transazioni con carta rappresentato dai “colossi” Visa e Mastercard che da soli occupano i due terzi del mercato nell’Eurozona. Va poi aggiunto che tredici Paesi membri Ue su ventisette sono privi di un’alternativa nazionale.

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Il dibattito in Europa

Il voto all’Eurocamera è giunto dopo un aspro confronto tra gli stakeholders. L’11 gennaio scorso 68 accademici europei, incluso il francese Thomas Piketty, hanno chiesto agli eurodeputati di non cedere alle pressioni “miopi della lobby finanziaria”. Al coro di voci a sostegno della risoluzione si è unita l’European payments iniziative (Epi) che nel 2024 ha lanciato Wero, strumento di pagamenti digitali alternativo ad Apple Pay e diffuso soprattutto tra Belgio, Francia e Germania dove ha raggiunto quota 48,5 milioni di utenti. Fratture, poi ricomposte, si sono registrate infine all'interno dei singoli gruppi politici all'Europarlamento, in particolare tra i Popolari.

Cipollone (Bce): “Vogliamo evitare di dipendere da altri”

Per Piero Cipollone l’euro digitale mira a ridurre la dipendenza da “sistemi che non sono nelle nostre mani”. La sfida principale è ora il fattore tempo: il voto dell’Europarlamento rafforza il progetto dal punto di vista politico ma, visti i rapidi mutamenti geopolitici in corso, sono in molti a ritenere l’entrata in vigore tra tre anni un orizzonte troppo lontano.

 

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