Pensione maggio 2026, quando arrivano i pagamenti e cosa sapere sul cedolino

Economia
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Introduzione

Quando verranno pagate le pensioni per il mese di maggio? Quali sono le principali informazioni del cedolino da tenere a mente, tra conguagli, trattenute e detrazioni? Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

La data di pagamento delle pensioni di maggio

Le pensioni vengono sempre accreditate nel primo giorno bancabile del mese, cioè quando gli istituti bancari sono aperti (con l’unica eccezione del mese di gennaio che prevede il pagamento nel secondo giorno bancabile). Spesso coincide con il primo del mese, ma non sempre è così. Non lo è ad esempio a maggio, quando saranno due le date da tenere a mente: il 2 maggio nel caso di pagamento presso Poste Italiane (primo giorno bancabile per Poste Italiane) e il 4 maggio nel caso di pagamento presso gli istituti bancari (primo giorno bancabile per gli istituti di credito). La differenza è data dal fatto che Poste Italiane procedono con le operazioni di tipo finanziario anche il sabato mattina, mentre solitamente gli istituti bancari no.

 

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Il cedolino di maggio 2026

Lo stesso Inps precisa che ci saranno diverse particolarità nei cedolini delle pensioni di maggio, cioè nei documenti che consentono ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese con esattezza e di conoscere le ragioni per cui la cifra può essere sottoposta a variazioni.

 

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I conguagli fiscali

Come già spiegato a inizio mese, l’Inps evidenzia che, in relazione alla Certificazione Unica 2026, pur tenendo conto degli eventuali conguagli fiscali già elaborati in fase di preconsuntivo e applicati nei primi mesi dell’anno, è stata definita l’Irpef dovuta e versata per l’anno di imposta 2025 cumulando gli imponibili di ciascuna pensione e di prestazioni di altra natura, erogate dall’Istituto o da altri enti presenti nel Casellario centrale delle pensioni.

 

Da questi calcoli può essersi determinato un conguaglio fiscale a credito – se il beneficiario ha versato nel 2025 più Irpef del dovuto – o a debito – se il versato nel 2025 è stato inferiore rispetto all’imposta da pagare sul totale delle prestazioni erogate. Per i pensionati titolari delle sole prestazioni pensionistiche o di accompagnamento a pensione, l’importo risultante dal conguaglio fiscale è stato rispettivamente pagato o recuperato sulla mensilità di aprile. In caso di conguaglio a debito, se la mensilità di pensione di aprile non era sufficientemente capiente per consentire l’intero prelievo, il recupero dell’importo verrà accreditato insieme alla mensilità di maggio. Qualora le prestazioni pensionistiche di riferimento non superassero i 18mila euro annui e il ricalcolo dell’Irpef abbia determinato un conguaglio a debito superiore a 100 euro, il recupero è suddiviso e trattenuto fino alla mensilità di novembre. 

 

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Le trattenute fiscali

Anche sulla pensione di maggio continueranno a essere applicate le trattenute per le addizionali regionali e comunali relative al 2025 e l’acconto dell’addizionale comunale per il 2026. Discorso diverso vale invece per le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo, vittime del dovere ed equiparati): nessuna di queste è soggetta a trattenute. 

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Le prestazioni di accompagnamento alla pensione fino a 20mila euro

E ancora, l’Inps precisa che nell’importo di maggio delle prestazioni di accompagnamento alla pensione (e quindi isopensione, Ape Sociale, esodo, assegni straordinari con regime di tassazione ordinaria), equiparate a redditi di lavoro dipendente, in presenza di imponibile annuo complessivamente non superiore a 20mila euro, rientra in pagamento la somma che non concorre alla formazione del reddito. Nel cedolino il suo importo viene descritto con la voce “Bonus lavoro dipendente credito 2025”. 

Le prestazioni di accompagnamento alla pensione fino a 40mila euro

Sulla mensilità di maggio delle prestazioni di accompagnamento a pensione fino a 40mila euro è stata invece applicata l’ulteriore detrazione dall’imposta lorda. L’importo in pagamento è descritto nel cedolino con la voce “Conguaglio a credito Irpef” e può essere comprensivo anche di ulteriori conguagli fiscali correlati al ricalcolo generale dello stesso Irpef.

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Le pensioni integrative

A maggio scatta anche il recupero a rate degli eventuali importi ricevuti e non dovuti per le pensioni integrative erogate insieme alla pensione Inps, per le quali a marzo erano stati posti in pagamento conguagli a credito Irpef a seguito dell’applicazione dell’ulteriore detrazione risultata successivamente non dovuta, essendo stato neutralizzato il conguaglio a debito con mandato aggiuntivo del 1° aprile. In tutto, le rate di recupero saranno otto, consecutive e tutte di uguale importo. La trattenuta è descritta nel cedolino con la voce “Recupero rateale ulteriore detrazione art. 1 c. 6 l. 207/2024”. Se il mandato aggiuntivo ha data del 20 aprile, il recupero a rate sarà di sette rate mensili consecutive di pari importo e partirà da giugno. 

 

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