Carburanti, i prezzi salgono ancora: diesel sopra 2,1 euro. Le regioni più care

Economia
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Introduzione

Dopo l’impennata dei prezzi dei carburanti seguita alla crisi in Medio Oriente, il governo di Giorgia Meloni ha deciso di prolungare il taglio delle accise. Ma ai distributori i rialzi continuano, soprattutto per il diesel. E le associazioni dei consumatori chiedono altri interventi. Il punto

Quello che devi sapere

Il taglio delle accise e gli aiuti

Il taglio delle accise sui carburanti è stato prolungato dal governo fino al primo maggio. La decisione è arrivata nei giorni scorsi, durante un Consiglio dei ministri durato 20 minuti che – con un nuovo decreto legge – ha prorogato le misure approvate il 18 marzo scorso. Nello stesso Cdm, il 3 aprile, il governo ha deciso di estendere gli aiuti anche agli agricoltori e le imprese esportatrici. La proroga costerà 500 milioni di euro, presi dalla tassazione Ets sulle emissioni e dall'aumento dell'Iva.

 

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Le misure

Il taglio di 20 centesimi al litro delle accise sui carburanti, che con la conseguente riduzione dell'Iva portano a un risparmio finale di 24,4 centesimi, doveva scadere il 7 aprile: è stato prolungato fino al primo maggio. Sono stati prorogati anche i crediti di imposta sul gasolio per i tir e i pescherecci (il 20%), e sono stati estesi all'agricoltura. Nel nuovo decreto sono stati inseriti aiuti per le aziende esportatrici danneggiate dalla crisi causata dalla guerra in Iran.

 

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I rincari

Riguardo al nuovo intervento sulle accise, le associazioni dei consumatori hanno parlato di "taglio inadeguato" e "totalmente annullato dai rincari alla pompa". Nonostante il taglio, infatti, ai distributori continuano i rialzi dei prezzi e il peso si fa sentire particolarmente su chi possiede un veicolo diesel, visto il rincaro maggiore subito dal gasolio.

 

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I prezzi

Le ultime rilevazioni del ministero dell'industria e del Made in Italy sono quelle di sabato 4 aprile: mostrano come la benzina in modalità self sia stata venduta in media sulla rete stradale nazionale a 1,777 euro al litro, contro l'1,763 di venerdì; il gasolio sabato è stato venduto in media a 2,130 euro al litro, contro 2,096 del giorno precedente.

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I controlli

Questi rialzi, hanno sottolineato fonti del governo dopo l'escalation dei prezzi dei carburanti alla pompa in seguito alla guerra all’Iran, sarebbero stati ben peggiori senza il provvedimento dell’esecutivo. La proroga della misura, come detto, costerà 500 milioni di euro: saranno presi dalla tassazione Ets sulle emissioni e dall'aumento dell'Iva. Intanto, continuano i controlli per evitare speculazioni. Il ministero dell'industria e del Made in Italy ha assicurato che, a partire dalla guerra in Iran, sono stati controllati 1.900 impianti e ci sono state denunce per 104 soggetti. Il Mimit ha ricordato anche i controlli nei distributori della Guardia di Finanza, che ha provveduto a numerosi sequestri.

Gli aumenti

Ma gli aumenti continuano. “Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ancora mancavano all'appello, ora hanno superato quel limite", ha sottolineato l'Unione Nazionale dei Consumatori. "Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", ha aggiunto.

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Le regioni più care

"Unica buona notizia è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se stanno riducendo i prezzi”, ha fatto sapere l’Unc. Riguardo alle regioni più care, sabato 4 aprile l’associazione ha denunciato: “Il gasolio più caro d'Italia si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria".

La stangata

Nelle scorse ore a denunciare la situazione era stato anche il Codacons, che aveva sottolineato in particolare la stangata per gli automobilisti in viaggio per il periodo di Pasqua: secondo l’associazione, il conto è di 1,3 miliardi in più rispetto alle festività dello scorso anno. Rispetto alla Pasqua del 2025, ha spiegato, l'incremento è pari al +30,2% per il gasolio, mentre per la benzina "grazie al riordino della tassazione, è sensibilmente inferiore e pari al +2,7%”. Tuttavia, ha ricordato ancora il Codacons citando gli ultimi dati sul parco veicolare italiano, sui 60 milioni di veicoli che stano circolando in questi giorni di festa, circa il 40% è alimentato a gasolio e il 41,4% a benzina.  

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I costi per chi viaggia in auto

Anche Assoutenti ha sottolineato il salasso a carico delle famiglie che quest’anno hanno deciso di spostarsi in macchina per le festività di Pasqua. In un report l’associazione ha analizzato i costi che dovranno affrontare gli italiani in viaggio lungo la Penisola in occasione di queste feste. "Per alcune tratte la spesa per i rifornimenti di gasolio, tra andata e ritorno, arriva a superare i 300 euro”, ha spiegato il presidente Gabriele Melluso. Alcuni esempi: “Per andare da Milano a Catania il costo medio del viaggio in auto, senza considerare i pedaggi, è di 312 euro, che salgono a 317 euro da Torino a Reggio Calabria e raggiungono i 370 euro se da Torino si va a Palermo. Servono 255 euro da Bolzano a Lecce e da Genova a Catanzaro, 246 euro da Bologna a Reggio Calabria, 240 euro da Milano a Lecce". Inoltre, “se si confronta la spesa attuale con quella sostenuta per viaggiare lungo le stesse tratte in occasione della Pasqua 2025, si scopre che il costo dei rifornimenti tra andata e ritorno è più alta di 86 euro sulla tratta Torino-Palermo e di oltre 70 euro se si viaggia da Milano a Catania o da Torino a Reggio Calabria", ha aggiunto Melluso.

 

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