Aeroporti, la situazione: Brindisi senza carburante, quantità limitate in altri 6 scali
EconomiaDai Notam, i bollettini aeronautici, emerge che lo scalo di Brindisi è senza carburante per gli aerei almeno fino alle 12 di martedì 7 aprile. Sono disponibili "quantità limitate" concesse solo per voli statali, Sar e ospedalieri, è l’avvertimento per le compagnie. Altri 6 aeroporti hanno quantità limitate: ai 4 nomi che già erano emersi nei giorni scorsi - cioè Milano Linate, Venezia, Treviso, Bologna - si aggiungono Reggio Calabria e Pescara. Presidente di Aeroporti di Puglia: “Situazione sotto controllo”
Un aeroporto senza carburante, altri sei con quantità limitate. È questa la situazione degli scali italiani che emerge dai Notam, i bollettini aeronautici, emessi nelle ultime ore. In particolare, a essere a secco sarebbe l’aeroporto di Brindisi. Gli altri sei scali con restrizioni sono Milano Linate, Venezia, Treviso, Bologna, ai quali si aggiungono Reggio Calabria e Pescara. "La situazione è sotto controllo”, ha assicurato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile. E ha spiegato: "Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella giornata di martedì mattina".
La situazione a Brindisi
L'aeroporto di Brindisi, si legge dai Notam, è senza carburante per gli aerei almeno fino alle 12 di martedì 7 aprile. Nei bollettini viene spiegato che il carburante in quello scalo non è disponibile e si invitano le compagnie a calcolare la quantità di carburante sufficiente dall'aeroporto precedente per le tratte di volo successive. Sono disponibili "quantità limitate" concesse solo per voli statali, Sar e ospedalieri, è l’avvertimento.
Gli altri sei aeroporti a rischio
Altri sei aeroporti italiani, poi, hanno quantità limitate di carburante. Ai quattro nomi che già erano emersi nei giorni scorsi, cioè Milano Linate, Venezia, Treviso, Bologna, si aggiungono Reggio Calabria e Pescara: nel primo viene introdotta una quota massima di rifornimento, nel secondo è disponibile solo un'autocisterna da 20mila litri.
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“Situazione sotto controllo”
“Al momento non c'è alcuna emergenza per quanto riguarda la disponibilità di carburante negli scali pugliesi”, ha assicurato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile. “La situazione è sotto controllo, anche e soprattutto a Brindisi, e non c’è alcun motivo per creare preoccupazioni o allarmismi. Le forniture di carburante continuano regolarmente e non c'è alcun rischio di carenza imminente", ha aggiunto. Poi ha spiegato: “Si tratta di effetti indiretti connessi alle problematiche registrate da altri scali. In pratica gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella giornata di martedì mattina”. E ha concluso: "È importante mantenere la calma. Ribadisco che Aeroporti di Puglia sta gestendo la situazione con la professionalità di sempre e attraverso un monitoraggio costante, in modo da garantire che tutto proceda normalmente”.
L’allarme
Il primo allarme sul carburante a rischio negli aeroporti italiani era arrivato sabato scorso. L'operatore Air Bp Italia, che fa parte del colosso britannico dei carburanti, aveva annunciato una distribuzione contingentata per i voli sugli aeroporti di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Anche se nel bollettino non c’erano riferimenti espliciti, molti hanno interpretato la notizia come uno dei primi effetti del blocco dello Stretto di Hormuz (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). L'Enac si era affrettato a garantire che le limitazioni erano in realtà la conseguenza del traffico più intenso che sempre si registra durante le feste di Pasqua. Ma, vista la situazione in Medio Oriente, l’incertezza sui viaggi rimane. Problemi sono stati già registrati in alcuni scali dell'Asia. Mentre alcune compagnie, come Ryanair e Lufthansa, hanno già avvisato sulle conseguenze nel caso in cui il conflitto e il blocco del petrolio trasportato nel Golfo Persico dovesse estendersi fino a maggio o a giugno.