Pasqua, 9 milioni di italiani in viaggio nonostante tensioni internazionali e rincari

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nonostante il clima di incertezza legato alla crisi internazionale, sono oltre 9 milioni gli italiani che hanno scelto comunque di mettersi in viaggio per le vacanze pasquali. Devono fare i conti con gli aumenti del prezzo del carburante e, per chi si sposta in aereo, anche con il caro voli: su alcune tratte si spende fino al 60% in più rispetto alle festività del 2025. I dettagli

Quello che devi sapere

Gli italiani in viaggio a Pasqua

Saranno oltre 9 milioni gli italiani che partiranno per le festività di Pasqua. A dare i numeri è un focus dell’Osservatorio Confturismo - Confcommercio e Swg. Il dato è in lieve calo rispetto al 2025, anche a causa della programmazione più lenta per cercare di valutare meglio la situazione internazionale.

 

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I viaggi e le tensioni internazionali

Il clima di incertezza degli ultimi mesi - con la guerra in Ucraina, l’attacco di Usa e Israele all’Iran e il conflitto che si è allargato ad altri Paesi del Medio Oriente - sta influenzando le scelte di viaggio degli italiani: il 22%, secondo l’Osservatorio, ha modificato i propri piani per le prossime vacanze, mentre un ulteriore 27% ha spiegato che preferisce restare in attesa di sviluppi internazionali prima di decidere. Nonostante questo, le festività pasquali per ora sembrano salvarsi e milioni di italiani saranno in viaggio.

 

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Le mete

Da quanto emerge, i viaggiatori che hanno scelto di spostarsi per Pasqua rimarranno soprattutto in Italia: si tratta dell’84% del totale. Il 9% dei viaggiatori, invece, ha scelto mete in Europa, mentre il 7% ha deciso di spingersi ancora più lontano, in località extra-europee.

 

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Tra mare, montagna e città d’arte

Guardando alle destinazioni italiane, risulta che Toscana e Campania saranno tra le mete più gettonate. L'arrivo della primavera, comunque, spinge la voglia di mare (29% delle partenze), mentre montagna e città d'arte si contendono il podio delle destinazioni con un 14% a testa sul totale delle partenze. 

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Il tipo di viaggio

Dal focus emerge che un italiano su tre farà visita a parenti o soggiornerà per qualche giorno da amici o in una seconda casa. Le vacanze, inoltre, saranno perlopiù brevi: il 60% dei viaggiatori non dormirà fuori casa per più di due notti, mentre solo il 14% prevede almeno cinque pernottamenti. Complice anche l'alto numero di persone che andranno da amici e parenti, il budget medio programmato per le vacanze di Pasqua è inferiore ai 400 euro a testa.

Il commento

"L'atteggiamento dei viaggiatori, in questo momento, è quello di stare alla finestra a vedere quello che succede”, ha spiegato Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcommercio. "Sicuramente – ha aggiunto – c'è molta preoccupazione tra gli imprenditori del settore per gli effetti che la situazione potrebbe produrre sul turismo. Siamo però fiduciosi che questa situazione possa presto trovare un epilogo positivo, per affrontare con il giusto passo la stagione estiva ormai alle porte".

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Gli aumenti dei prezzi dei carburanti

Chi si sposta a Pasqua in macchina, comunque, deve fare i conti anche con gli aumenti dei prezzi dei carburanti. Dopo l’intervento del governo, infatti, i prezzi di benzina e soprattutto diesel sono tornati a salire. In base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il 28 marzo il prezzo medio dei carburanti in modalità "self service" lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,745 euro per la benzina e 2,050 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 1,810 euro al litro per la benzina e 2,112 euro al litro per il gasolio. Il Codacons ha sottolineato che in alcuni impianti il gasolio, al servito, è tornato a superare la soglia dei 2,7 euro al litro.

Il caro voli

La crisi in Medio Oriente, poi, sta impattando in modo pesante anche sulle tariffe aeree: secondo Assoutenti, per acquistare un biglietto per volare da nord a sud Italia durante le feste di Pasqua si spende su alcune tratte fino al 60% in più rispetto alle festività del 2025. La ricerca ha analizzato l'andamento delle tariffe per i voli nazionali nel periodo 2025/2026 praticate nelle due settimane a cavallo di Pasqua: in media, spiega l’associazione, i prezzi dei biglietti crescono del 13,6%, anche se con forti differenze a seconda della tratta.

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I rincari più elevati

Il rincaro più elevato, rivela Assoutenti, si registra sul collegamento Milano Malpensa-Brindisi: partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, il costo del biglietto sale del 60% rispetto all'identico viaggio nella Pasqua del 2025 (partenza venerdì, ritorno martedì). Nelle stesse date, per volare da Genova a Catania, l'aumento sfiora il 36%, +35% il rincaro sulla tratta Venezia-Brindisi, +28% sulla Torino-Brindisi, +25% sulla Milano Linate-Cagliari. Si spende il 23% in più per volare da Bologna a Palermo, +22% da Venezia a Catania. Gli unici biglietti a registrare una diminuzione rispetto allo scorso anno sono quelli relativi ai collegamenti Milano Linate-Brindisi e Pisa-Catania (-14%), Torino-Lamezia Terme (-11%), Pisa-Brindisi (-6,8%).

I costi dei voli

Assoutenti ha analizzato anche i costi dei voli: in alcuni casi, spiega, la spesa minima nelle date indicate arriva a superare tra andata e ritorno i 500 euro a passeggero. Partendo da Milano Linate e atterrando a Catania o a Cagliari, ad esempio, il biglietto parte da 577 euro, mentre si spende un minimo di 545 euro da Genova a Catania, 529 euro da Linate a Brindisi, 502 euro da Linate a Palermo.

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I motivi dei rialzi

"I prezzi dei voli stanno salendo in modo repentino e non solo per l'effetto Pasqua e la maggiore domanda da parte dei cittadini che tornano a casa durante le feste – ha spiegato il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso -. Come avevamo previsto nelle settimane scorse, la crisi in Medio Oriente si sta riversando sulle tariffe aeree praticate all'utenza, attraverso rincari generalizzati che risentono dei maggiori costi in capo alle compagnie: il carburante usato per i voli ha registrato infatti aumenti dell'87% in due settimane, raggiungendo il livello più alto dall'inizio della guerra in Ucraina. Costi che vengono scaricati sui consumatori finali attraverso un incremento delle tariffe aeree e che minano il diritto dei cittadini alla continuità territoriale sancito dall'art. 119 della Costituzione". 

 

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