Introduzione
Gli italiani scelgono sempre più spesso i pagamenti digitali. Secondo il Rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group, il 75,1% delle spese ricorrenti viene ormai gestito tramite strumenti cashless, mentre il 64,2% della popolazione utilizza carte o smartphone ogni giorno e più volte a settimana. La diffusione però cambia in base al settore: l'adozione con strumenti digitali raggiunge il 92% nell'hospitality, ma si ferma al 55% nel trasporto pubblico. I risultati sono stati presentati il 26 marzo 2026 a Cernobbio, durante il Forum annuale del Think Tank.
Quello che devi sapere
Italiani sempre più cashless
Pagare con carta o smartphone è diventato un gesto quotidiano. La quota di italiani che utilizza strumenti digitali con frequenza giornaliera o più volte a settimana è cresciuta dal 57,4% del 2024 al 64,2% del 2026. Velocità e comodità restano le motivazioni principali, indicate dal 52,7% degli intervistati. Il cashless domina nella gestione delle spese fisse: il 75,1 delle transazioni ricorrenti avviene in digitale, con incidenze particolarmente elevate per bollette (88,7%), affitti (85,6%) e ricariche telefoniche (80,7%).
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Una trasformazione strutturale
"L'evoluzione dei pagamenti digitali è in Italia una trasformazione strutturale che coinvolge l'intero ecosistema dei consumi e delle relazioni economiche. La crescente diffusione del cashless nelle abitudini quotidiane dei cittadini rappresenta un segnale positivo di maturazione del sistema, ma mette al tempo stesso in luce la presenza di differenze ancora marcate tra settori, servizi e contesti d'uso, che rendono l'esperienza dei pagamenti non sempre omogenea", dichiara Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member, The European House – Ambrosetti e TEHA Group. "Parallelamente, si osserva un'accelerazione significativa anche dal lato dell’offerta: la quota di esercenti che accetta pagamenti cashless è passata dal 79% al 98% negli ultimi anni, trainata soprattutto dalla crescente richiesta della clientela. Secondo le dichiarazioni degli operatori, inoltre, a fronte di un aumento dell'accettazione dei pagamenti cashless di 1 p.p. si osserva un incremento del fatturato compreso tra 0,2 e 0,6 punti percentuali, a conferma del ruolo del cashless come leva concreta di crescita. Per consolidare la transizione cashless sarà fondamentale accelerare la convergenza tra infrastrutture, servizi e comportamenti, favorendo un’esperienza più coerente tra i diversi momenti di consumo. La sfida dei prossimi anni sarà ampliare ulteriormente la diffusione delle tecnologie digitali per costruire un ecosistema dei pagamenti integrato, accessibile e continuo, capace di accompagnare in modo efficace l'evoluzione delle abitudini dei cittadini e delle imprese lungo tutta la filiera dei consumi".
Un Paese a due velocità
Nel settore ricettivo il cashless è ormai lo standard: il 92% dei pagamenti avviene con strumenti digitali, senza contanti e oltre il 70% degli albergatori è convinto che smettere di accettare pagamenti cashless comporterebbe il rischio di perdere una parte consistente della clientela. Al contrario, nel trasporto pubblico il contante resta prevalente nel 44,5% delle transazioni, così come nel mondo della cultura, dello sport e nelle stazioni di servizio. Ne emerge una "quotidianità urbana a due velocità", in cui lo stesso cittadino può pagare una notte in hotel con lo smartphone e, pochi minuti dopo, acquistare in contanti il biglietto dell'autobus o del cinema.
Famiglie scettiche e ancora tanto contante tra i giovani
Nonostante la crescita dell'uso di carte e smartphone tra gli under 18, il contante rimane lo strumento più utilizzato dai giovanissimi secondo il 53% dei genitori. Si tratta di una scelta che riflette principalmente le preoccupazioni delle famiglie, alimentate da una erronea o limitata conoscenza degli strumenti cashless, rispetto al rischio di frodi (31,3%), alla possibilità di spese non controllate (23,2%), alla scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali da parte del genitore (9,1%) o del minore (7,1%). Nel 2026, però, l'uso del contante tra i minori è diminuito, mentre aumentano i pagamenti con carta (+2,7 punti percentuali) e smartphone (+5,1).
Pagamenti digitali e sostenibilità
Una transazione digitale produce in media il 72,4% di emissioni di CO2 in meno rispetto a una in contanti. Poiché l'84% dell'impatto ambientale del contante deriva dalla sua gestione fisica, l'evoluzione dei pagamenti digitali ha permesso di evitare circa 254,5 milioni di chilogrammi di CO2 tra il 2015 e il 2023. Un risparmio equivalente alle emissioni generate da circa 1,3 milioni di voli Roma-New York, evidenziando il ruolo rilevante dei pagamenti digitali anche nella transizione verso modelli di consumo più sostenibili.
Le analisi della Community Cashless Society
Il Rapporto 2026 si basa su un approccio integrato che combina più sondaggi rivolti ai principali attori della filiera: esercenti e liberi professionisti, imprese e cittadini per un totale di 2100 rispondenti (rispettivamente 600, 500 e 1000). L'obiettivo è analizzare il ruolo del cashless nella digitalizzazione delle attività economiche, valutarne gli effetti sui consumi e approfondire comportamenti, percezioni e trend evolutivi. L'indagine include inoltre focus specifici su alcune categorie rilevanti (tra cui strutture ricettive e ristorazione) e una sezione dedicata al sentiment degli operatori rispetto alle prospettive future dei pagamenti digitali.
Prospettive future
La Community ha eleborato ad oggi 47 proposte di policy di cui 35 hanno trovato implementazione (74%). Tra le proposte di policy della undicesima edizione vi sono alcune linee di indirizzo per una maggiore digitalizzazione della sosta su strada e in struttura, la diffusione degli strumenti cashless per l'acquisto della marca da bollo, l'istituzione di un codice ATECO dedicato per l'intera filiera dei pagamenti digitali. Riapre, inoltre, il dibattito per riportare il limite di utilizzo del contante a 1.000 euro come misura antiriciclaggio.
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