Introduzione
Si moltiplicano le segnalazioni di distributori di carburanti in giro per l’Italia rimasti senza diesel o benzina. È successo ad esempio a Como, ad Aosta e nei comuni della provincia di Treviso. Da cosa dipende quello che sta succedendo?
Quello che devi sapere
Unc: "Svariati benzinai senza più carburante"
È l’Unione nazionale consumatori a confermare al Corriere della Sera che effettivamente sono svariati i benzinai che nei giorni scorsi sono rimasti senza rifornimenti di diesel e di benzina, non potendo quindi soddisfare la domanda dei cittadini.
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La chiusura dello Stretto di Hormuz
Subito si è diffuso il timore che dipendesse dalla chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo che separa le coste iraniane dalla penisola arabica, connettendo il Golfo di Oman con il Golfo Persico. Da lì, prima che scoppiasse la guerra in Medio Oriente, iniziata con l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele a partire dallo scorso 28 febbraio, passava circa il 20% di tutto il petrolio prodotto al mondo.
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Il taglio delle accise sui carburanti
In realtà, il fatto che alcuni benzinai abbiano esaurito le scorte non dipende direttamente da quello che sta succedendo in Medio Oriente, ma ha più a che fare con il taglio delle accise disposto dal governo di Giorgia Meloni lo scorso 19 marzo.
Automobilisti in massa verso i distributori più convenienti
Molti automobilisti, complice la sforbiciata di circa 25 centesimi sulle accise dei carburanti, si sono infatti riversati in massa a fare rifornimento dai distributori locali, scegliendo in particolare quelli con i prezzi più bassi rispetto agli altri. Il risultato è che in alcuni posti le scorte immediatamente disponibili sono finite rapidamente.
Benzinai senza carburanti
I rifornimenti vengono però solitamente fatti una volta alla settimana. È per questo che, per alcuni giorni, i distributori più convenienti, dopo essere stati presi d’assalto dagli automobilisti, sono rimasti senza carburanti.
La speculazione
Intanto continuano le operazioni per frenare la speculazione di alcuni operatori, che hanno alzato i prezzi ingiustificatamente, sulla scia delle preoccupazioni per la guerra e del rialzo del prezzo del petrolio. La Guardia di Finanza ha sanzionato diversi distributori per omessa comunicazione dei prezzi praticati al portale Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), obbligatoria (con cadenza settimanale) anche in assenza di variazioni. La violazione comporta una sanzione amministrativa fino a 2mila euro.
Mimit: "In Italia gli aumenti dei carburanti più contenuti in Ue"
Intanto, il 26 marzo, il Mimit faceva sapere che “a quasi un mese dall'inizio delle guerra del Golfo, che ha pesantemente inciso sull'andamento dei mercati energetici internazionali, l'Italia registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell'Unione europea, Francia e Germania". I dati presi a parametro sono quelli dell'ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, che monitora le variazioni dei prezzi medi settimanali nei Paesi Ue.
Gasolio in autostrada oltre i 2,1 euro al litro
Alla stessa data, il ministero rendeva anche noto che il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,743 euro a litro per la benzina e a 2,040 euro a litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 1,806 euro per la benzina e di 2,102 euro al litro per il gasolio.
Codacons: "Taglio delle accise neutralizzato dai rincari"
Nonostante la soddisfazione del governo, il Codacons fa notare come in una sola settimana, da quando il taglio delle accise è stato varato dal governo, i risparmi per i cittadini sono stati “letteralmente mangiati dai rincari dei listini alla pompa, al punto che per il gasolio la riduzione effettiva dei prezzi rispetto al giorno precedente il taglio delle accise è di appena 6 centesimi di euro al litro, rispetto ai -24,4 centesimi della misura fiscale, con una maggiore spesa da +9,2 euro a pieno per gli automobilisti".
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