Ricchezza in Italia, Isee medio più alto al Nord: ecco come è cambiato dal 2016 a oggi

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

L’ultimo aggiornamento sull’Isee diffuso dall’INPS restituisce un’immagine articolata delle condizioni economiche delle famiglie italiane e della platea che accede alle prestazioni sociali agevolate. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

L’analisi

La fotografia scattata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale conferma una presenza strutturale di nuclei con valori medio-bassi, a dimostrazione del ruolo centrale del welfare nel sostenere una parte significativa della popolazione. Le differenze territoriali restano marcate: nel Mezzogiorno prevalgono dichiarazioni con indicatori più contenuti, mentre nel Centro-Nord, pur in un contesto mediamente più ricco, rimane ampia la quota di famiglie che rientra nei requisiti per ottenere benefici.

 

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In crescita l’Isee nazionale

Nel 2025 l’Isee medio nazionale si attesta intorno ai 17.600 euro, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il dato medio nasconde una forte disomogeneità territoriale: nel Nord i valori superano i 20 mila euro, mentre nel Sud si collocano attorno ai 14 mila.

 

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Le macroaree

Entrando nel dettaglio geografico, il Nordest si conferma l’area con i valori medi più elevati, superando i 21mila euro, seguito dal Nordovest (oltre i 19.600 euro) e dal Centro (circa 19.500 euro). Più indietro si collocano Sud e Isole, rispettivamente intorno ai 14.800 e ai 14.100 euro. Il confronto con gli anni precedenti mostra un incremento diffuso in tutte le macroaree, ma non sufficiente a ridurre in modo significativo la distanza tra le diverse zone del Paese.

Dal 2016 ad oggi

Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’andamento dell’Isee nel lungo periodo. L’analisi evidenzia come, dal 2016 al 2025, l’indicatore sia cresciuto in maniera consistente in gran parte del territorio nazionale, ma con intensità molto diverse da provincia a provincia. Alcuni territori hanno registrato aumenti particolarmente marcati: è il caso di Modena, dove l’incremento sfiora il 90%. Al contrario, realtà come Roma mostrano una crescita più contenuta, poco superiore al 25%. Questo dimostra che, accanto al divario geografico, esiste anche una forte eterogeneità nei percorsi di crescita economica locali.

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A livello regionale

Per quanto riguarda le regioni, il primato spetta al Trentino-Alto Adige, che supera i 23 mila euro medi, seguito da Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia, tutte stabilmente sopra i 21 mila euro. Subito dopo si collocano Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, anch’esse oltre la soglia dei 20 mila euro. In una fascia intermedia, tra i 19 e i 20 mila euro, rientrano Marche, Lombardia, Piemonte e Umbria. Scendendo, Lazio, Liguria e Abruzzo si posizionano tra i 18 e i 19 mila euro, mentre Molise e Basilicata si collocano poco sotto. Sardegna e Puglia restano su valori più bassi, intorno ai 16 mila euro. In coda alla classifica si confermano Campania, Sicilia e Calabria, con medie comprese tra circa 13 mila e 14 mila euro, a testimonianza di un divario che negli anni non si è ridotto in modo significativo.

A livello provinciale

La graduatoria provinciale vede Lecco in testa con un Isee medio superiore ai 23.400 euro, seguita dalle province autonome di Bolzano e Trento. Subito dietro si trovano realtà come Firenze, Belluno, Sondrio e Pordenone, tutte caratterizzate da livelli elevati. Un ampio gruppo di province del Centro-Nord si colloca tra i 22 mila e i 20 mila euro, mentre una fascia molto estesa si distribuisce tra i 20 mila e i 18 mila euro, comprendendo grandi aree urbane come Torino, Milano, Roma e Genova. Nel Centro-Sud e nelle Isole si concentra invece la parte più ampia delle province con valori compresi tra i 18 mila e i 14 mila euro, a conferma di un quadro territoriale fortemente polarizzato.

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In fondo alla classifica

Nella parte finale della classifica si trovano diverse province del Sud con valori tra i 14 mila e i 13 mila euro. Ancora più in basso si collocano Palermo e Napoli, mentre Crotone registra il livello più contenuto, scendendo sotto gli 11 mila euro secondo le elaborazioni più aggiornate. Questi dati evidenziano come, nonostante la crescita generale, persistano aree in cui la condizione economica media resta particolarmente fragile.

L’Isee delle famiglie

L’analisi per composizione dei nuclei familiari mostra che le famiglie numerose e quelle monogenitoriali tendono ad avere Isee più bassi, risultando quindi maggiormente esposte a situazioni di vulnerabilità economica. Un ricorso significativo all’indicatore si registra anche tra i giovani e gli studenti universitari, che lo utilizzano per accedere a riduzioni e agevolazioni, confermando il ruolo centrale dell’Isee nel sistema di sostegno sociale.

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Cos’è l’Isee

Il valore Isee è il risultato della combinazione di una componente reddituale e di una patrimoniale, che determinano il cosiddetto valore Ise (Indicatore della Situazione Economica), rapportato successivamente alla scala di equivalenza per tenere conto della composizione del nucleo familiare. L'Indicatore della Situazione Reddituale (Isr) è dato dalla somma di tutti i redditi dei componenti il nucleo familiare al netto di predeterminate spese e franchigie. L'Indicatore della Situazione Patrimoniale (Isp) è dato dalla somma del patrimonio immobiliare e mobiliare, al netto delle rispettive detrazioni e franchigie.

 

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