Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure

Economia
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Introduzione

Il 18 marzo il governo di Giorgia Meloni, in un Cdm durato circa mezz’ora, ha dato il via libera a un decreto legge contro il caro carburanti legato alla crisi in Medio Oriente e alla guerra all’Iran. È "un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell'immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”, ha spiegato la premier. “Continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione”, ha aggiunto. Il decreto legge è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ecco le misure contenute nel provvedimento

Quello che devi sapere

Interventi a tempo

Il decreto legge sui carburanti approvato in Consiglio dei ministri contiene un pacchetto di interventi a tempo. Il governo, comunque, è pronto ad allungare la durata delle misure se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.

 

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Cosa prevede

Sono previsti:

  • un taglio delle accise per 20 giorni con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl;
  • un credito di imposta sul gasolio per gli autotrasportatori e del 20% per i pescherecci per i tre mesi da marzo a maggio;
  • un rafforzamento dei controlli anti-speculazione, affidati a Mister Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese), Guardia di Finanza e Antitrust.

 

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Quanto vale

Il decreto contro il caro carburanti varato dal Consiglio dei ministri, secondo quanto emerso, vale poco più di mezzo miliardo di euro. A quanto si apprende, per il taglio delle accise e per i crediti d'imposta a favore di autotrasportatori e pescherecci sono stati stanziati tra i 500 e i 600 milioni di euro.

 

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I tre punti principali secondo Meloni

La premier Giorgia Meloni ha illustrato così il provvedimento: “Il decreto legge prevede sostanzialmente tre cose:

  • primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti;
  • secondo, introduciamo un credito d'imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all'aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l'aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo. È una misura che, tra l'altro, viene prevista anche per i nostri pescatori.
  • Terzo e ultimo punto molto importante, soprattutto se collegato agli altri, è che prevediamo un meccanismo antispeculazione. Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori. È un meccanismo che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale".

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Il taglio delle accise

Entrando nel dettaglio, il decreto legge prevede un taglio delle accise sui carburanti per 20 giorni (con conseguente calo dell'Iva), che consentirà di ridurre di 25 centesimi di euro al litro i prezzi alla pompa. Non è stato inserito nel provvedimento l'annunciato rafforzamento della social card sui carburanti per le famiglie meno abbienti: la misura avrebbe riguardato solo i redditi bassi ed è stata riassorbita nel generale taglio delle accise, che invece riguarda tutti.

Gli autotrasportatori

Agli autotrasportatori, come già annunciato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, viene riconosciuto un credito d'imposta sull'acquisto di gasolio. La percentuale è ancora da definire nel dettaglio e sarà stabilita in un secondo provvedimento.

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Le imprese della pesca

Il decreto comprende anche misure a favore delle imprese della pesca, che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti. Per le imprese della pesca, come ha annunciato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, è infatti previsto un credito di imposta di 10 milioni di euro destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante a partire da marzo, aprile e maggio del 2026 nella misura del 20%.

Lollobrigida: “Sostegno concreto al settore ittico italiano”

"Il governo dà un sostegno concreto al settore ittico italiano, con il credito di imposta del 20% per l'acquisto dei carburanti", ha spiegato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. "A partire da oggi – ha precisato il ministro - le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni. È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche sia sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall'aumento dei costi di produzione sopportati dai pescatori".

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I controlli e le sanzioni

Il decreto legge prevede anche nuovi controlli. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Mister Prezzi, la Guardia di Finanza e l'Antitrust sono mobilitate per uno speciale regime di controllo dei "fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti". Sono previste sanzioni, e nei casi estremi, denunce alla magistratura "per verificare la sussistenza del reato di 'manovre speculative'".

 

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