Borse, Piazza Affari e listini Europa in rosso. Sale ancora il prezzo del petrolio

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Tutti i mercati europei negativi, in una seduta su cui pesa l'escalation in Medio Oriente con gli attacchi alle raffinerie e alle infrastrutture energetiche. Brent tocca un massimo di 118 dollari, balzo del prezzo del gas che schizza in avvio a 74 euro, poi ripiega

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Altra giornata molto negativa per le Borse. Piazza Affari, insieme agli altri listini europei, prosegue in rosso in una seduta su cui pesa l'escalation in Medio Oriente con gli attacchi alle raffinerie e alle infrastrutture del gas. In tarda mattinata il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,5%. Lo spread tra Btp e Bund resta in rialzo su quota 84 punti. Salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano al 3,82%. L'Oat francese è al 3,67% mentre il 10 anni tedesco sfiora il 3%.

Le piazze europee

Al clima generale contribuisce poi il messaggio restrittivo da parte della Fed mentre oggi è attesa la Bce. Tra le singole Piazze, Francoforte lascia il 2,4%, Parigi l'1,74%, Londra l'1,99%, Madrid il 2,1%. Sul fronte dei cambi l'euro si apprezza sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1472 sul biglietto verde.

In calo l’Asia

Borse di Asia e Pacifico in caduta con Tokyo in testa dopo che la Boj, la Banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull'inflazione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzen il 2,27%, Shanghai l'1,39%, Seul il il 2,7%.

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Schizza il prezzo del petrolio

Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 63 euro al megawattora con un rialzo del 16%. Sale anche il petrolio con il brent che ha toccato un massimo a 118 dollari per poi limare a 114 dollari (+6,5%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. L'oro scende del 5% a 4.700 dollari mentre l'argento cede oltre il 10% poco sopra i 70 dollari l’oncia.

Gli analisti: “Caos Medio Oriente scatena volatilità di gas e petrolio”

Secondo lo scenario delineato dagli analisti e gestori finanziari torna la volatilità. "Questa mattina i prezzi del petrolio Brent sono saliti, proseguendo il trend positivo della seduta precedente. Dal punto di vista dei mercati finanziari, la guerra in Iran è entrata in una nuova fase in seguito agli attacchi mirati sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro i giacimenti di gas iraniani, ai quali Teheran ha risposto minacciando di mettere fuori uso le infrastrutture di produzione energetica della regione", afferma Ricardo Evangelista, senior analyst ActivTrades. "Questi sviluppi - aggiunge - hanno innescato una reazione dei mercati, che hanno scontato un aumento dei rischi legati a un'interruzione prolungata dell'approvvigionamento petrolifero dal Golfo Persico. La situazione è ora più preoccupante per gli operatori petroliferi perché l'interruzione dei mercati energetici globali potrebbe estendersi oltre la limitazione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, fino a compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione di petrolio e gas al mondo".

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