Il conflitto in Medio Oriente alimenta i timori di consistenti rincari ai danni dei consumatori e delle imprese. Il rischio, infatti, è quello che i fornitori alzino da subito i prezzi per chi dispone di contratti variabili oppure optino per delle modifiche unilaterali per chi ha contratti fissi. Anche di questo si è parlato nella puntata del 17 marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
Fanno ancora discutere i possibili aumenti delle bollette di luce e gas a seguito della guerra in Iran. Secondo le nuove proiezioni realizzate da Facile.it, al 17 marzo il prezzo per la bolletta annuale del gas per una famiglia media ha raggiunto 1.929 euro e quella per la luce 913 euro, con un aumento complessivo rispetto a prima della guerra in Iran di 416 euro. Aumenti destinati a ricadere anche sulle attività: Confesercenti ha infatti stimato un aumento di 900 milioni delle bollette per gli esercizi commerciali e turistici. I rincari dei prezzi di luce e gas sono stati al centro della puntata del 17 marzo di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
Il confronto e gli aumenti per la luce
Se si mette a confronto il prezzo della luce del 2021 con quello odierno, è evidente come allora ci fosse un prezzo sensibilmente più basso, intorno ai 90 euro al kilowattora, mentre oggi si viaggia sui 145 euro al kilowattora.
Per questo si registrano aumenti considerevoli: prendendo ad esempio il periodo di inizio e metà 2022, quando scoppiò la guerra in Ucraina, e confrontandolo con oggi, si notano aumenti per tutti i nuclei, dai single fino alle famiglie di quattro persone.
Gli aumenti per il gas e il rischio di variazione dei prezzi
Storia diversa, invece, per il gas: il periodo primaverile-estivo è quello dove si registrano i consumi più bassi di gas, circa il 35% sul totale dell’intero anno.
Gli aumenti, però, non sono da escludere sin da subito: chi ha un contratto a prezzo variabile, sia per il gas ma anche per la luce, potrebbe registrare i primi aumenti nel giro di un paio di mesi al massimo, mentre chi ha il contratto fisso non registrerà nessun aumento fino a scadenza.
Anche in questo caso non vanno comunque escluse sorprese: sono sempre possibili, infatti, modifiche unilaterali del fornitore che, con un preavviso di tre mesi, potrebbe comunicare le nuove condizioni del contratto. A quel punto sta al cliente decidere se accettare oppure cambiare.