Iran, Borse Asia ed Europa in rosso. Wall Street chiude contrastata. Volano gas e petrolio
EconomiaAumentano le tensioni economiche e geopolitiche dopo l’attacco di Usa e Israele contro Teheran. Listini Asia giù: Tokyo -1,35%, Hong Kong -2%. Sale il petrolio. Giornata negativa anche per l'Europa, che chiude in rosso: Ftse Mib -1,97%, la peggiore è Madrid (-2,7%). Calo dell'1,65% dello Stoxx 600, l'indice dei principali titoli europei: questo ribasso equivale a 314 miliardi di euro di capitalizzazione andata in fumo in un giorno. Wall Street chiude contrastata
L'attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran avviato nel fine settimana ha avuto pesanti impatti anche sulle Borse, nella giornata di riapertura. Le Borse europee hanno risentito della crisi in Medio Oriente e chiuso in rosso: calo dell'1,65% dello Stoxx 600, l'indice dei principali titoli europei. Questo ribasso equivale a 314 miliardi di euro di capitalizzazione andata in fumo in un giorno. Wall Street ha chiuso contrastata. Aumentano anche i timori per i danni al commercio internazionale con la chiusura dello stretto di Hormuz. Una circostanza che ha provocato il balzo del prezzo del petrolio e un forte rialzo per il gas: il petrolio ha chiuso in rialzo a New York, dove le quotazioni guadagnano il 6,09% a 71,10 dollari al barile, mentre il prezzo del gas è schizzato al rialzo di quasi il 40%. Vola anche il metano. Oro sostanzialmente stabile. Anche i mercati asiatici hanno chiuso in netto calo. In rosso Tokyo (-1,35%). Sui mercati valutari lo yen torna a deprezzarsi sul dollaro, a un livello di 156,80, ed è stabile sull'euro poco sopra a 184. Giù Hong Kong (-2%), Shenzhen (-0,6%), Seul (-1%) e Mumbai (-1,8%). In controtendenza Shanghai (+0,5%).
Le Borse europee
Tra le Borse europee la peggiore è Madrid, che ha chiuso con un calo del 2,7%, seguita da Francoforte che ha perso il 2,6%. Il listino di Parigi ha ceduto il 2,1%, mentre Londra ha segnato un calo finale dell'1,2% e Amsterdam di un punto percentuale, con questi due ultimi mercati azionari nel primo giorno di contrattazioni dopo l'attacco all'Iran sostenuti dai titoli dell'energia e della Difesa.
Anche Milano in calo
La Borsa di Milano, insieme alle altre Piazze europee, ha aperto in caduta libera sugli effetti della crisi in Medio Oriente. Il Ftse Mib in avvio ha lasciato sul terreno l'1,9%. In giornata è sceso a -2,2%, poi ha concluso in ribasso dell'1,97% a 46.280 punti. Spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni senza variazioni di rilievo: il differenziale ha concluso la seduta a 64 punti base, sullo stesso livello dell'avvio. Tra qualche tensione per i rendimenti dei titoli di Stato europei saliti mediamente tra i sei e gli otto 'basis point', il rendimento del prodotto del Tesoro è al 3,35%. A Piazza Affari male Stellantis, che ha perso oltre il 7% e le banche, con Bper in calo del 4%. Bene invece Leonardo in aumento del 2,5% sfruttando i rialzi del settore (Bae +6%). E forte soprattutto Eni grazie agli aumenti nell'energia, con il titolo salito del 3,6% finale.
Wall Street contrastata
Wall Street ha chiuso contrastata. In apertura il Dow Jones ha ceduto lo 0,61% a 48.681,26 punti, il Nasdaq ha lasciato lo 0,39% a 22.580,60 punti e lo S&P 500 ha perso lo 0,45% a 6.847,87 punti. In chiusura, invece, il Dow Jones perde lo 0,15% a DJIA 48.904,78 punti, il Nasdaq sale dello 0,36% a 22.748,86 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,04% 6.881,59 punti. Al termine delle contrattazioni di Wall Street, il dollaro è scambiato a 157,35 yen, 0,7461 sterline e 0,7795 franchi svizzeri. L'euro è scambiato a 1,1693 dollari dopo la chiusura di Wall Street. La moneta unica perde lo 0,72% verso il biglietto verde.
Vola il petrolio, in forte rialzo il gas
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha spinto il petrolio, che a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Poi ha chiuso guadagnano il 6,09% a 71,10 dollari al barile. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile. Il future sul metano con consegna ad aprile ha chiuso ad Amsterdam con un boom del 39% a 44,5 euro al Megawattora. Il massimo di giornata è stato a quota 49 euro, sui livelli più elevati dall'ottobre del 2022. I rialzi già registrati in mattinata sono stati ulteriormente spinti a metà giornata dall'annuncio di QatarEnergy sull'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto e prodotti correlati dopo gli attacchi militari ai suoi impianti a Ras Laffan, il più grande impianto del settore al mondo. Questa mattina in Italia si è registrato un deciso rialzo dei prezzi dei carburanti. Il gasolio è al livello più alto dal 28 febbraio 2025. Staffetta Quotidiana precisa tuttavia che "è solo l'inizio": gli aumenti non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere di oggi, quindi "gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani".