Dall'analisi realizzata da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne emerge che l’Italia è nei primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese
Competitivi perché sostenibili è il nuovo studio realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne che, attraverso l'analisi dei brevetti green offre indicazioni preziose sui settori e sui territori in cui l’innovazione si addensa e consente di approfondire il legame tra innovazione verde e competitività. Presentato presso il Ministero del made In Italy, da Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola; Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere; Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Antonio Romeo, Dirigente Area Innovazione e Digitale Unioncamere, i dati contenuti nello studio dimostrano che l’Italia è un Paese che investe e nella sostenibilità.
Presidente Fondazione Symbola Ermete Realacci: “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali”
“L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali – ha dichiarato il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea”.
Potrebbe interessarti
MADE, dalla periferia di Milano parte il futuro della nostra industria
Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli: “La proprietà intellettuale deve essere tutelata con i brevetti”
“L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”.
Potrebbe interessarti
Sostenibilità aziendale, cosa prevede il pacchetto Ue
Lo studio
Dall'analisi emerge che l’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese dopo Germania e Austria. Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti. Il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media UE; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; e le tecnologie ICT per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni.
Lo studio evidenzia anche il nesso innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green).
Potrebbe interessarti
Case green, in Italia emissioni di CO2 ridotte del 14% in 6 anni
Le regioni e i settori che trainano l'innovazione
Le regioni del Nord – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte – trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know-how industriale in soluzioni concrete. Le imprese,i infatti, risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%.
Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), Telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%).
Potrebbe interessarti
Istat, nel 2025 la produzione industriale giù del 0,9%: i dati
Digitalizzazione dei processi produttivi e gestione efficiente delle risorse nel settore tecnologico
A livello di ambiti tecnologici si rileva una forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali. Si tratta di un insieme di innovazioni che contribuiscono alla sostenibilità migliorando l’efficienza dei processi interni e riducendo consumi, sprechi ed emissioni. A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche. In questo caso si tratta di soluzioni cruciali per garantire prestazioni energetiche elevate e un controllo accurato delle infrastrutture elettriche. Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi, a confermare la centralità delle politiche di gestione sostenibile delle risorse idriche, sempre più strategiche in un contesto di crescente attenzione alla tutela ambientale. Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi.
Il rapporto completo si trova su www.symbola.net e www.unioncamere.gov.it