Pensioni, via libera dell’Inps alla ricongiunzione contributiva: ecco come funziona

Economia
©Ansa

Introduzione

Per i professionisti è ora possibile ricongiungere i contributi versati alla gestione separata Inps e le casse professionali. Chi presenterà domanda di ricongiunzione a partire dal 9 febbraio 2026, data di pubblicazione della circolare Inps n.15 che chiarisce i dettagli della normativa, potrà costruire la propria pensione utilizzando la ricongiunzione in entrata verso la gestione separata dell'Inps o in uscita, trasferendo i contributi versati in Inps verso la propria cassa professionale di iscrizione. Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

I soggetti interessati

Le indicazioni riguardano in particolare i professionisti che, nel corso della propria carriera, hanno versato contributi sia alla Gestione separata Inps sia alle Casse professionali istituite ai sensi dei decreti legislativi n. 509 del 1994 e n. 103 del 1996, spesso a causa di percorsi lavorativi discontinui o caratterizzati da cambi di status tra lavoro autonomo, collaborazione e libera professione ordinistica.

 

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Calderone: “La ricongiunzione valorizza ogni esperienza contributiva”

“Lo Stato accompagna i professionisti, soprattutto i più giovani, nella costruzione di una pensione coerente con la loro storia lavorativa, senza penalizzazioni dovute alla frammentazione dei percorsi. La ricongiunzione consente di valorizzare ogni esperienza contributiva e di trasformarla in un diritto previdenziale pieno. Continuiamo a lavorare per un sistema previdenziale più moderno, più equo e capace di riconoscere la ricchezza e la complessità del lavoro contemporaneo", ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

 

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I limiti della Gestione separata

Restano tuttavia alcuni limiti stringenti, legati alla natura giuridica della Gestione separata, che è interamente basata sul sistema contributivo. Proprio per questo “non saranno ammesse le domande per una ricongiunzione in entrata verso la Gestione separata di chi possiede periodi contributivi precedenti al 1° aprile 1996”, data di istituzione dell’obbligo contributivo per tale gestione. La normativa, infatti, non consente di estendere retroattivamente il suo ambito di applicazione a periodi anteriori alla nascita della gestione stessa, né di superare il principio del calcolo contributivo integrale delle prestazioni.

Impossibili le ricongiunzioni parziali

Un ulteriore vincolo riguarda l’impossibilità di effettuare ricongiunzioni parziali: la domanda deve riguardare tutta la contribuzione disponibile presso le altre forme previdenziali. Sono inoltre esclusi dall’operazione i periodi già utilizzati per il conseguimento di una pensione. Secondo quanto chiarito dall’Inps, la ricongiunzione “non può essere utilizzata quale strumento per estendere retroattivamente l’ambito di operatività della Gestione separata” e deve quindi rispettare integralmente l’assetto normativo vigente.

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L'aliquota che viene applicata

Dal punto di vista economico, la ricongiunzione è onerosa e il costo è a carico dell’interessato. L’onere viene determinato con il meccanismo del calcolo a percentuale, applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica di destinazione. Per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata e non titolari di pensione, l’aliquota IVS di riferimento è pari, per il 2025, al 33%.

La retribuzione di riferimento

Per quanto riguarda la retribuzione di riferimento, l’aliquota è applicata alla retribuzione di riferimento individuata nella retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda (o al minore numero di mesi disponibili). L’importo retributivo di riferimento è determinato utilizzando anche le retribuzioni dei periodi ricongiunti (ove ricadenti nell’arco temporale degli ultimi dodici mesi), provenienti da altre gestioni pensionistiche.

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Da quando decorre la rivalutazione del montante

La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinata dalla legge n. 335 del 1995 decorre dalla data della domanda di ricongiunzione, con effetti sia sul diritto sia sulla misura della prestazione pensionistica futura. L’Istituto ha inoltre precisato che potranno essere fornite ulteriori indicazioni operative con successivi messaggi, tenuto conto delle diverse fattispecie applicative che potrebbero emergere nella gestione delle domande.

L’obiettivo dell’intervento

L’intervento normativo si colloca in un contesto di crescente mobilità professionale, nel quale carriere ibride e non lineari rendono sempre più frequente la presenza di contributi dispersi tra più gestioni. La ricongiunzione rappresenta quindi uno strumento volto a ricomporre tali frammentazioni, assicurando maggiore certezza normativa, uniformità di trattamento e coerenza applicativa, con l’intento di offrire ai lavoratori interessati un quadro chiaro e aggiornato per la tutela dei propri diritti previdenziali.

 

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