Oltre le stime, Unicredit da record nel 2025: l'utile a 10,6 miliardi

Economia

In particolare, nel trimestre l'utile è stato di 1,8 miliardi con un +17% anno su anno, ed un -30% trimestre su trimestre. I ricavi netti dell'anno da poco temrinato risultano pari a 23,9 miliardi (in diminuzione dell'1,4%)  composti da un margine di interesse registrato a a 13,7 miliardi, da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a 8,7 miliardi e, ancora, da rettifiche su crediti pari a 0,7 miliardi

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Il colosso bancario Unicredit ha messo in archivio un 2025 da record con un utile netto pari a 10,6 miliardi di euro (+14%), oltre a quanto potessero prevedere le stime. Si tratta di un risultato raggiunto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell'anno, anticipati "per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo". In particolare, nel trimestre l'utile è stato di 1,8 miliardi con un +17% anno su anno, ed un -30% trimestre su trimestre. I ricavi netti dell'anno da poco temrinato risultano pari a 23,9 miliardi (in diminuzione dell'1,4%)  composti da un margine di interesse registrato a a 13,7 miliardi, da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a 8,7 miliardi e, ancora, da rettifiche su crediti pari a 0,7 miliardi. 

La distribuzione agli azionisti

Per quanto concerne, poi, il fronte patrimoniale, Unicredit ha chiuso il 2025 con un CET1 ratio del 14,7%, confermando di fatto una significativa posizione di capitale. La banca ha, tra l'altro, annunciato una distribuzione complessiva agli azionisti pari a 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 miliardi sotto forma di dividendi. “Abbiamo concluso l’anno con una distribuzione tra le migliori del settore e con un’efficienza operativa pari al 38%”, ha commentato l’amministratore delegato Andrea Orcel, confermando come le prospettive restino positive.

Il piano per il 2026

Per il 2026, invece, Unicredit prevede ricavi netti superiori a 25 miliardi di euro, costi pari o inferiori a 9,4 miliardi ed un utile netto di circa 11 miliardi, con un RoTE superiore al 20%. Guardando ancora oltre, a livello temporale, il gruppo bancario stima per il 2028 ricavi netti intorno a 27,5 miliardi, in crescita con un tasso medio annuo del 5% nel periodo 2025-2028, costi inferiori a 9,2 miliardi e un utile netto di circa 13 miliardi, accompagnato da un RoTE oltre il 23% e da una crescita a doppia cifra di Eps e Dps.

Le remunerazioni

Non solo perchè risulta molto ambizioso anche il capitolo legato alle remunerazioni. Unicredit, infatti, mira a distribuzioni totali cumulate pari a circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e a circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni, con eventuali distribuzioni aggiuntive valutate di anno in anno in funzione del capitale in eccesso. La strategia del colosso della finanza resta dunque ben salda sull’accelerazione della crescita redditizia e sul rafforzamento delle quote di mercato, facendo leva sulla base clienti esistente, sugli investimenti nella prima linea, sulla maggiore integrazione tra fabbriche prodotto e rete distributiva e sull’utilizzo di intelligenza artificiale e tecnologia. “Rimaniamo focalizzati su un’esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico”, ha confermato lo stesso Orcel.

 

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