Stellantis crolla in Borsa, 22,2 miliardi di oneri per il cambio strategia sull’elettrico

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La nuova strategia ha portato alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività. "La reimpostazione punta a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione”, ha fatto sapere l'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che assicura: “Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato”. Crollo in Borsa del -19%

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La svolta verso l’elettrico costa cara a Stellantis. Il Gruppo non fa prezzo a Piazza Affari dopo l’annuncio di un cambio di strategia sull'elettrico che costerà 22 miliardi di oneri, provocando una perdita nel secondo semestre tra i 19 e i 21 miliardi di euro. Si parla di oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro nel 2025: la nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività. "La reimpostazione che abbiamo annunciato si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione”, ha fatto sapere l'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, parlando delle stime 2025 e della nuova strategia dell'azienda. Intanto il titolo di Stellantis sprofonda in Borsa cedendo il 19% a 6,61 euro e bruciando oltre 4 miliardi di euro di capitalizzazione.

Filosa: “Colmeremo gap col passato”

A provocare costi così elevati, per Filosa, sono state le stime errate sui tempi di transizione e le svalutazioni nel settore. “Gli oneri annunciati oggi - ha spiegato l’ad di Stellantis - riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l'impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo". Poi uno sguardo al futuro: “Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l'ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l'Investor Day del 21 maggio".

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Consegne nel quarto trimestre 2025 crescono del +9%

Stellantis stima consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua. A trainare la crescita è il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%, in crescita anche Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico. Come hanno spiegato dall’azienda, ciò è stato parzialmente compensato da un calo nell'Europa allargata, (26mila in meno pari al -4% su base annua) per l'effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive. Il miglioramento in Nord America riflette i benefici di una normalizzazione nella dinamica delle scorte, dopo gli interventi per ridurle avviate nell'anno precedente, e di un'accelerazione della domanda nella regione, con ordini nel quarto trimestre 2025 in crescita di quasi il 150% su base annua. Tale aumento è stato trainato in larga parte dalle nuove e rinnovate offerte dei marchi Jeep, Ram e Dodge.

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L'Europa allargata ha registrato una diminuzione di circa 26 mila unità, pari al 4% su base annua. Il segmento delle auto e quello dei veicoli commerciali leggeri hanno entrambi registrato un calo delle consegne. In crescita le consegne di quattro modelli su piattaforma Smart Car (Citroën C3, Citroën C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda), con 61.000 unità aggiuntive, pari al +127% su base annua, favorita dall'avanzamento nel lancio dei nuovi prodotti, all'interno di un'offerta sempre più ampia di varianti Bev, Mhev e a motore termico. Ciò non è stato sufficiente a compensare un calo complessivo di 21 mila unità nelle auto, pari al 4% su base annua, dovuto principalmente a Peugeot, le cui consegne sono diminuite di circa 30 mila unità, riflettendo la contrazione dei volumi di Peugeot 208 e Peugeot 308, prima del suo recente aggiornamento di metà ciclo.

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