Assegno unico, i beneficiari non dovranno rifare domanda per il 2026. Le regole Inps

Economia
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Introduzione

Le famiglie che risultano già destinatarie dell’Assegno unico e universale non saranno chiamate a presentare alcuna nuova istanza per proseguire nella percezione del contributo anche nel 2026. L’adempimento diventa necessario solo nei casi in cui la precedente richiesta risulti non più valida perché decaduta, annullata, rinunciata oppure respinta dallInps. L’indicazione arriva direttamente dallo stesso Istituto nazionale di previdenza sociale, che ha fornito i chiarimenti con la circolare n. 7 diffusa il 30 gennaio 2026. Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

Continuità automatica per chi è già beneficiario

Nel documento viene ribadito che l’erogazione della misura avviene in modo automatico e continuativo per tutti i nuclei familiari che hanno già ottenuto l’accoglimento della domanda negli anni precedenti.

 

Per approfondire: Pagamenti Inps febbraio 2026, il calendario completo

Nessuna nuova domanda, salvo variazioni

In presenza di una richiesta archiviata con esito positivo nei sistemi Inps, il pagamento dell’assegno prosegue d’ufficio, senza bisogno di ulteriori formalità. Questa impostazione discende dal principio di semplificazione amministrativa sancito dal decreto legislativo 230/2021, che attribuisce validità pluriennale alle domande già presentate. Resta però a carico delle famiglie l’obbligo di comunicare eventuali cambiamenti rilevanti rispetto alla situazione iniziale. Tra gli esempi più comuni rientrano la nascita di un nuovo figlio, che richiede l’inserimento di una nuova scheda, oppure l’aggiornamento dei dati relativi ai figli che raggiungono la maggiore età.

 

Per approfondire: Assegno unico 2026, ecco tutte le date dei pagamenti fino a dicembre: il calendario Inps

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Isee assente: importi ridotti da marzo

Un altro aspetto centrale riguarda il valore dell’Isee. Entro il 28 febbraio 2026 è necessario presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). L’assenza di una Dsu aggiornata comporta, a partire dalla mensilità di marzo, l’erogazione dell’Assegno unico con l’importo minimo stabilito per legge, pari a circa 58 euro. Tuttavia, chi presenterà una nuova Dsu entro il 30 giugno 2026 potrà beneficiare del ricalcolo delle somme già percepite dall’inizio dell’anno. In questo caso, l’adeguamento scatterà retroattivamente da marzo, con il riconoscimento degli arretrati spettanti. 

Rivalutazione di importi e soglie dal 1° gennaio

Nel rispetto degli obblighi di aggiornamento legati all’andamento del costo della vita, l’Inps ha comunicato anche la revisione degli importi dell’assegno e delle relative maggiorazioni, insieme alle soglie Isee di riferimento. La rivalutazione è operativa dal 1° gennaio 2026 e tiene conto dell’incremento dell’1,4%, calcolato sulla base dei dati Istat relativi al 2025. I nuovi valori sono riportati nella tabella allegata alla circolare e gli adeguamenti relativi alla mensilità di gennaio verranno materialmente riconosciuti a partire dai pagamenti di marzo.

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Nuovo Isee per le prestazioni familiari

Infine, l’Istituto ha richiamato una delle novità introdotte dalla legge 199/2025, che ha istituito, dal 1° gennaio 2026, una nuova tipologia di Isee dedicata alle prestazioni familiari e all’inclusione sociale. Questo indicatore sarà utilizzato anche per il calcolo dell’assegno unico. L’applicazione concreta del nuovo Isee, però, scatterà solo dalla mensilità di marzo 2026: per i pagamenti di gennaio e febbraio, infatti, continuerà a valere l’indicatore in corso di validità al 31 dicembre 2025

Cos’è l’Assegno unico

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico ed è attribuito per ogni figlio. A determinate condizioni, il contributo si dispiega fino al compimento dei 21 anni e non osserva invece limiti di età per i figli con disabilità.

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Il calendario 2026

Come riportato nel calendario ufficiale pubblicato dall'Inps, ecco quando - nei prossimi mesi - avverranno i pagamenti dell’Assegno universale per i percettori che non hanno comunicato variazioni:

  • Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio;
  • Giovedì 19 e 20 marzo;
  • Lunedì 20 e martedì 21 aprile;
  • Mercoledì 20 e giovedì 21 maggio;
  • Giovedì 18 e venerdì 19 giugno;
  • Lunedì 20 e martedì 21 luglio;
  • Martedì 18 e mercoledì 19 agosto;
  • Lunedì 21 e martedì 22 settembre;
  • Mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre;
  • Giovedì 19 e venerdì 20 novembre;
  • Mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre.

In base a cosa varia l’importo

L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare attestato dall’Isee valido al momento della domanda. Cambia anche a seconda dell’età, del numero dei figli e di eventuali situazioni di disabilità degli stessi.

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Dsu precompilata

Per l’invio della Dsu aggiornata è necessario accedere al portale dell’Inps tramite Spid, Cie o Cns e utilizzare il servizio Isee precompilato. In alternativa, è possibile chiedere l’assistenza presso Caf o Patronati. Sull’app Inps mobile è attiva la Dsu mini precompilata che tuttavia non contempla diverse voci, come il riconoscimento dello studio universitario, i casi di disabilità, la presenza di genitori non conviventi o non coniugati e altre situazioni fiscali particolari.

 

Per approfondire: Isee 2026, come cambia il calcolo per famiglie con figli: nuovi importi per assegno unico

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