Assegno unico 2026, ecco tutte le date dei pagamenti fino a dicembre: il calendario Inps

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha reso noto, nel messaggio n.3931/2025, il calendario 2026 dei pagamenti dell’Assegno unico e universale per i figli a carico (Auu). Per il mese corrente, i versamenti avverranno nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio e riguarderanno le prestazioni in corso che non hanno subìto variazioni. Per i nuovi richiedenti, il primo accredito si concretizza invece nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda. Ecco le altre date.

Quello che devi sapere

Cos’è l’Assegno unico

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico ed è attribuito per ogni figlio. A determinate condizioni, il contributo si dispiega fino al compimento dei 21 anni e non osserva invece limiti di età per i figli con disabilità.

 

Per approfondire: Assegno unico 2026, da gennaio cambiano gli importi per le famiglie: cosa sappiamo

Il calendario 2026

Come riportato nel calendario ufficiale pubblicato dall'Inps, ecco quando - nei prossimi mesi - avverranno i pagamenti dell’Assegno universale per i percettori che non hanno comunicato variazioni:

 

Mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio

 

Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio;

 

Giovedì 19 e 20 marzo;

 

Lunedì 20 e martedì 21 aprile;

 

Mercoledì 20 e giovedì 21 maggio;

 

Giovedì 18 e venerdì 19 giugno;

 

Lunedì 20 e martedì 21 luglio;

 

Martedì 18 e mercoledì 19 agosto;

 

Lunedì 21 e martedì 22 settembre;

 

Mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre;

 

Giovedì 19 e venerdì 20 novembre;

 

Mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre.

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In base a cosa varia l’importo

L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare attestato dall’Isee valido al momento della domanda. Cambia anche a seconda dell’età, del numero dei figli e di eventuali situazioni di disabilità degli stessi.

Entro il 28/2 la presentazione della Dsu

Per stabilire l’Isee 2026 del nucleo familiare è necessario presentare, entro il 28 febbraio, la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). L’assenza di una Dsu aggiornata comporta, a partire dalla mensilità di marzo, l’erogazione dell’Assegno unico con l’importo minimo stabilito per legge, pari a circa 58 euro

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Arretrati riconosciuti fino al 30/6

Fino al 30 giugno 2026 inoltre resta aperta un’ulteriore finestra temporale. La presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica entro tale scadenza dà diritto al ricalcolo retroattivo e, dunque, al riconoscimento degli arretrati.

Dsu precompilata

Per l’invio della Dsu aggiornata è necessario accedere al portale dell’Inps tramite Spid, Cie o Cns e utilizzare il servizio Isee precompilato. In alternativa, è possibile chiedere l’assistenza presso Caf o Patronati. Sull’app Inps mobile è attiva la Dsu mini precompilata che tuttavia non contempla diverse voci, come il riconoscimento dello studio universitario, i casi di disabilità, la presenza di genitori non conviventi o non coniugati e altre situazioni fiscali particolari.

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Rivalutazione su inflazione dell’1,4%

Per il 2026 gli importi dell’Assegno Unico subiscono diverse modifiche, alcune delle quali ordinarie, come l’adeguamento automatico degli importi previdenziali e assistenziali fissato, a fine novembre scorso, dal Ministero dell’Economia. L’indicatore che determina l’aggiornamento delle cifre è l’indice Famiglie di operai e impiegati (Foi), utilizzato per misurare l’andamento dell’inflazione. Il valore stabilito per quest’anno è pari all’1,4%, superiore alla percentuale applicata nel 2025, che era stata dello 0,8%.

Nuove modalità di calcolo Isee

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, dal primo gennaio scorso è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell'Isee che, come detto, comporta effetti diretti sull’importo del contributo. Obiettivo della misura è quello di rendere "più favorevole per le famiglie con figli l'accesso alle principali misure di inclusione sociale".

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Le soglie più alte

Il nuovo Isee prevede un innalzamento della franchigia sul valore dell'abitazione principale, che sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari fatta eccezione per quelli la cui casa è ubicata nel Comune capoluogo di una delle Città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia) per i quali la franchigia è fissata a 120mila euro.

Gli aumenti per ogni figlio successivo al primo

A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Vengono inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza Isee in base al numero dei figli presenti nel nucleo familiare, rendendo il calcolo dell'indicatore più favorevole per le famiglie numerose. Come specifica il messaggio Inps, le maggiorazioni della scala di equivalenza sono così rideterminate:

 

0,10 in caso di nuclei familiari con due figli;

0,25 in caso di nuclei familiari con tre figli;

0,40 in caso di nuclei familiari con quattro figli;

0,55 in caso di nuclei familiari con almeno cinque figli.

 

L'Inps ha chiarito che gli importi dell’Assegno relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell'Isee valido al 31 dicembre 2025. Le novità introdotte in Manovra faranno dunque sentire i loro effetti a partire dalla mensilità di marzo.

 

Per approfondire: Inps, da inizio 2026 in vigore nuova modalità di calcolo Isee: come cambiano i bonus

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