Il dollaro tocca i minimi dal 2022, Trump: “Fantastico”. Le ragioni del calo

Economia

Il presidente Usa accoglie con favore il calo del dollaro che dopo le sue dichiarazioni tocca i minimi dal 2022. Intanto il prezzo dell’oro resta in area record, dopo aver toccato brevemente quota 5.300 dollari l’oncia

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Nel giorno in cui è atteso l’esito del primo vertice di politica monetaria del 2026 della Federal Reserve e soprattutto le dichiarazioni del suo governatore Jerome Powell, l'euro si è portato sopra quota 1,20 dollari, superandola per la prima volta dal giugno del 2021. Il dollar index, che misura la forza della valuta a stelle e strisce rispetto alle altre sei principali divise, ha toccato il minimo da quattro anni a questa parte a 95,566. Determinante per questo significativo movimento verificatosi sul mercato valutario sarebbe stato il commento del presidente americano Donald Trump. Il capo della Casa Bianca ha definito con il termine «fantastico» la debolezza del dollaro, replicando – durante un evento in Iowa - a chi gli chiedeva se il biglietto verde avesse perso troppo terreno. 

Le prospettive per il 2026

Dall’inizio dell’anno il dollaro ha perso circa il 2,5% e secondo JPMorgan il processo di indebolimento non è ancora terminato. Anzi, Trump continuerà a chiedere un taglio dei tassi di interesse a Powell e a chi lo sostituirà a maggio, alla scadenza naturale del mandato dell’attuale governatore della Fed. E un calo dei tassi dovrebbe pesare ulteriormente sul dollaro. 

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Il record dell’oro

Nello stesso tempo, mentre il dollaro perdeva valore nel rapporto di cambio con le principali valute internazionali, si è verificato un rialzo graduale e ulteriore del prezzo del bene rifugio per eccellenza: l’oro. Il metallo giallo ha prima sfondato quota 5.200 dollari l’oncia e poi è salito brevemente anche sopra i 5.300 dollari. Non è volato solo l’oro, anche l’argento ha accelerato nelle ultime ore e ha visto un apprezzamento di circa l’8%. La debolezza del dollaro, che parte del mercato legge come una “perdita di fiducia” verso gli Usa, e i timori legati all’indipendenza della Fed sono i due fattori strutturali che hanno portato negli ultimi mesi una forte pressione al rialzo di metalli come l’oro e l’argento. 

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