Le prospettive di crescita dell'Italia per il 2026 sono ''moderatamente ottimistiche''. A metterlo nero su bianco è Confcommercio, nella previsione dell'Ufficio studi contenuta nella congiuntura economica. Il Pil è visto in leggera accelerazione rispetto al 2025, l’inflazione è stimata all’1,2%
Spiragli di luce sulla crescita economica dell’Italia. Si potrebbe sintetizzare così il rapporto congiunturale elaborato e diffuso dall'Ufficio studi di Confcommercio. Le prospettive di crescita per il 2026 sono moderatamente ottimistiche con un +0,9% nei dati grezzi, dopo il +0,6% del 2025.
In miglioramento
Il reddito disponibile reale ''torna a crescere e supera i livelli pre-pandemici'', registrando un +4,6% nei primi 3 trimestri del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2019 (pre pandemia). Mentre i consumi reali recuperano più lentamente (+1,2% nel 2025 rispetto al 2019) ma mostrano ''una chiara inversione di tendenza nella parte finale del 2025''.
I fattori che sono visti migliorare rispetto allo scorso anno e permettono a Confcommercio di prevedere una accelerazione del Pil sono: rientro dell'inflazione, recupero del potere d'acquisto e ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti. Elemento chiave, sottolinea l’Ufficio Studi, sarà l'evoluzione dei consumi, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi.
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Capacità di spesa, elemento chiave
Nella seconda parte del 2025 le intenzioni di spesa degli italiani risultano in aumento rispetto al 2024 e alla prima parte dell'anno appena finito. Un dato interessante a tal proposito è ad esempio il bilancio dell'ultimo Black Friday: la spesa complessiva degli italiani è stata di 4,9 miliardi di euro di spesa (+19,5%). Un altro dato ancora? I consumi natalizi indicano un incremento reale del 2,8% per famiglia. Migliorano anche le vendite al dettaglio in termini reali, con due mesi consecutivi di crescita congiunturale (+0,5% a ottobre e +0,6% a novembre), una sequenza che non si registrava dall'inizio del 2024. Insomma, i segnali che arrivano dal mondo retail sono buoni. E per quanto riguarda il mondo produttivo? La fiducia delle imprese, aggiunge Confcommercio, è in recupero da quattro mesi consecutivi. Tra queste, quelle che afferiscono al settore turistico hanno dato un contributo positivo al Pil, con presenze in aumento dell'1,6% nel bimestre ottobre-novembre.
Il commento
"Il risveglio dei consumi durante il Black Friday, il Natale e l'avvio dei saldi è certamente un segnale positivo che conferma il recupero della fiducia". È quanto dichiara il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando la congiuntura dell'ufficio studi della confederazione presentata oggi, che sulle prospettive future aggiunge: "Per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro".
L’indice dei prezzi al consumo
''L’inflazione, al netto degli elementi temporanei, ha cessato di rappresentare un freno strutturale per famiglie e imprese'', secondo l'Ufficio studi, che stima a gennaio una crescita tendenziale dello 0,7% (rispetto a +1,2% di dicembre).