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Groenlandia, il Parlamento europeo sospende l'intesa sui dazi con gli Usa

Economia
©IPA/Fotogramma

La conferma è arrivata da parte del presidente della commissione commercio internazionale dell'Eurocamera, Bernd Lange, che ha ribadito la decisione, già preannunciata ieri dal presidente del gruppo del Ppe, Manfred Weber. Anche considerando le nuove minacce di dazi, "Donald Trump ha rotto" il patto firmato a luglio in Scozia, ha proseguito Lange

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Il Parlamento europeo ha deciso ufficialmente di sospendere l'accordo commerciale con gli Stati Uniti, rinviando di fatto il suo via libera. Lo ha comunicato il presidente della commissione commercio internazionale dell'Eurocamera, Bernd Lange, parlando in conferenza stampa da Strasburgo. Lange ha così confermato la decisione, già preannunciata ieri dal presidente del gruppo del Ppe, Manfred Weber, in accordo con Socialisti e Liberali. Viste le nuove minacce di dazi "Donald Trump ha rotto" il patto firmato a luglio in Scozia, ha fatto sapere Lange. 

Il nodo legato alla Groenlandia

Trump, ha proseguito Lange, "sta usando i dazi per esercitare una pressione politica su di noi affinché vendiamo la Groenlandia. Per questo siamo stati molto chiari: la procedura resterà sospesa finché non ci sarà chiarezza sulla Groenlandia e su queste minacce". La minaccia di Washington, ha poi aggiunto, rappresenta "un vero e proprio attacco alla sovranità economica e alla sovranità territoriale e all'integrità dell'Ue". Parlando dal punto di vista personale, infine, Lange ha ribadito di ritenere necessari "ulteriori passi" come l'applicazione dei dazi sulle liste di prodotti Usa congelati a seguito dell'accordo di luglio, oltre che "l'attuazione dello strumento anti-coercizione", il bazooka Ue creato "per rispondere a un Paese terzo quando utilizza dazi o investimenti come strumenti di pressione politica". 

Cosa era successo in Scozia

Lo scorso luglio, in Scozia, Stati Uniti e Unione europea avevano raggiunto un accordo quadro sui dazi. Era stata confermata la tariffa base del 15% sulla maggioranza dei beni importati dall'Europa, come "auto, semiconduttori e prodotti farmaceutici", aveva spiegato Ursula von der Leyen. Erano stati concordati "dazi zero per zero", poi, su una serie di prodotti strategici, tra cui tutti gli aeromobili e i relativi componenti, alcuni prodotti chimici, alcuni farmaci generici, apparecchiature a semiconduttori, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime essenziali. I dettagli dell'intesa, era stato anche sottolineato, avrebbero dovuto esser comunque chiariti nei mesi successivi. Trump, all'epoca, aveva parlato di un "buon accordo". L'Ue, aveva fatto sapere il tycoon, "acquisterà dagli Stati Uniti  750 miliardi di energia e un'enorme quantità di equipaggiamento militare". 

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