Turismo e saldi 2026, Firenze domina lo shopping. Milano prima per spesa: la classifica
EconomiaIntroduzione
Dopo l’avvio, il 2 gennaio scorso, dei saldi invernali 2026 in Italia, un’indagine condotta da Confcommercio e Format Research ha preso in esame l’impatto dei flussi turistici sulle vendite a prezzi ribassati nelle principali città capoluogo. Firenze svetta nella classifica dei centri preferiti per lo shopping durante un viaggio di piacere. Il 42% dei visitatori che si trovano nel capoluogo toscano per motivi di svago entrano nei negozi in cerca di sconti su capi d’abbigliamento e calzature. Ecco i dati.
Quello che devi sapere
La classifica
Sul podio trovano spazio anche Milano e Napoli, entrambe città a forte vocazione turistica e commerciale. Nella metropoli lombarda il 38% dei turisti butta un occhio sulle offerte, due punti sopra il capoluogo partenopeo (35,8%). Segue in quarta posizione Roma con il 33,8% delle visite.
Per approfondire: Saldi 2026, le stime di Confcommercio: giro d'affari da 4,9 miliardi
Milano 'capitale dello scontrino'
Fin qui il numero dei visitatori. L’analisi ha preso in esame inoltre la spesa media destinata all’acquisto dei vestiti in saldo. Su questo fronte, la classifica vede un ribaltamento di posizioni con il primato di Milano dove un turista mette in conto in media una spesa di 184 euro. Scende al secondo posto Firenze con 168 euro mentre Roma guadagna il gradino più basso del podio con 162. Chiude Napoli con una spesa media più contenuta, pari a 110 euro per visitatore.
Per approfondire: Saldi invernali 2026, ecco cosa sapere
Roma meta preferita per la clientela internazionale
Dallo studio di Confcommercio e Format Research emerge poi che la Capitale è la città preferita per lo shopping condotto da una clientela internazionale: oltre un terzo (34%) dei turisti nei negozi arriva dall’estero, due punti sopra Milano (32%). A seguire, più staccate, si collocano Napoli e Firenze, rispettivamente al 21% e al 19%.
Il fattore made in Italy
A spingere gli acquisti dei clienti stranieri si conferma soprattutto il fattore made in Italy. Oltre la metà dei turisti (57,7%) opta per acquisti di grandi marchi dell’alta moda italiana, un dato in crescita di oltre 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Cresce inoltre la domanda di prodotti artigianali locali selezionati dal 23,8% degli acquirenti interessati all’aspetto identitario e alla qualità del territorio.
Felloni (Moda Italia-Confcommercio): “Per 60% negozi vendite positive"
Per Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, quasi sei negozi su dieci registrano vendite “in linea o migliori” rispetto ai saldi invernali 2025. “I risultati più performanti si concentrano nelle città e nelle aree a forte vocazione turistica, dove l'effetto shopping tourism si è fatto sentire in modo evidente”, afferma.
Il fenomeno shopping tourism
Secondo il numero uno dell’associazione di categoria, turismo e shopping si confermano “un binomio vincente”. I flussi sempre interconnessi trovano un'ulteriore spinta quando in città converge un turismo business legato a fiere o grandi eventi internazionali della moda, da Pitti alla fashion week milanese. “Un turismo, quindi, che evolve da quello leisure (piacere) d'inizio anno a quello 'bleisure', capace di coniugare lavoro e svago, che continua a sostenere i consumi nei negozi fisici”, sottolinea Felloni.
Federdistribuzione: “Incertezza condiziona i consumi”
I dati positivi sugli acquisti registrati nelle grandi città non trovano piena conferma in tutti i dati sulla spesa stimata dei consumatori. Federdistribuzione per esempio rileva un avvio fiacco della stagione dei saldi con una “cautela ancora marcata da parte delle famiglie”. “In questo scenario, diventa fondamentale sostenere una ripresa strutturale dei consumi nel corso del 2026, condizione indispensabile per garantire la sostenibilità economica delle imprese e la crescita futura del sistema Paese", afferma la sigla che riunisce le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non.
La spesa prevista
Sin dal debutto dei saldi invernali 2026 Confcommercio ha stimato una spesa media a persona di 137 euro per un giro di affari complessivo di 4,9 miliardi di euro.
Le stime
Secondo la stima dell'Ufficio Studi Confcommercio, saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato in questo primo scorcio dell'anno. Dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti emerge come il 92% sia interessato ad approfittare degli sconti, solo l'8% esclude acquisti, e il negozio fisico resti il perno dell'esperienza saldi per l'87%.
Centri medi in affanno
Non tutte le città registrano tuttavia un incremento del giro d’affari legati ai saldi. In diverse città di media grandezza, nonostante le vetrine colorate, le prime settimane di sconti hanno portato afflussi modesti nei negozi. Alcuni esercenti puntano il dito contro l’iniziativa nel periodo post-natalizio mentre altri imputano la causa alla possibilità per il cliente di trovare prezzi ribassati “tutto l’anno”.
Per approfondire: Saldi invernali 2026, i consigli di Altroconsumo per fare acquisti senza brutte sorprese