Saldi 2026, le stime di Confcommercio: giro d'affari da 4,9 miliardi

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Saldi invernali al via. Parte oggi la Valle d'Aosta, seguita sabato 3 gennaio dalle altre Regioni. Saranno 16 milioni, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato. Invece dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti emerge come il 92% sia interessato ad approfittare degli sconti, solo l'8% esclude acquisti, e il negozio fisico resti il perno dell'esperienza saldi per l'87%.

Quello che devi sapere

Le cifre e i consigli

Confcommercio stima che ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro, e con l’occasione - insieme a Federazione moda Italia - ricorda ai consumatori alcune accortezze per il corretto acquisto degli articoli in saldo:

  • Cambi: La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati.
  • Prova dei capi: Non c'è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante.
  • Pagamenti: Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  • Prodotti in vendita: I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  • Indicazione del prezzo: Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l'inizio dei saldi.

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Un italiano su 2 comprerà solo con l'offerta giusta

L'interesse teorico per i saldi è alto, ma l'esito pratico - secondo il sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti - dipenderà dall'appetibilità delle offerte messe in campo. Tra i consumatori prevale, infatti, la ricerca dell'occasione: il 40% ha già deciso cosa comprare - e 2 milioni di persone già lo hanno fatto in presaldo - ma più di uno su due (53%) dice che concluderà l'acquisto solo se troverà l'offerta giusta.

 

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Il budget

Tra chi ha già fissato un budget, rileva il sondaggio, la spesa media prevista è di 292 euro circa a persona, ma la mediana indica che uno su due spenderà 200 euro o meno: un divario che dice molto su come si distribuiscono gli acquisti. Il 54% dichiara di essersi dato un tetto di spesa per la moda, senza che questo significhi automaticamente un acquisto sicuro, perché la decisione finale dipende dalla convenienza percepita. Per quanto riguarda il budget, dal sondaggio emerge come ci sia un blocco ampio di consumatori che si muove su cifre contenute, mentre una minoranza di big spenders tira su la media: il 17% di chi ha pianificato un budget ha messo in conto almeno 500 euro, e un 4% 1.000 euro e oltre.

Negozio fisico o online?

L'esperienza dei saldi, rileva il sondaggio, resta legata al canale retail fisico: l'87% di chi è interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l'online è ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. Tra i 18-34 anni il digitale pesa di più, con l'online al 63%. Per macroarea, il fisico è più alto a Nord e Centro (89% in entrambi i casi) e più basso nel Mezzogiorno (82%).   

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Cosa si compra con i saldi

Quest'anno ci si concentra soprattutto sui capi utili per il quotidiano e sugli acquisti più tipici della stagione. Secondo la rilevazione di Ipsos per Confesercenti, in testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba. Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%. Tra i 18-34 anni aumenta l'orientamento verso capi più 'da uscita' e più legati allo stile: gli abiti e completi salgono al 35% (contro il 21% dei 35-65enni), le camicie al 33% (contro 23%) e cresce anche l'interesse per le scarpe, che arriva al 68%. Nel gruppo 35-65 anni, invece, pesa di più l'acquisto funzionale: restano alte scarpe (58%) e maglioni/felpe (57%), ma tengono anche intimo (31%) e capispalla (25%), con un profilo più legato al rinnovo dei capi base.

Confesercenti: "Riportare al centro trasparenza e concorrenza leale"

"I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori - commenta Confesercenti - Resta però evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L'acquisto, infatti, non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza. In questo quadro i negozi continuano a fare la differenza, perché offrono confronto immediato, consulenza e fiducia, mentre il digitale affianca e integra. Proprio per questo è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni: tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è di svuotare l'evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale. Un fenomeno già evidente: secondo le nostre stime, circa 2 milioni di persone hanno acquistato prima dell'avvio ufficiale. Serve riportare al centro trasparenza e concorrenza leale, con prezzi e sconti chiari e verificabili e con il pieno rispetto delle regole".

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Federmoda: "Si spera nel rilancio dei consumi"

"C'è grande attesa per i saldi invernali, appuntamento importante per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d'acquisto delle famiglie italiane", afferma il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni. "I saldi generano, infatti, benefici diffusi: consentono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare e a vivacizzare i centri urbani. Si tratta inoltre di un momento molto sentito anche sotto il profilo turistico, perché favorisce l'aumento dei flussi di visitatori, italiani e stranieri, alla ricerca di un'esperienza d'acquisto autentica", prosegue Felloni. "Un'esperienza che garantisce a tutti i consumatori convenienza reale, trasparenza e fiducia, anche grazie ad una data di avvio certa in tutta Italia e a una durata definita. Nei saldi - conclude - grazie al servizio e alla consulenza dei commercianti, gli acquisti sono più consapevoli e sostenibili, orientati alla qualità e lontani dalla logica dell'usa e getta".

Codacons: "Non sarà corsa agli acquisti, budget già compromessi"

Al contrario, secondo le stime del Codacons "i saldi non segneranno l'atteso rilancio dei consumi in apertura del 2026 e, al contrario, rischiano di tradursi in una forte delusione per i commercianti sul fronte del fatturato, complice la ridotta capacità di spesa delle famiglie dopo le festività natalizie e un anno segnato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi". Secondo l'associazione, "i budget degli italiani risultano già fortemente compromessi dalle spese sostenute tra Natale, Vigilia e Capodanno, che hanno aggravato un deficit generato dagli aumenti registrati nel corso del 2025 su beni alimentari, energia e trasporti. Una situazione che lascia poco margine agli acquisti non essenziali e che frena la propensione alla spesa proprio all'avvio dei saldi, riducendo il giro d'affari - che non supererà quest'anno quota 4,5 miliardi di euro, in netta diminuzione rispetto ai livelli di spesa pre-Covid". "Non ci attendiamo alcuna impennata delle vendite", spiega il Codacons. "Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno è una scelta quasi suicida, perché i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni. A questo si aggiunge, quest'anno più che mai, l'effetto Black Friday: quattro giorni di sconti speciali che hanno spinto molti consumatori ad anticipare acquisti che tradizionalmente sarebbero stati effettuati durante i saldi. Infine - conclude il Codacons - a decretare la crisi delle vendite di fine stagione contribuisce in modo determinante il commercio online, che grazie a promozioni valide tutto l'anno continua ad attrarre un numero crescente di cittadini, sottraendo ulteriori quote di mercato ai negozi tradizionali".

 

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