Introduzione
Manca pochissimo all’inizio dell’edizione 2026 del World Economic Forum, che come ogni anno si tiene nella città svizzera di Davos che dà informalmente il nome all’evento. Si tratta di un raduno che ha assunto nel corso del tempo una rilevanza planetaria, grazie anche alla costante presenza di leader politici ed economici. Il meeting di quest’anno è la 56esima edizione del WEF, e si tiene dal 19 al 23 gennaio, e il tema centrale è “A Spirit of Dialogue”, “Uno spirito di dialogo”.
Quello che devi sapere
Gli ospiti del WEF 2026
Quest’anno a Davos sono attesi circa 3mila partecipanti da quasi 130 Paesi. L’ospite più atteso è certamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sarà presente di persona dopo il collegamento video dello scorso anno. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà presente, e secondo fonti potrebbe siglare con l’inquilino della Casa Bianca un accordo da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. In Svizzera dovrebbe recarsi anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che potrebbe avere un incontro con Trump. Inoltre, scrive il WEF, quest’anno tra i partecipanti ci sono “amministratori delegati e presidenti delle società partner del Forum, insieme a capi di stato e di governo, funzionari pubblici del G7, G20, paesi BRICS e leader di organizzazioni internazionali”. E “la metà dei leader presenti provenienti dal Sud del mondo”.
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Il programma del WEF 2026
Ogni anno a Davos, come spiegato anche dal sito dell’evento, si riuniscono leader globali di governi, imprese, società civile e università per discutere su come rispondere alle più importanti sfide globali. E quest’anno i confronti saranno incentrati attorno a cinque domane cruciali per il prossimo futuro: come possiamo cooperare in un mondo diventato più teso? Come si possono sbloccare nuove fonti di crescita? Come si può investire meglio nel capitale umano? Come si può mettere in campo innovazione in modo diffuso e responsabile? Come si può costruire ricchezza nel rispetto dei limiti planetari? A rendere il WEF rilevante è “l’invito a prendere decisioni audaci”.
Lo scenario del WEF 2026
Intanto, due settimane prima del via di Davos 2026 è stato presentato il Barometro della Cooperazione Globale. Nel documento redatto dal WEF si legge che la cooperazione globale ha retto il colpo di fronte all'onda d'urto di Trump, della Russia avviata al quarto anno di guerra in Ucraina e di una Cina che ha dismesso i panni di difensore del libero commercio. Ma occorre fare di più, ora Paesi, istituzioni e imprese sono passati dal multilateralismo a una cooperazione "su misura", spesso regionale e rivolta agli 'amici'. E se la cooperazione ha retto sul clima o sull'innovazione tecnologica, restando stabile sui temi della salute, dei capitali e del commercio nonostante i dazi, viceversa sul piano della pace e sicurezza "i conflitti si sono intensificati" e "le spese militari sono aumentate" a partire dall'Europa. Un quadro geopolitico che ha il potenziale di mandare in frantumi la cooperazione fra Usa ed Europa in vigore dal dopoguerra.
La pace e la sicurezza
Su pace e sicurezza "la cooperazione globale è in forte declino, con l'escalation di conflitti in numerose parti del mondo", si legge nel Barometro 2026 che cita i conflitti in Ucraina, nei Territori palestinesi, Sudan, Myanmar, Repubblica democratica del Congo con un record storico di 123 milioni di sfollati nel mondo nel 2024. Ma anche l'ascesa degli attacchi alla cybersecurity e delle guerre ibride e il crollo dei meccanismi multilaterali a guida Onu. Eppure - spiega il presidente del Forum di Davos Borge Brende - la cooperazione globale "c'è ancora, anche se in una forma diversa": accordi 'su misura', maggiormente orientati agli interessi dei Paesi, volti al 'friend shoring' con cui si riportano produzioni delocalizzate verso Paesi 'amici'. In materia di innovazione e tecnologia, la cooperazione "è aumentata per sbloccare nuove capacità anche in presenza di controlli più severi", ha scritto il Wef.
Commercio e capitali
Per quanto concerne invece il commercio e i capitali, "la cooperazione è rimasta al di sopra dei valori del 2019" in termini di volumi, ma cresce "più lentamente rispetto all'economia globale, e i flussi si stanno spostando verso partner più allineati". E l'Europa, con la sua economia particolarmente aperta? Il Wef vede il bicchiere mezzo pieno di Paesi come la Spagna, "l'economia che cresce di più in tutto l'Ocse", dice Brende ma anche la parte vuota, come riforme finora mancate del Piano Draghi. Le imprese globali - dice il global managing partner di McKinsey Bob Sternfels - devono guardare ai rischi ma anche alle opportunità, a darsi una "resilienza interna di fronte a qualunque shock globale" e a imparare ad essere "sia global che local".
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