Pensioni, come funzionano i contributi versati all'estero? La videoguida dell'INPS

Economia
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Introduzione

I periodi di lavoro all’estero hanno ricadute dirette sulla maturazione dei requisiti contributivi necessari per poter garantirsi una pensione. In un contesto caratterizzato "da una crescente mobilità dei lavoratori, sia all'interno che al di fuori dell'Europa, e dalla frammentarietà delle carriere", l’INPS ha quindi realizzato una videoguida per far conoscere i servizi fondamentali in particolar modo ai giovani che lavorano in altri Paesi, favorendo così "la diffusione nelle nuove generazioni della cultura previdenziale, per consentire loro di compiere con consapevolezza scelte migliori per la costruzione di una solida posizione previdenziale". Ecco le indicazioni dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Quello che devi sapere

La guida dell'Inps per chi ha lavorato all'estero

Il vademecum dell’INPS illustra in particolare come visualizzare nell'estratto conto contributivo i periodi maturati anche all'estero, attraverso la domanda di estratto contributivo internazionale, e fornisce informazioni utili ai fini della totalizzazione internazionale con i Paesi che applicano i Regolamenti UE e con i Paesi extra UE convenzionati con l'Italia. Il video si trova sul canale YouTube INPS, sul profilo LinkedIn INPS_official e sul canale WhatsApp INPS.

 

Per approfondire: Inps, arriva il nuovo Portale delle Prestazioni di lavoro occasionale. Cosa sapere

L’estratto conto contributivo

Si parte da MyINPS, lo spazio personale a cui si accede tramite le credenziali Spid, Cie, CNS o eIDAS e dove si trovano i dati e le pratiche di ogni utente. Chi è dipendente del settore privato trova i contributi versati ogni mese dal datore di lavoro, calcolati sulla base della retribuzione annuale lorda, utili non solo per la futura pensione ma anche – ad esempio – per le prestazioni come maternità, malattia, disoccupazione e invalidità. Si può controllare lo stato dei versamenti sull’estratto conto contributivo, consultabile online oppure richiedile tramite Contact Center, presso le sedi dell’INPS o agli entri di patronato. Se si dovessero notare periodi mancanti, incongruenze o anomalie si possono richiedere delucidazioni tramite il servizio online dedicato alle segnalazioni contributive, oppure rivolgendosi a un patronato per assistenza in forma gratuita. 

 

Per approfondire: Il calendario con i pagamenti INPS di gennaio 2026

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L’estratto conto contributivo internazionale

Ed è qui che assume rilevanza l’aver svolto periodi di lavoro all’estero. Per visualizzare nell’estratto conto contributivo i contributi versati fuori dall’Italia bisogna presentare domanda di estratto contro contributivo internazionale, rivolgendosi di regola all’istituzione previdenziale dello Stato di residenza (e quindi, per chi risiede in Italia, sempre tramite MyINPS oppure chiedendolo a un patronato).

Come funzionano i contributi versati all’estero

La regola generale è che i contributi vengono versati nello Stato in cui si è lavorato: non sono trasferibili da un Paese all’altro e vengono comunque presi in considerazione sulla base delle normative vigenti nello Stato in cui sono stati versati e in base ai regolamenti dell’Unione europea, chiaramente se applicabili, o agli accordi bilaterali di sicurezza sociale.

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La totalizzazione internazionale

Per chi ha lavorato in Italia e poi lo ha fatto in un Paese dell’Ue o dello Spazio economico europeo, in Svizzera o nel Regno Unito o in uno Stato extra-Ue che ha stipulato un accordo con Roma che prevede la totalizzazione internazionale (come Canada, Stati Uniti, Brasile), i periodi contributivi non sovrapposti possono essere totalizzati, cioè sommati gratuitamente ai fini dell’accertamento del diritto alla pensione. Ogni Stato calcola la propria quota di pensione, sulla base di quanto versato, dando così origine a una pensione in regime internazionale. La totalizzazione è solitamente ammessa a condizione che si possano far valere almeno 52 settimane di contributi nel Paese che concede la pensione. 

I Paesi senza accordi di sicurezza sociale

Se invece si lavora in un Paese con cui l’Italia non ha stipulato accordi di sicurezza sociale, la regola generale è che i periodi di lavoro subordinato svolti all’estero possono essere riscattati a titolo oneroso, quindi pagando. La richiesta va fatta sul sito dell’INPS, tramite Contact Center o ente di patronato. Non c’è un limite temporale entro cui farlo, ma vanno presentati i documenti originali che risalgono al periodo di attività lavorativa in questione o a periodi successivi (comunque precedenti alla domanda di riscatto) che attestino la durata dell’impiego. 

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Il lavoro all’estero per un’azienda italiana

E ancora, l’INPS tratta il caso di chi viene inviato all’estero da un datore di lavoro italiano: secondo il principio del "distacco" resta assicurato in Italia, lo Stato in cui l’azienda ha sede. È però necessario che il datore richieda all’ente previdenziale il modello A1 valido nell’Ue, a dimostrazione della copertura previdenziale (serve anche per dare notizia del rapporto alle autorità del Paese estero). Si tratta comunque di una soluzione temporanea: il distacco di norma può durare un anno, con eventuali proroghe sulla base degli accordi bilaterali.

Quando dichiarare i redditi all’Agenzia delle Entrate

In ogni caso, si ricorda che chi è fiscalmente residente in Italia deve dichiarare i redditi che produce all’Agenzia delle Entrate. Lo stesso deve comunque fare chi risiede fiscalmente all’estero ma produce redditi in Italia.

 

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