Introduzione
Il Made in Italy inizia l’anno segnando un punto a suo favore nella questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Gli Usa hanno rivisto nettamente al ribasso l’imposta antidumping proposta sulla pasta italiana. La decisione è arrivata in anticipo rispetto alle conclusioni definitive dell'indagine attese formalmente per l'11 marzo. L'annuncio della Farnesina è arrivato in una fase in cui Washington ha anche reso noto il rinvio di nuovi aumenti tariffari su altri comparti manifatturieri come quello dei mobili.
Quello che devi sapere
Le nuove aliquote sulla pasta
La cosiddetta analisi post-preliminare sulla pasta italiana ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria il 4 settembre scorso: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri undici produttori non campionati, tra cui Barilla. Le nuove aliquote sono state comunicate prima della chiusura formale dell'indagine, prevista appunto per l'11 marzo.
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La nota della Farnesina
Secondo la Farnesina, “la rideterminazione dei dazi è segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi”. La svolta è prova anche “dell'efficacia del sostegno assicurato dalla Farnesina e dal Governo sin dal principio”. Alla revisione, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri, hanno contribuito anche le iniziative diplomatiche italiane e il sostegno della Commissione europea, che hanno depositato memorie difensive a supporto delle aziende coinvolte nell’indagine.
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La procedura antidumping
La procedura antidumping resta formalmente aperta e l'amministrazione Usa dovrà ora pubblicare le conclusioni finali. In precedenza, Washington aveva annunciato l'intenzione di applicare, a partire da gennaio 2026, dazi aggiuntivi fino al 91,74% su alcuni produttori italiani, oltre all'aliquota ordinaria del 15% valida sulla maggior parte delle importazioni Ue. L'efficacia delle nuove aliquote resta comunque sospesa fino alla conclusione formale dell'indagine, attesa per l'11 marzo.
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Il commento del ministero dell’Agricoltura
Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. “La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti”, ha affermato. “Abbiamo seguito sin da subito la vicenda, a ottobre a Chicago insieme all'ambasciatore Marco Peronaci avevamo dato un segnale importante: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta italiani”, ha aggiunto. Lollobrigida ha concluso ribadendo di “aver scelto la strada giusta” e così “le tariffe sono fortemente ridimensionate” e che “ancora una volta abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l'Italia è forte e rispettata nel mondo”.
Soddisfazione di Coldiretti e Filiera Italia
Soddisfazione è stata espressa anche da Coldiretti e Filiera Italia “per l'azione del governo italiano e in particolare dei ministri Tajani e Lollobrigida e della nostra struttura diplomatica, che ha portato a una prima temporanea riduzione dei dazi Usa sulla pasta italiana”. Secondo le due associazioni, nel 2024 l'export di pasta italiana verso gli Usa ha raggiunto un valore di circa 671 milioni di euro, confermando il mercato americano come uno dei più strategici per il settore.
Il commento di Unione Italiana Food
“Come Unione Italiana Food esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, che premia il lavoro costante svolto al fianco delle nostre imprese associate, fra cui La Molisana, Garofalo e Barilla, che hanno affrontato con serietà, trasparenza e spirito di collaborazione un percorso complesso e delicato”, così la presidente dei pastai di Unione Italiana Food, Margherita Mastromauro, ha commentato la riduzione dei dazi Usa sulla pasta. “La decisione delle autorità statunitensi - ha aggiunto - conferma inoltre che gli Stati Uniti sono un Paese attento all'Italia e alle sorti della nostra economia, capace di riconoscere il valore delle nostre imprese e il contributo strategico del comparto agroalimentare italiano”.
Dazi sui mobili rinviati al 2027
Sul fronte più ampio della politica commerciale americana, la Casa Bianca ha intanto annunciato che il presidente Donald Trump ha firmato un provvedimento che rinvia di un anno, al 2027, l'aumento dei dazi su mobili imbottiti, mobili da cucina e arredi da bagno. Gli aumenti che sarebbero dovuti entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, prevedevano aliquote fino al 30% sui mobili imbottiti e al 50% sugli arredi da cucina e bagno.
Cosa sapere sui dazi sui mobili
I dazi erano stati introdotti a ottobre, con un'aliquota iniziale del 25%, nell'ambito di una più ampia strategia di protezione della capacità industriale Usa nel legno e nell'arredamento. Il rinvio è stato motivato dalla necessità di "lasciare spazio a negoziati produttivi in corso” con i partner commerciali.
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