Manovra, sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di detassare anche la tredicesima. Cosa sappiamo

Economia
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Introduzione

Il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando alla prossima Manovra e sono diverse le misure sul tavolo, su cui si sta discutendo. Il nodo principale resta sempre quello di reperire risorse e coperture. Tra gli obiettivi dell’esecutivo c’è anche quello di dare una spinta ai salari, con una serie di norme che sono in fase di valutazione. Ad esempio, c’è l’idea di diminuire le tasse sulle componenti variabili dello stipendio. La detassazione, in particolare, riguarderebbe gli straordinari, i festivi, il lavoro notturno e la produttività. Ma ora spunta anche l’ipotesi di detassare la tredicesima. Ecco cosa sappiamo e cosa cambierebbe

Quello che devi sapere

La proposta sulla tredicesima

L'alleggerimento dei salari dal peso delle tasse è uno dei capitoli della prossima Legge di bilancio. Il governo sta iniziando a mettere a terra le proposte, che saranno quantificabili solo dopo aver stimato le risorse disponibili. Tra i provvedimenti di cui si discute c’è la possibilità di abbassare le tasse sugli straordinari e sul lavoro festivo, ma con tutta probabilità - come è emerso nelle scorse ore - anche sulle tredicesime. Ad avanzare la proposta di includere le tredicesime tra le voci da detassare è stato il vicepremier Antonio Tajani. "Si può pensare a una proposta un po' azzardata, però perché no? Cioè la detassazione della tredicesima. Vediamo che si può fare", ha detto ieri parlando a Milano a un evento organizzato dagli imprenditori di Assolombarda

 

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Le parole di Tajani

"La Manovra non sarà correttiva come dice Giorgetti, ma per la crescita", e tra i diversi provvedimenti "si può pensare a una proposta un po' azzardata, però perché no? Cioè la detassazione della tredicesima. La ricetta è sempre nella riduzione della pressione fiscale. Vediamo quello che si può fare", ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia. A Milano, il ministro degli Esteri ha aggiunto: “Abbattimento dell'Irpef dal 35 al 33%, allargamento della base fino a 60mila euro, Ires premiale da rivedere perché crediamo che aiutare le imprese che reinvestano significhi far crescere l'economia. Per avere stipendi più ricchi, soprattutto per quelli più bassi, si può ora lavorare per far sì che il ceto medio non diventi il ceto povero. La soluzione non si chiama reddito di cittadinanza né salario minimo. Si chiama detassazione degli straordinari, dei festivi, dei premi di produzione e in prospettiva si può pensare a una detassazione della tredicesima"

 

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Straordinari e festivi

Già nei giorni scorsi Tajani aveva insistito sulle misure per il ceto medio, con la riduzione dell'Irpef, e per i salari più poveri. L'idea è di "eliminare la parte contributiva ai lavoratori che guadagnano dai 7,5 e 9 euro l'ora e lavorare per detassare straordinari e festivi", aveva spiegato. Erano quindi circolate le voci che, per dare una spinta ai salari, c’era sul tavolo anche l’idea di diminuire le tasse sulle componenti variabili dello stipendio. La detassazione, in particolare, riguarderebbe gli straordinari, i festivi, il lavoro notturno e la produttività. L’ipotesi è quella di un’aliquota speciale, inferiore alla tassazione Irpef ordinaria a cui sono soggette le voci variabili del salario. “Una flat tax per alleggerire il carico fiscale e aumentare il netto in busta paga”, aveva spiegato Repubblica. La Stampa aveva parlato di “un’aliquota ad hoc con un tetto, prendendo a riferimento la misura sulla produttività che scade a dicembre e prevede una detassazione del 5% fino a 3mila euro per il settore privato. L’aliquota e la soglia però sono ancora da individuare”. Ora è spuntata anche l’idea di includere nella detassazione le tredicesime

 

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Cosa cambierebbe per le tredicesime

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che viene erogata nel mese di dicembre ai lavoratori subordinati di tutti i settori (quindi non agli autonomi e alle partite Iva): un intervento interesserebbe circa 19 milioni di persone. Al momento la tredicesima è soggetta a:

  • trattenute per contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;
  • trattenute fiscali a titolo di Imposta sul Reddito delle persone fisiche (Irpef)

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L’impatto delle detassazione delle tredicesime

Quella di abbassare le tasse sulla tredicesima è un’idea concreta. Già lo scorso anno il governo, visto il buon andamento dei conti, aveva deciso in Manovra di introdurre un bonus Natale di 100 euro netti, per i lavoratori fino a 28mila euro con un figlio a carico. Un costo limitato rispetto ad altre voci della Manovra, circa 320 milioni di euro, con un effetto di spinta ai consumi per circa 4,5 milioni di contribuenti. Ben altro impatto sui conti, tuttavia, avrebbe ora la scelta di detassare completamente le tredicesime: queste valgono circa 59,3 miliardi di euro e fruttano al fisco circa 14,5 miliardi di gettito. Una detassazione avrebbe un forte impatto sulle busta paga, visto che si tratterebbe di uno stipendio non più tassato con le aliquote Irpef in vigore

Le proposte sui salari

Le proposte sui salari, comunque, sono molte. L'intervento principale sul tavolo è l’ipotesi di una riduzione di due punti percentuali dell'aliquota Irpef, dal 35 al 33%, sullo scaglione tra 28mila e 50mila euro, estendendolo anche fino a quota 60mila. Ma non è l'unico provvedimento ipotizzato per alleggerire il prelievo

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La detassazione

I partiti di maggioranza hanno proposto anche incentivi per il rinnovo dei contratti scaduti o, come detto, la detassazione dei salari poveri, tra i 7,5 e 9 euro l'ora. L'idea su cui si discute è quella di allargare a più voci la misura che già ora è prevista sui premi di produttività: sono tassati al 5% per importi fino a 3mila euro, sui redditi che non superano gli 80mila euro. I tecnici quindi starebbero lavorando per ampliare le voci sulle quali applicare questa “flat tax” ridotta. È un tema che, oltre che da Tajani, è stato accennato anche dalla ministra del lavoro Marina Elvira Calderone a Cernobbio 

Gli straordinari

Sugli straordinari l'idea è quella di favorire una flessibilità oraria con un doppio beneficio: da una parte un maggior guadagno del lavoratore, dall'altro una maggiore elasticità per le imprese durante i periodi di picco produttivo. Si valuterebbe l'impatto sui conti e anche un possibile tetto alle ore che è possibile scontare

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Il nodo risorse

Il nodo è sempre quello delle risorse. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che le priorità andranno messe in colonna insieme alle risorse previste. E ci sono anche le spese che l'Italia si è impegnata a fare con la Nato, tra cui quelle per difesa e sicurezza. L'incertezza delle stime è anche legata alle voci che potranno essere considerate, ma non solo. L'altro nodo è quello della “clausola di salvaguardia” da applicare sulle spese per la Difesa: l'Italia ha chiesto modifiche per evitare che questa possa penalizzarla, rispetto ad altri Paesi, appesantendo il deficit tanto da far sfumare l'obiettivo di discesa sotto il 3%, che oramai è a portata di mano

 

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